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Forum » PROBLEMI DELL'UNIONE EUROPEA » SEPARAZIONI DELLE COPPIE MISTE - AFFIDAMENTI/ADOZIONI INTERNAZIONALI » PETIZIONE PER FIGLI DI MARINELLA COLOMBO ((separazione internazionale Germania-Italia))
PETIZIONE PER FIGLI DI MARINELLA COLOMBO
dibattitopubblDate: Giovedì, 12/11/2009, 13:22 | Message # 1
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Il tribunale per minorenni tedesco e i servizi sociali tedeschi (Jugendamt) violano leggi Europee e negando ai bambini, cittadini italo-tedeschi, di avere rapporti con la mamma italiana e tutti i parenti italiani, nonostante il tribunale stesso ha definito che la madre italiana è idonea per cresere i figi e il padre tedesco no.

Il caso della dr.ssa Colombo è in via di inserimento qua: http://dibattitopubbl.ucoz.com/forum/87-123-1 , inoltre sulle pagine 3-7 della petizione ci sono spiegazioni e dettagli del caso.

Per firmare la petizione scaricatela cliccando in fondo del post, stampate la seconda pagina, raccolgiete le firme e mandatele all'indirizzo di dr.ssa Colombo sull'indirizzo Viale Certosa 97 - 20151 - Milano

***

Al Presidente del Parlamento Europeo
60, rue Wiertz / Wiertzstraat 6
B-1047 Bruxelles / Brussel

Milano, 5 novembre 2009

PETIZIONE

Oggetto: Le procedure xenofobe e discriminatorie dello Jugendamt


Signor Presidente,

ci rivolgiamo al Parlamento europeo per segnalare l’ennesimo caso di trattamento discriminatorio
e xenofobo messo in atto nei tribunali familiari tedeschi controllati da un’istituzione politica
locale chiamata Jugendamt nei confronti di cittadini non-tedeschi. Detto trattamento, già
stigmatizzato nel Documento di Lavoro del Parlamento Europeo del 22.12.2008, non è stato per
nulla cambiato dalle Autorità tedesche, che non hanno in alcun modo accolto le raccomandazioni
del Parlamento europeo.

Il caso che le segnaliamo riguarda il prelevamento di due bambini da una scuola di Milano
(Leonardo di 10 anni e Nicolò di 6 anni) avvenuto l’8 maggio 2009, all’insaputa della madre.
Come si è arrivati a questo evento ed i tentativi fatti dalla madre per riavere i figli e per tentare di
avere un giusto processo, è descritto nella nota che alleghiamo, dalla quale risultano le
prevaricazioni e le illegalità verificatesi lungo tutto l’iter della faccenda,. Non è possibile che i
principi sanciti nella Convenzione europea per i diritti dell’uomo e nella Carta dell’UE sui
diritti fondamentali vengano così palesemente negati. E’ vero che il diritto familiare è di
competenza degli Stati membri, ma è altrettanto lecito domandarsi se le procedure dello Jugendamt
sono rispettose di questi principi.

Anche nel caso in questione si nota un intervento politico in ambito giuridico, si constata la
violazione del diritto ad un equo processo, al contraddittorio, al rispetto della vita privata e
familiare, alla libera circolazione dei cittadini europei (perché “il diritto di libera circolazione della
madre deve passare al secondo posto dopo gli interessi dei bambini.” Corte d’appello di Monaco,
costringendo la madre a rimanere in Germania, pur confermando che il padre non è adatto ad
occuparsi dei figli). Si è registrata inoltre la criminalizzazione intenzionale e premeditata del
genitore non-tedesco, nonché un’allarmante xenofobia aventi per conseguenza gravissimi traumi e
danni alla dr.ssa Marinella Colombo, cittadina italiana ed ai suoi due figli minori, Leonardo e
Nicolò cittadini italiani e tedeschi.

I firmatari di questa petizione, con allegata la nota esplicativa dei fatti accaduti, si rivolgono a
codesta istituzione per chiedere l’intervento presso le Autorità tedesche, finalizzato alla risoluzione
del caso, ponendo rimedio ai pregiudizi subiti dai minori che vanno ricondotti presso la madre,
genitore discriminato durante i procedimenti in Germania e genitore al quale i figli sono stati
sottratti mentre erano in Italia con il consenso del padre, consenso sottoscritto in data 2
aprile 09 avanti la Questura di Milano.

Firmatari
Marinella Colombo Viale Certosa, 97 – 20121 – Milano
Cristiana Muscardini Via Donizetti, 34 - 20122- Milano

LA PETIZIONE PUO' ESSERE SCARICATA QUA (formato PDF):

Attachments: ETIZIONEPARLAME.pdf(54Kb)
 
VisitatoreDate: Mercoledì, 24/02/2010, 01:31 | Message # 2
Group: Visitatori





http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo474713.shtml

Madre "rapisce" i suoi figli

La donna sarebbe fuggita in Polonia

Una scelta disperata quella di una donna italiana, che da anni si contende la custodia dei figli assieme all'ex marito tedesco. La donna è riuscita a "rapire" i suoi bambini e portarli in Polonia. La donna già nell'autunno del 2008 li aveva portati in Italia, contro la volontà del padre, ma l'intervento dello Jugendamt, l'organizzazione tedesca con veci di assistente sociale, l'aveva costretta di nuovo a separarsi dai suoi bambini.

Prosegue dunque la vicenda di Marinella Colombo, separata dal 2006 da Tobias Ritter. I due si contendono la custodia dei figli, ma la parte del leone sembra averla proprio lo Jugendamt. L'organizzazione tedesca in passato è stata accusata di difendere gli interessi tedeschi contro quelli dei cittadini di ogni altro paese, ma è anche vero che si occupa in modo eccezionale della difesa dei giovani sottoposti a violenza.

La signora Colombo non ha avuto dall'Italia lo stesso sostegno. Dieci interrogazioni parlamentari non hanno avuto risposta, gli interventi al Parlamento europeo non sono serviti a nulla e inutile è stato organizzare manifestazioni e raccogliere la solidarietà di migliaia di cittadini. L'unica soluzione le è sembrata ancora una volta recarsi in Germania e portare via i suoi figli, Leonardo, 11 anni, e Nicolò di 8.

"Ho visto i miei figli soli per strada, li ho chiamati e loro sono immediatamente venuti via con me" scrive la Colombo in una lettera inviata all'onorevole Cristiana Muscardini, deputata europea del Pdl," stanno bene anche se i traumi degli ultimi mesi sono evidenti". "Tornerò in Italia solo quando il mio Paese mi avrà confermato il suo appoggio" continua la donna.

Oliver Karrer, ispiratore di Ceed, l'organizzazione che combatte lo Jugendamt, conferma: " E' fuggita all'estero era il solo modo, si è recata in Polonia". Intanto per il 17 marzo è fissata l'udienza italiana in cassazione per discutere il caso.

 
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