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Forum » REATI DI TRIBUNALI MINORILI E CIVILI, SERVIZI SOCIALI E ALTRE ISTITUZIONI » CASI » Caso del bambino romeno di nome STEFAN (Milano)
Caso del bambino romeno di nome STEFAN
dibattitopubblDate: Giovedì, 22/10/2009, 06:41 | Message # 1
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dibattitopubblDate: Martedì, 17/11/2009, 08:04 | Message # 2
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MariaRosaDeHellagenDate: Giovedì, 24/03/2011, 14:52 | Message # 3
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http://www.milanotoday.it/cronaca/caso-stefan-condannati-18-anni-vasile-calderaru-florealea-pomana.html (http://www.milanotoday.it/cronaca....na.html)

Caso Stefan: genitori condannati a 18 anni, assolti gli altri 2 imputati
Il bimbo rom quando aveva tra i 6 e i 7 anni era stato costretto dai genitori a prostituirsi. Assolti lo zio e l'altro imputato, un romeno di 42 anni

25/11/2010

Si è concluso con la condanna a18 anni di reclusione il processo nei confronti dei genitori del piccolo Stefan, il bimbo rom costretto a prostituirsi quando aveva tra i sei e i sette anni. Il tribunale di Milano ha assolto gli altri due imputati, ossia lo zio del bambino e un altro romeno di 42 anni.

Il caso di Stefan è diventato noto anche perché i genitori, Vasile Calderaru e Florealea Pomana, nel 2005 lo avevano rapito da una comunità protetta di Milano a cui era stato affidato e per questo nel luglio 2007 erano stati condannati a tre anni di reclusione (cancellati dall'indulto) per concorso in sottrazione di minore, lesioni e porto abusivo di arma.

Il bambino era poi stato liberato dalla polizia qualche giorno dopo. Nel processo che si è concluso oggi, invece, i due rom erano accusati di concorso in induzione alla prostituzione minorile e di concorso in violenza sessuale aggravata per aver indotto, fino a luglio 2004, il figlio a prostituirsi.

Il piccolo Stefan si è costituito parte civile nel processo, rappresentato dall'avvocato Chiara Belluzzi, che ha ricevuto la delega dal sindaco Letizia Moratti, che è stata nominata, in passato, tutore del bambino.

* * *

http://mammadolce.wordpress.com/2010/11/26/abusi-su-minori-facevano-prostituire-il-loro-bambino-di-sette-anni-condannati/
http://mammadolce.wordpress.com/2010....dannati

Il Giustiziere degli Angeli

Vasile Caldararu e Floarea Pomana, questi i nomi dei due rom condannati oggi a 18 anni di reclusione! Questi erano i genitori (bah!) di Stefan, un bambino che all’epoca dei fatti non aveva neanche 7 anni. Lo portavano nei pressi del cimitero Maggiore di Milano per farlo prostituire. E, per attirare maggiormente clienti pervertiti, gli lasciavano i capelli lunghi, gli laccavano le unghie di rosso e lo vestivano da bambina! Il loro avvocato difensore (romeno anche lui ma di cui non si dice il nome) ha avuto il coraggio di dire che “la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…“. Nutro i miei dubbi su questa affermazione che comunque non c’entra nulla col fatto che il bambino venne trovato dalla Polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

Stefan oggi ha 13 anni ed è stato da tempo adottato da una famiglia che gli stà rendendo dignità, serenità ed amore! Il mio abbraccio speciale a lui.

Bambino rom costretto a prostituirsi: condanne a 18 anni per i genitori. Il caso del piccolo Stefan, rapito da una comunità protetta. Era stato trovato travestito da bambina.

MILANO – Sono stati condannati a 18 anni di reclusione dal tribunale di Milano due rom romeni, Vasile Calderaru e Florealea Pomana, accusati di aver costretto a prostituirsi il loro figlio Stefan, quando aveva tra i sei e i sette anni. Il caso del bambino era venuto alla luce nel 2005, quando gli stessi genitori lo avevano rapito da una comunità a cui era stato affidato. I due erano già stati condannati a Milano nel luglio 2007 a tre anni di reclusione (cancellati dall’indulto) per i reati di concorso in sottrazione di minore, lesioni e porto abusivo di arma, proprio perché nell’aprile 2005 avevano rapito il piccolo Stefan che era ospite del Centro per il Bambino maltrattato di Milano. Il bambino era poi stato liberato dalla polizia qualche giorno dopo. Nel processo che si è concluso oggi, invece, i due rom erano accusati di reati ben più gravi: concorso in induzione alla prostituzione minorile e concorso in violenza sessuale aggravata.

TRAVESTITO DA BAMBINA – Avevano infatti costretto il piccolo a prostituirsi: le forze dell’ordine lo avevano trovato travestito con abiti femminili. Le violenze erano continuate fino a luglio 2004. L’avvocato romeno che assisteva i genitori di Stefan aveva sostenuto che si trattava di un equivoco: «Conosciamo bene quella famiglia e sappiamo che non ha alcuna colpa. Quando il tribunale le ha tolto Stefan, il padre e la madre hanno rischiato d’impazzire. Stefan non è denutrito e non è mai stato maltrattato: la polizia ha interpretato in modo cattivo un innocente travestimento… Tutti i nostri bimbi giocano a vestirsi da bambina, lo facevo anch’io da piccolo…».

E’ STATO ADOTTATO – Il pm Giovanni Polizzi aveva chiesto 19 anni di carcere per il padre e 16 anni per la madre. Sono stati assolti perché il fatto non sussiste lo zio del bambino, Aurel Preda, e un quarto rumeno, Gheorghe Minescu. Stefan, che oggi ha 13 anni, nel 2009 era stato dichiarato adottabile dal giudice minorile e oggi vive con i suoi genitori adottivi lontano da Milano. Si è costituito parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Chiara Belluzzi, che ha ricevuto la delega dal sindaco Letizia Moratti, che è stata nominata, in passato, tutore del bambino.

Stefan, il piccolo rom schiavo dei genitori.

Stefan, che oggi ha 13 anni, ormai vive – con i genitori adottivi e lontano da Milano – un’esistenza serena, pulita. Gli è stato restituito il sorriso, come auspicava cinque anni fa l’allora assessore ai Servizi sociali del Comune di Milano Tiziana Maiolo che si era occupata a lungo del caso di questo bambino, vittima del racket della prostituzione minorile. Un inferno «gestito» dai suoi genitori naturali, nomadi del campo di via Barzaghi che, a partire dall’estate del 2004, quando il figlio non aveva ancora 7 anni, l’avevano spinto a prostituirsi per strada, a due passi dal cimitero Maggiore, lasciandogli crescere i capelli e tingendogli le unghie di rosso per attirare clienti depravati. Ieri questa coppia di «esemplari educatori» – Vasile Caldararu e Floarea Pomana – sono stati condannati dal tribunale di Milano a 18 anni di reclusione con l’accusa di concorso in induzione alla prostituzione minorile e di violenza sessuale, proprio per aver costretto il figlioletto a prostituirsi attraverso vere e proprie «lezioni». I giudici hanno invece assolto lo zio del bambino e un altro romeno di 42 anni. Caldararu e sua moglie erano già stati condannati nel luglio 2007 a tre anni di reclusione (cancellati poi dall’indulto) per concorso in sottrazione di minore, lesioni e porto abusivo di arma, proprio perché il 21 aprile 2005, dopo che, sei mesi prima i Servizi sociali del Comune avevano sottratto Stefan ai genitori, non avevano esitato a rapire il piccolo dal Centro bambino Maltrattato (CbM) di via Spadini, alla Comasina, grazie al blitz nella comunità protetta di un «trio» di connazionali. Quindi la coppia di rom aveva raccolto le proprie cose nel campo di via Barzaghi ed era sparita dalla circolazione con i figli. Il ragazzino venne ritrovato dagli investigatori della squadra mobile sette giorni dopo, in un appartamento in zona San Siro: era la casa di Iulian Iurulea, un altro romeno in quei giorni improvvisatosi «portavoce della famiglia». Al bambino, che i genitori volevano portare oltre confine, gli investigatori arrivarono dopo aver letteralmente messo sottosopra i campi di via Triboniano, di via Barzaghi e di via Capo Rizzuto, tempestando di domande i residenti. Nel processo terminato ieri con la condanna dei genitori il piccolo Stefan si era costituito parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Chiara Belluzzi, che ha ricevuto la delega dal sindaco Letizia Moratti nominata, in passato, tutore del bambino. Un anno prima che scoppiasse il caso di Stefan, un giornalista della Bbc – la rete inglese considerata uno dei più autorevoli operatori radiotelevisivi del mondo – aveva documentato il racket della prostituzione minorile dei ragazzini rom nel nord Italia girando, proprio nelle vicinanze del cimitero Maggiore di Milano, un video sconvolgente. Stefan, all’epoca in cui venne sottratto alla famiglia (ottobre 2004) era stato trovato dalla polizia per strada con atteggiamenti fortemente «erotizzanti», denutrito, con i capelli lunghi e le unghie dei piedi e delle mani laccate di rosso.

http://www.ilgiornale.it/milano/stefan_piccolo_rom_schiavo_genitori/26-11-2010/articolo-id=489572-page=0-comments=1

 
MariaRosaDeHellagenDate: Giovedì, 24/03/2011, 15:13 | Message # 4
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CHI GARANTISCE CHE IL BAMBINO NON è STATO PLAGIATO E SCHIAVIZZATO ALLA SINDROME PAS? Anni fa parlava molto bene dei suoi genitori, la dichiarazione nuova contro genitori ha alcune caratteristiche precise della sindrome PAS, la dinamica genrale assomiglia al libro Rapita dalla Giustizia e al caso di plagio nella famosa raccapricciante causa Scozzri/Giunta contro Italia. Dove sta la verità? I magistrati hanno punito la famiglia per essere rivolti alla stampa o ci sono PROVE CHIARE, PRECISE E CONCORDATE di abusi sul bambino? Dispaice che mancano informazioni concrete...

http://www.cronacamilano.it/cronaca/11145-lettera-bambino-rom-costretto-prostituirsi-da-genitori-orrore-abusi-iniziati-quando-stefan-aveva-6-anni.html
http://www.cronacamilano.it/cronaca....ni.html

3 marzo, 2011

Lettera bambino rom costretto a prostituirsi da genitori, orrore e abusi iniziati quando Stefan aveva 6 anni

“Cari genitori devo dirvi che vado in adozione; per le cose che mi avete fatto, le cose che a un bambino non bisogna fare”

L’incubo di Stefan era iniziato quando il bimbo aveva appena 6 anni e i genitori, i nomadi Vasile Caldararu e Floarea Pomana, iniziarono a costringerlo a prostituirsi in zona Cimitero Monumentale e all’interno del campo nomadi dove vivevano.

L’OBBLIGO DI PROSTITUIRSI – Secondo quanto emerso dalle indagini:

* i genitori non avevano mancato di dipingergli le unghie dei piedi e delle mani con smalto rosso, e fagli crescere i capelli “per renderlo più attraente”, cedendolo ogni sera a sconosciuti al fine di ricavare soldi dalle prestazioni sessuali subìte dal piccolo.
* Inoltre, era lo stesso padre a portare il bimbo all’interno delle capanne del campo, dove anche gli altri bambini erano costretti a subìre abusi sessuali da adulti e, Stefan, veniva legato e violentato prima che la madre ritirasse il danaro.

IL RAPIMENTO DAI SERVIZI SOCIALI E LA CONDANNA AI GENITORI –

* Stefan venne trovato a prostituirsi in viale Toscana e quindi prelevato dai Servizi Sociali; purtroppo, non ancora in pace, il bimbo fu rapito dalla comunità di accoglienza da 3 nomadi e riportato a forza dai genitori, che progettavano una fuga per sparire oltre confine;
* al termine di un iter processuale passato attraverso una condanna a 3 anni poi annullata dall’indulto, i due genitori vennero infine condannati a 18 anni di carcere.

LA LETTERA – Ora Stefan, che nel frattempo ha 13 anni e un presente difficilissimo a causa delle terrificanti esperienze subìte, è stato adottato da una nuova famiglia e i giudici, a seguito della sentenza emessa, ne hanno reso noto ieri le motivazioni. In tal senso, fondamentale è stata una lettera che ha scritto il bambino, nel 2008, ai propri genitori:

* «Cari genitori devo dirvi che vado in adozione; per le cose che mi avete fatto, le cose che a un bambino non bisogna fare. Andare al semaforo e chiedere i soldi e di sera portando alle persone che non conosciamo tutti i bambini piccoli e facendo sesso con loro per dare i soldi».

IL COMMENTO DEL VICESINDACO E ASSESSORE ALLA SICUREZZA DI MILANO –

* “Il caso del bimbo rom Stefan e la lettera scritta ai genitori è un pugno nello stomaco – ha detto Riccardo De Corato, – che dovrebbe scuotere le coscienze. Ma i buonisti di sinistra e centrosinistra e un certo mondo dell’associazionismo cattolico sanno indignarsi solo quando Comune e Prefettura fanno gli sgomberi. Sugli orrori di quello che avviene all’interno della comunità rom cala il silenzio”.
* “Mi chiedo – prosegue De Corato – quanti altri casi Stefan ci siano e di cui nulla sappiamo. Solo ieri abbiamo appreso che due ragazzini romeni venivano mandati a rubare di giorno e a prostituirsi di notte tra Monza e Cinisello. Un’appendice della maxi inchiesta Fata (circa 100 indagati per la maggior parte romeni) avviata grazie al contributo della Polizia Locale di Milano. E che aveva svelato gli orrori di rapimenti negli orfanotrofi di Bucarest e dintorni di minorenni poi mandate sulle strade di Milano e hinterland. Squarci di violenze come quelle commesse in un campo abusivo, in via Guascona. Dove solo grazie ai vigili nell’ aprile 2009 è stata salvata una diciottenne rom violentata e drogata, perché si rifiutava di andare a rubare. Ed era sul punto di essere venduta a dei connazionali per essere avviata alla prostituzione. Dove sono i sepolcri imbiancati pronti a scandalizzarsi se si smantellano baraccopoli dove bimbi rom vivono tra topi e amianto e non aprono bocca su simili orrori?”.

 
MariaRosaDeHellagenDate: Giovedì, 24/03/2011, 15:25 | Message # 5
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http://www.aibi.it/ita/la-lettera-di-stefan-%E2%80%9Ccari-genitori-vado-in-adozione%E2%80%9D/
http://www.aibi.it/ita....2%80%9D

03-03-11
La lettera di Stefan: “Cari genitori vado in adozione”

Uscire mascherati a carnevale, che sballo per i piccoli. Ma non per uno. Per Stefan e la sua infanzia abusata. Nessun divertimento fare Dragon Ball o Goldrake per lui. Che a soli dieci anni si sentiva già «un mostro», un essere indesiderabile per qua­lunque famiglia, e che una maschera di carnevale chiedeva, per favore, balbettando, di poterla indossare le volte che doveva allontanarsi dalla comunità terapeutica che lo aveva accolto simulacro di quello che dovrebbe essere un bambino, sbattuto com’era da quando di anni ne aveva sei e mezzo fra il freddo dell’elemosina ai semafori e postacci pieni del sudicio di cui sono capaci certi adulti sui minori.

«Cari genitori, vi mando questa lettera per dirvi che vado in adozione e che mi avete fatto cose che a un bambino non bisogna fare». Ci ha messo quattro anni, Stefan, che oggi ne ha 13, per riuscire a parlare degli abusi cui lo costringevano il padre e la madre, Vasile Caldararu e Floraea Pomana, i due rom di Triboniano che lo rapirono dalla comunità nel 2005, l’anno dopo che un poliziotto lo trovò a un semaforo vestito da femmina, e il suo nome finì sui giornali. Ieri la nona sezione penale del Tribunale ha motivato la sentenza che li condanna a 18 anni di reclusione, 150mila euro di multa e l’espulsione dall’Italia a fine pena: sfruttamento della prostituzione minorile aggravato dal fatto di essere genitori della vittima, minore di 10 anni, e dall’abuso di autorità. Sono le parole precise che non raccontano però gli incubi di Stefan, i suoi ricordi di quella «capanna dove le persone facevano sesso », dove il papà lo accompagnava per fare «giochi che non gli piacevano con adulti sconosciuti », dopo che la mamma «gli metteva lo smalto sulle unghie».

Di quella madre che, hanno accertato i giudici, «divideva con il coniuge i proventi dello sfruttamento sessuale del figlio», Stefan ha scritto una volta sul diario «avrei voluto che mi proteggesse, come fanno tutte le mamme».

Oggi Stefan sta cercando, con l’aiuto degli psicologi, di arrampicarsi fuori da quegli anni di «galera», di pianti disperati, di «coccole che fanno male». Solo dopo aver saputo che verrà adottato ha avuto il coraggio di scrivere ai genitori. Con il suo balbettio, un giorno spiegò agli assistenti sociali di aver paura, com’è tipico dei bambini abusati, di rovinare la famiglia in cui si fosse inserito. Oggi cerca di vincere l’ansia e l’agorafobia (ma in questi giorni, piccolo Stefan, mettila pure la maschera di carnevale). Oggi sogna la famiglia «che lo accudirà e che – scrive – gli farà fare molte esperienze (come sciare e nuotare)». Le esperienze che non fanno tutti i bambini.

(Fonte: Avvenire del 3/3/2011)

 
MariaRosaDeHellagenDate: Venerdì, 25/03/2011, 23:05 | Message # 6
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Valutazione del caso da parte di Luca Steffenoni, famoso criminologo e scrittore, autore del libro "Presunto colpevole":

"Avevo già sentito di questa storia. Cosa vuoi che ti dica? assomiglia a tante altre simili. Quando un bambino è allontanato a forza dalla propria famiglia senza favorire il controllo di situazioni di disagio (che ovviamente spesso è necessa...rio) ALL'INTERNO della famiglia d'origine e viene dato in mano a soggetti fortemente interessati economicamente e ideologicamente, non c'è da stupirsi di un eventuale lavaggio del cervello. Con queste modalità operative la verità non si saprà mai. In pochi anni si crea una realtà parallela fatta di finti ricordi, che interferiscono fortemente con un'analisi oggettiva e disinteressata del bene del minore".

(https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=119742071434732&id=1498037040&ref=notif¬if_t=share_comment )

 
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