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Forum » MALAGIUSTIZIA IN ITALIA » CASI DI ILLEGALI ARCHIVIAZIONI, OMISSIONI E INSABBIAMENTO DELLE INDAGINI » Maresciallo Antonio Cautillo (il coraggio di denunciare)
Maresciallo Antonio Cautillo (il coraggio di denunciare)
dibattitopubblDate: Sabato, 09/04/2011, 01:59 | Message # 1
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Un M.llo CC che denuncia fenomeni di malcostume interno ed attende giustizia da ormai troppo tempo.

Una storia di mobbing nelle forze dell’ordine, in attesa di giustizia.

9 interrogazioni parlamentari, 18 istanze per conferire col Ministro della Difesa, 12 ricorsi al TAR, 7 assoluzioni penali, 1 richiesta di risarcimento danni per discriminazioni sul lavoro. Questi i dati numerici che correlano la vicenda del M.llo che resiste in servizio.

Il Ministro la Russa non risponde alle interrogazioni parlamentari di tutte le opposizioni né alle 18 istanze del M.llo: ora depositate all'A.G.
Il silenzio non si addice alle Istituzioni di garanzia, poste a tutela del cittadino onesto.

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/pages/Nuove-forme-di-Squadrismo-contro-la-Libert%C3%A0-di-Pensiero/190477890995742?sk=wall#!/pages/Maresciallo-Antonio-Cautillo-il-coraggio-di-denunciare/128343467207580?sk=info
https://www.facebook.com/pages....sk=info

 
dibattitopubblDate: Sabato, 09/04/2011, 02:04 | Message # 2
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http://www.articolo21.org/191/notizia/mobbing-il-caso-del-maresciallo-cautillo.html
http://www.articolo21.org/191....lo.html

Mobbing: il caso del maresciallo Cautillo

6 interrogazioni parlamentari ( 4 nell'arco di quest'anno), 16 istanze per conferire con il Ministro della difesa, un appello al Capo dello Stato, una richiesta di risarcimento danni per discriminazioni sul lavoro pari a 1.200.000 euro, inviata direttamente al Ministero della difesa. Questi sono i dati “numerici” che correlano la vicenda del maresciallo dei Carabinieri Antonio Cautillo, in servizio presso la stazione di Santa Giusta, Oristano.
Tutte le interrogazioni hanno per oggetto la “discriminazione sul posto di lavoro” che il Maresciallo Cautillo avrebbe subito dal 1997 fino adesso. Secondo quanto riportato dalle diverse interrogazioni al maresciallo sarebbe stato impedito di svolgere le mansioni inerenti il proprio grado e formazione rendendo “estremamente difficile la condizione di rapporto lavorativo”. Il maresciallo è stato infatti sottoposto anche a numerosi provvedimenti disciplinari, unitamente a “varie punizioni, una per essersi rivolto al Presidente della Repubblica, trasferimento d'autorità, minacce di destituzione permanente dall'Istituzione, una settima denuncia per disobbedienza al Tribunale Militare”.
Nel corso degli anni, inoltre, e sempre all'interno del contesto lavorativo, ha subito numerose denunce con conseguenti processi presso la Procura militare dai quali risulta essere stato sempre assolto per insussistenza dei fatti addebitatigli.
Questo quanto si legge nelle diverse interrogazioni, che, nel corso di quest'anno non hanno ricevuto risposta alcuna, come non ha trovato risposta la richiesta di conferire avanzata al Ministro della difesa, come stabilito e garantito dall'articolo 39 del regolamento di disciplina militare, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto ministeriale n. 603 del 1993.
Tutti gli interroganti pongono infine la stessa domanda, quali siano i motivi per i quali il Ministro della Difesa non abbia ancora deciso di incontrare il maresciallo, per cosentirgli così l'esposizione diretta dei fatti e se questo non sia in qualche modo addebitabile alle convinzioni politiche dello stesso.
Dal canto suo Cautillo fa appello all'articolo 14 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo che garantisce “il godimento dei diritti e libertà riconosciuti deve essere assicurato senza distinzione (..) di opinione politica” e alla legge n. 382 ( 11.7.1978) "Norme di Principio sulla Disciplina Militare", art. 17 dove si legge: "Nei confronti di militari (..) Sono vietate le discriminazioni per motivi politici o ideologici".

Le 4 interrogazioni parlamentari sono disponibili sul sitowww.ficiesse.it 6 interrogazioni parlamentari ( 4 nell'arco di quest'anno), 16 istanze per conferire con il Ministro della difesa, un appello al Capo dello Stato, una richiesta di risarcimento danni per discriminazioni sul lavoro pari a 1.200.000 euro, inviata direttamente al Ministero della difesa. Questi sono i dati “numerici” che correlano la vicenda del maresciallo dei Carabinieri Antonio Cautillo, in servizio presso la stazione di Santa Giusta, Oristano.
Tutte le interrogazioni hanno per oggetto la “discriminazione sul posto di lavoro” che il Maresciallo Cautillo avrebbe subito dal 1997 fino adesso. Secondo quanto riportato dalle diverse interrogazioni al maresciallo sarebbe stato impedito di svolgere le mansioni inerenti il proprio grado e formazione rendendo “estremamente difficile la condizione di rapporto lavorativo”. Il maresciallo è stato infatti sottoposto anche a numerosi provvedimenti disciplinari, unitamente a “varie punizioni, una per essersi rivolto al Presidente della Repubblica, trasferimento d'autorità, minacce di destituzione permanente dall'Istituzione, una settima denuncia per disobbedienza al Tribunale Militare”.
Nel corso degli anni, inoltre, e sempre all'interno del contesto lavorativo, ha subito numerose denunce con conseguenti processi presso la Procura militare dai quali risulta essere stato sempre assolto per insussistenza dei fatti addebitatigli.
Questo quanto si legge nelle diverse interrogazioni, che, nel corso di quest'anno non hanno ricevuto risposta alcuna, come non ha trovato risposta la richiesta di conferire avanzata al Ministro della difesa, come stabilito e garantito dall'articolo 39 del regolamento di disciplina militare, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto ministeriale n. 603 del 1993.
Tutti gli interroganti pongono infine la stessa domanda, quali siano i motivi per i quali il Ministro della Difesa non abbia ancora deciso di incontrare il maresciallo, per cosentirgli così l'esposizione diretta dei fatti e se questo non sia in qualche modo addebitabile alle convinzioni politiche dello stesso.
Dal canto suo Cautillo fa appello all'articolo 14 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo che garantisce “il godimento dei diritti e libertà riconosciuti deve essere assicurato senza distinzione (..) di opinione politica” e alla legge n. 382 ( 11.7.1978) "Norme di Principio sulla Disciplina Militare", art. 17 dove si legge: "Nei confronti di militari (..) Sono vietate le discriminazioni per motivi politici o ideologici".

Le 4 interrogazioni parlamentari sono disponibili sul sito www.ficiesse.it

6 interrogazioni parlamentari ( 4 nell'arco di quest'anno), 16 istanze per conferire con il Ministro della difesa, un appello al Capo dello Stato, una richiesta di risarcimento danni per discriminazioni sul lavoro pari a 1.200.000 euro, inviata direttamente al Ministero della difesa. Questi sono i dati “numerici” che correlano la vicenda del maresciallo dei Carabinieri Antonio Cautillo, in servizio presso la stazione di Santa Giusta, Oristano.
Tutte le interrogazioni hanno per oggetto la “discriminazione sul posto di lavoro” che il Maresciallo Cautillo avrebbe subito dal 1997 fino adesso. Secondo quanto riportato dalle diverse interrogazioni al maresciallo sarebbe stato impedito di svolgere le mansioni inerenti il proprio grado e formazione rendendo “estremamente difficile la condizione di rapporto lavorativo”. Il maresciallo è stato infatti sottoposto anche a numerosi provvedimenti disciplinari, unitamente a “varie punizioni, una per essersi rivolto al Presidente della Repubblica, trasferimento d'autorità, minacce di destituzione permanente dall'Istituzione, una settima denuncia per disobbedienza al Tribunale Militare”.
Nel corso degli anni, inoltre, e sempre all'interno del contesto lavorativo, ha subito numerose denunce con conseguenti processi presso la Procura militare dai quali risulta essere stato sempre assolto per insussistenza dei fatti addebitatigli.
Questo quanto si legge nelle diverse interrogazioni, che, nel corso di quest'anno non hanno ricevuto risposta alcuna, come non ha trovato risposta la richiesta di conferire avanzata al Ministro della difesa, come stabilito e garantito dall'articolo 39 del regolamento di disciplina militare, nel rispetto di quanto stabilito dal decreto ministeriale n. 603 del 1993.
Tutti gli interroganti pongono infine la stessa domanda, quali siano i motivi per i quali il Ministro della Difesa non abbia ancora deciso di incontrare il maresciallo, per cosentirgli così l'esposizione diretta dei fatti e se questo non sia in qualche modo addebitabile alle convinzioni politiche dello stesso.
Dal canto suo Cautillo fa appello all'articolo 14 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo che garantisce “il godimento dei diritti e libertà riconosciuti deve essere assicurato senza distinzione (..) di opinione politica” e alla legge n. 382 ( 11.7.1978) "Norme di Principio sulla Disciplina Militare", art. 17 dove si legge: "Nei confronti di militari (..) Sono vietate le discriminazioni per motivi politici o ideologici".

Le 4 interrogazioni parlamentari sono disponibili sul sito www.ficiesse.it

 
dibattitopubblDate: Sabato, 09/04/2011, 02:10 | Message # 3
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Archivio per la categoria ‘CASO: Antonio Cautillo’ del sito Il Fiore dell'Informazione

http://christianfiore.wordpress.com/category/caso-antonio-cautillo/
http://christianfiore.wordpress.com/category/caso-antonio-cautillo/

 
dibattitopubblDate: Sabato, 09/04/2011, 02:12 | Message # 4
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http://www.reportonline.it/2011020644346/cronaca/mobbing-tra-i-carabinieri-interviene-la-presidenza-della-repubblica.html
http://www.reportonline.it/2011020....ca.html

[b]Mobbing tra i Carabinieri: interviene la Presidenza della Repubblica[/b].
Lunedì 07 Febbraio 2011 00:40 Helene Benedetti

Il Consiglio Superiore della Magistratura si occuperà del caso di mobbing del Mar. CC Antonio Cautillo.- Apertura pratica al C.S.M

La prima commissione di Palazzo dei Marescialli infatti, a seguito di un intervento della Presidenza della Repubblica, ha aperto una pratica a sua tutela.

Il fascicolo riguarda in particolare la kafkiana situazione che lo vede di continuo “inquisito” in una situazione surreale e grottesca di manifesto diniego di giustizia.

Tardiva l’iniziativa. La vicenda, nell’inerzia del Ministro La Russa, ha assunto dati numerici “da suicidio”: 7 le assoluzioni penali, una 50/na i procedimenti disciplinari, 12 i ricorsi al TAR, 9 le interrogazioni parlamentari sia alla Camera che al Senato al Ministro della Difesa, 18 le istanze al Ministro (guinness nelle FF.AA.) per ottenere il riesame in autotutela dei discrimini (denunce, punizioni, trasferimenti, minacce).

Un calvario di 14 anni.

Da uomo delle Istituzioni, confidandovi, si é rivolto alle medesime: come risposta il silenzio.

Ora è il Mar. a denunciare: 17 le querele depositate all’A.G.

Il Ministro la Russa non risponde alle interrogazioni parlamentari delle opposizioni né alle 18 istanze del M.llo, depositate all'A.G: su cui ora si dovrà pronunciare Palazzo dei Marescialli.
Capitolo Giustizia Amministrativa.

Negli ultimi 2 anni 5 i trasferimenti: “a trottola”.

Denuncia un superiore o viene denunciato ? Lui fa le valige.

A pioggia le punizioni. Provvedimenti di volta in volta impugnati nelle forme previste dal Regolamento di Disciplina Militare al Ministro La Russa, tramite 18 motivate istanze di riesame del Mar.: che non risponde. Un silenzio che pesa e costa caro.

Antonio ha dovuto adire 12 volte la G.A.: aspettando una sentenza é rimasto in mutande.

Improvvido il I° ricorso al TAR n.1475/2002 avverso la punizione di 10 gg. di consegna di rigore inflittagli dal Gen. Gasparri, fratello dell’On. Maurizio, capogruppo senatori PdL, ex AN come La Russa, non considerando il ceto, il censo ed il potere: lesa maestà.

Da allora, attinto da una sequela di incredibili provvedimenti ascrivibili al cd. mobbing, di ricorsi ne ha dovuti fare altri 11.

Si legge in ricorso al TAR n.329/09 “si assegna il medesimo, che per motivi familiari è costretto a vivere con neppure Euro 500 al mese, alla circoscrizione di Ghilarza (distante Km.40 dalla residenza)”, situazione che degrada, vd. ricorso al TAR n.350/2010 “il ricorrente, M.llo Capo dei CC, è attualmente in servizio alla Cp. di Carbonia, ove è stato appena trasferito con decorrenza 1/4/2010” (distante Km.120 dalla residenza).

Un brutto pesce d’aprile per il Mar.

Chi paga tutti questi ricorsi ? Il contribuente. L’avvocatura di Stato difende superiori: chi accusa il Mar. non spende un centesimo (e fa una veloce carriera).

Vale il motto “il superiore ha sempre ragione, specialmente quando ha torto” ?

Vivendo “con neppure Euro 500 al mese” in sedi così distanti da residenza, prostrato e impoverito ha ceduto casa, terreno, persino l’auto, effetto collaterale straziante delle vicende processuali.

I tratti del carattere.

“Calmo, ponderato e determinato nelle sue decisioni e valutazioni” recita una informativa sul Mar. redatta da un superiore con cui incorreva un conflitto disciplinare e penale.

Un’esistenza straziata.

Al suo arruolamento (1987) un quadro affisso nella camera della Scuola M.lli con scritto: “versare lacrime in silenzio, donare sangue e vita, questa è la nostra legge ed in questa legge è Dio”.

Una “inquisizione” lunga (1996 – 2010) che ha mandato in frantumi un’esistenza.

Le sentenze riabilitano l'uomo ma non possono guarire le ferite prodotte dai tanti processi.

Distrutti carriera, famiglia, vita. In silenzio.

Alla fine di questo calvario, bel coraggio, lo si minaccia pure di “destituzione permanente dall’Istituzione”, come riportato in alcune interrogazioni:

http://www.ficiesse.it/cerca.php?cerca=+cautillo

 
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