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SINDROME DI ALIENAZIONE CULTURALE
AmministratoreDate: Lunedì, 16/05/2011, 06:23 | Message # 1
Group: Amministratori
Messages: 133
Status: Offline
Da Portale di neuropsichiatria infantile, psichiatria e psicoterapia
"Per una psichiatria riumanizzata, ovvero: il modello bio-psico-sociale in psichiatria"

dr Gianmaria Benedetti

http://neuropsic.altervista.org/drupal/?q=node/171

Sindrome di Alienazione Culturale - Cultural Alienation Syndrome

Come anticipiamo in questo articolo riteniamo che una nuova forma di scompenso adolescenziale possa configuararsi nella Sindrome da Alienazione Culturale, come proponiamo di chiamarla.

La situazione di conflitto culturale, che viene estremizzato e in cui l'adolescente sembra operare una scelta irreversibile di divisione del mondo e di sè stesso/a, assomiglia molto alle situazioni di sepazione coniugale conflittuale in cui a un certo punto un figlio (figlia, più spesso) conteso prende posizione dalla parte di un genitore e rifiuta di continuare ad avere rapporti con l'altro, con modalità quasi deliranti. E' la ben nota Sindrome di Alienazione Genitoriale che tanti problemi e difficoltà crea nelle situazioni di separazione conflittuale.
Si può forse anche qui parlare di una Sindrome di Alienazione Culturale, in cui l'adolescente 'conteso' fra due culture, quella originaria della famiglia e quella del gruppo sociale dei coetanei, fa una scelta di campo alienando/amputando una metà della sua vita, con modalità anche qui quasi deliranti (talora francamente deliranti) e con conseguenze che possono essere tragiche. La famiglia infatti, come quasi tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte, non capisce quello che sta succedendo alla figlia e reagisce talora in modo incongruo, e fra azioni e reazioni si può arrivare all'irrimediabile.
E' urgente che tali situazioni siano riconosciute per quello che sono, e che gli interventi siano quelli dell'emergenza psichiatrica e non quelli sociali o di polizia!
Vedi anche (in forum solo per medici/psicologi) le nostre presentazioni al convegno EFPP di Firenze della primavera 2010 e al' convegno di adolescentologia' di Firenze 9/10/10

Possibile caso non riconosciuto
Da un giornale: Fano, ragazza rapita dal padre da un centro di accoglienza
FANO - Una ragazza pakistana di 17 anni è stata portata via dal padre, oggi intorno alle 13.30 a Fano, dal Centro di Accoglienza dell'Associazione Cante di Montevecchio Onlus, al numero 5 di via Fernando Palazzi, al centro della città marchigiana. L'uomo, assieme ad un'altra persona, ha costretto la ragazza a salire a bordo di una station-wagon, che poi è ripartita a tutta velocità. E' stato questo che ha fatto immediatamente pensare ad un rapimento e che ha fatto scattare l'allarme. Continua qui

COMMENTOChe si tratti di un caso simile? Molti aspetti (età, nazionalità, tipo di intervento...) sembrano suggerirlo. Sarà stata valutata la possibilità di una sindrome psicopatologica? Sul giornale appare solo il dato sociale culturale, forse deformante.
I rischi di deformazione sono molto alti in casi di questo tipo, come in molti casi di sospetto abuso, fisico o sessuale che vengono denunciati spesso in corso di separazioni coniugali conflittuali, ai danni di un figlio variamente conteso. E' molto difficile anche agli specialisti sottrarsi alle influenze ambientali che possono alterare e 'inquinare' le valutazioni. La spinta a 'schierarsi' è fortissima, e il rischio di identificarsi è accentuato. Particolare che spesso il genere sessuale dello specialista influenza il tipo di identificazione e di schieramento.

SVILUPPI Ritrovata la ragazza rapita a Fano
Sta bene, arrestati entrambi i genitori
"Il padre, 40enne pachistano, non sopportava il suo stile di vita troppo "occidentale"
Voleva che la ragazza sposasse un connazionale. Coinvolta nella fuga l'intera famiglia

PESARO - E' stata ritrovata e sta bene Almas Mahmood, la ragazza pachistana di 17 anni rapita ieri dal padre nei pressi di un centro di accoglienza di Fano. Oltre al padre, Akatar Mahmood, di 40 anni, i carabinieri del comando provinciale di Pesaro hanno arrestato anche la madre, con l'accusa di concorso nel sequestro. In macchina, infatti, c'erano anche lei e altri due figli. Il maschio, 16 anni, è anche lui indagato. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che il padre volesse costringe la giovane a sposare un connazionale.

Subito dopo il sequestro, la famiglia si è diretta verso Roma, dove ha trascorso la notte appoggiandosi presumibilmente a casa di connazionali residenti nella capitale. Poi, alle prime luci dell'alba, sono ripartiti verso Bologna, per ridirigersi ancora nel Pesarese. Qui, sull'autostrada A14 tra Fano e Marotta, l'auto è stata fermata dai carabinieri, che avevano seguito gli spostamenti della famiglia tenendo sotto controllo il cellulare del padre, rimasto sempre acceso.

Secondo quanto riferito da un inquirente, la ragazza è apparsa "sollevata" nel vedere le forze dell'ordine. Almas era stata affidata al centro "Fenice" dal Tribunale dei Minori, a causa dei maltrattamenti subiti in famiglia. Il padre, infatti, non sopportava il suo stile di vita "troppo occidentale" e le sue amicizie italiane. Per questo voleva a tutti i costi che la figlia sposasse un pachistano. L'anno scorso la giovane era finita in un ospedale di Senigallia in seguito alle botte ricevute. (19 gennaio 2010) Tutti gli articoli di Cronaca

COMMENTO

Assomiglia molto ai casi di cui ci occupiamo, dove il 'rapimento' è interpretabile forse come un 'agito' (cioè un'azione sintomatica) che risponde al primo agito della ragazza. C'è da pensare, sotto le notizie giornalistiche che sono all'insegna del 'conflitto di culture' e criminalizzano i genitori, che tutta la questione non venga affrontata nel modo adeguato, che è quello di approfondire le dinamiche psicologiche in queste situazioni. Troppo rapidamente si agisce, a livello di servizi sociali magistratura, ecc, e si innescano azioni e reazioni che possono finbire tragicamente.
E' urgente che tali situazioni siano riconosciute per quello che sono, e che gli interventi siano quelli dell'emergenza psichiatrica, e non quelli sociali o, peggio, giudiziari!

* * *

Su wikipedia troviamo questo riferimento al concetto di 'alienazione culturale' in campo sociologico e storico:

"....

Cultural alienation

The cultural cringe is tightly connected with "cultural alienation", that is, the process of devaluing or abandoning one's own culture or cultural background. A person who is culturally alienated places little value on their own or host culture, and instead hungers for that of a - sometimes imposed - colonising nation.[6][7] The post-colonial theorists Bill Ashcroft, Gareth Griffiths and Helen Tiffin link alienation with a sense of dislocation or displacement some peoples (especially those from immigrant cultures) will feel when they look to a distant nation for their values.[6][8] Culturally alienated societies often exhibit a weak sense of cultural self-identity and place little worth on themselves. The most common manifestation of this alienation among peoples from post-colonial nations at present is an appetite for all things American, from television and music, to clothing, slang, even names. Culturally alienated individuals will also exhibit little knowledge or interest in the history of their host society, placing no real value on such matters.[6]
....."

Come per altri fenomeni socioculturali, il razzismo, la xenofobia, ecc - il vissuto individuale corrispondente può essere espressione di psicopatologia, e di problemi della personalità, che nelle manifestazioni agite a livello di gruppo ne vengono mascherati e magari sfruttati a livello politico.

Troviamo inoltre nel web questo articolo , di A.C.C. Lee, 'Religious Identity and Cultural Alienation: the Case of Chinese Christianity' in cui si legge: "... But deep inside, one cannot maintain a sound and healthy state of mind and being unless one reconciles with one's cultural identity and comes to term with one's cultural heritage. Both identities should be held in a creative, dynamic, inter-re-lated, interacting, inter-penetrating and integrating way so that dignity and integrity are safeguarded .'
L'articolo è dedicato agli effetti della cristianizzazione in Cina : " ...There was agonizing experience of Chinese converts who were denied of their Chinese identity when they became Christians . The missionaries insisted upon them that, being newly created persons, they should have a new identity. Chinese customs,festivals and values were of the old world which they should have left behind when entering the Christian world. ... Identity crisis, cultural alienation and social deprivation are the results of this double conversion: being converted to Christianity as a religious faith and at the same time to Christian culture which cannot be separated from Western civilization ."

Per inciso ci viene il mente il recente film 'Agorà', sull'antica filosofa Ipazia e sull'incendio della biblioteca di Alessandria nel IV secolo dopo Cristo, che nel film viene attribuito a fanatici seguaci del Vescovo Cirillo. La distruzione della cultura greco romana del mondo antico, di cui quell'incendio è simbolo, è alla base forse di un fenomeno di Alienazione Culturale a livello sociale che portò in Europa ai secoli bui di un medioevo infinito, e solo mille anni dopo e con mille difficoltà Keplero e Galileo e altri ripresero il testimone lasciato da Ipazia e dai liberi filosofi antichi.
Psicologia sociale e psicologia individuale hanno a volte riflessi riverberanti.

 
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