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Forum » REATI DI TRIBUNALI MINORILI E CIVILI, SERVIZI SOCIALI E ALTRE ISTITUZIONI » CASI » LETTERE-testimonianti STORIE di vita vissuta
LETTERE-testimonianti STORIE di vita vissuta
dibattitopubblDate: Giovedì, 21/05/2009, 20:35 | Message # 1
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Tragica storia dell'infanzia di Barbara (contatto può essere richiesto tramite olgababenko@yahoo.it):

Ciao sono Barbara, ho 29 anni e 14 dei quali gli ho passati tra case famiglie, istituti e famiglia affidatarei.
Comincio dall'inizio, anche se faccio ancora oggi fatica parlarne...

A 4 anni sono stata tolta di casa in quanto mia madre era picopatica ed era convinta che io fossi il diavolo e per questo a provato in tanti modi a uccidermi (porto moltissime cicatrici su tutto il corpo), per fortuna qualcuno mi deve aver protetto, beh il primo ricordo è legato ad un grande cancello rosso ed ha una casa immensa, dove vivevano quasi tutte ragazze grandi, e la maggior parte con grossi handicap, figuriamoci come stavo bene io 4 anni in mezzo ad un gruppo di adolescenti! Nessuno mi guardava ed ero presa e calci dalla mattina alla sera perchè andavo ad impicciami.
Qui ho passato i primi 2 anni, dopo di che in età scolare quando io manifestavo già dei grossi problemi (mordevo, gridavo..) sono stato trasferita in un'altro istituto, con le suore, lì la situazione e degenerata, ero ribelle e scuola non mi inserivo e per giunta la suora in questione pensava che per radrizzarmi serviva la cinghia, era botte e ceffoni in continuazione, più varie punizioni corporali, del tipo ore in ginocchia sui sassi, a 8 anni sono finita in una famiglia affidataria molto ricca, ero seguita dalla governante perchè loro tra una partita di tennis e un viaggio non avevano tempo, nessuo mi ha mai dato un bacio o mi ha mai chiesto se stavo bene, senza mettere l'indifferenza del servizio sociale, chi le ha mai viste!

Comunque a 14 anni ho cominciato il ribellione, scappavo, mi cacciavo sempre nei guai finchè ho son finita nella tossicodipendenza, a 16 anni ho conosciuto il paradiso, a causa di un furto sono finita in un istituto di recupero dove operatori volontari dedicavano anima e cuore a questi ragazzi, si preoccupavano se tardavo e mi hanno "costretto" a studiare, lì mi sono diplomata e poi laureata, oggi mi chiedo dove erano gli assistenti sociali e i tribunali dei minori mentre io soffrivo? Qualche anno fà ho rivisto l'assistente sociale per strada ed ha avuto il coraggio dirmi che se oggi sono quello che sono lo devo a lei! Beh una cosa gli devo avermi allontanato da mia madre! Forse oggi no sarei qui a raccontare un pezzo della mia vita...

 
dibattitopubblDate: Mercoledì, 17/06/2009, 21:22 | Message # 2
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Messages: 782
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http://www.letterealdirettore.it/affidam....sociali

Affidamento dei minori e servizi sociali

su LETTERE AL DIRETTORE (http://www.letterealdirettore.it/)

Gentile direttore, sono la mamma di un bambino di 6 anni, separata da tre anni. Vivo a Modena. Sto vivendo una storia pesantissima, in seguito all’allontanamento di mio figlio da parte del servizio sociale, investito dal padre del bambino per ottenere l’affidamento del figlio, in quanto a lui non riconosciuto dal tribunale civile. La mia storia è simile a quella di tante persone e denunciate alle varie associazioni da figli allontanati dai genitori, dal servizio sociale, dal tribunale minorenni, situazioni protratte anche per anni. La mia storia è forse più anomala in seguito a soprusi e violenze che sono state attuate sulla mia persona e sul bambino, in seguito alla libertà che ingenuamente mi ha spinto a denunciare gli operatori dei servizi, soprattutto gli psicologi interni, per fatti che nel nostro paese avvengono e di cui tutti tacciono. Per niente (e non c’erano assolutamente motivi che mi portassero via mio figlio), la gente non lavora. Nel corso delle varie denuncie e reclami operati anche dai miei legali e consulenti, il tribunale ha comunque scelto la strada dell’indifferenza, ignorando ogni nostro giudizio e prova del contrario, e affidando definitivamente mio figlio, dopo 1 anno e mezzo al servizio sociale del comune di Modena.
Ora vorrei chiederLe se non fosse un bene approfondire queste tematiche sui media, vista la quantità di disagi che codeste istituzioni pubbliche provocano, senza escludere comunque che esistono tanti casi in cui l’intervento è giusto per il bene di piccoli rovinati dal degrado sociale. Non nel mio caso e di tanti dove esiste la cultura, il benessere e l’affetto per i propri figli, voluti, l’istituzione presenta l’incapacità di gestire le famiglie, di rapportarsi ad esse, operando con l’immenso potere di cui dispone e abusando molto spesso degli stessi poteri.
I giudici ancora ascoltano le relazioni prodotte da questi assistenti i quali giudicano in base alla loro esclusiva esperienza personale e con una base culturale retrogada. Gli operatori appaiono frustrati da mansioni pesanti e confusi dinnanzi alla normalità, con stipendi bassi e moli enormi di lavoro. I colloqui che eseguono, mai alla presenza di testimoni, sono vessatori e ricattatori. L’umiliazione psicologica è l’arma migliore per manipolare e trasformare le persone secondo loro canoni non ben precisi. E’ incredibile come trasformano poi il principe in barbone e viceversa. A loro basta inviare due pagine appena in un Tribunale di relazioni che sembrano estrapolate da un mondo che non esiste. Pazzesco verificare di persona e sulla propia sofferta situazione, l’atteggiamento che spesso viene tenuto sulle persone deboli, come donne bambini, hanicappati. Le lamentele che giungono da tanti soggetti coinvolti riguardano inoltre il disgregamento dei nuclei famigliari, da loro operato con estenuante e logorroica strumentalizzazione del loro potere, vessanti illazioni e imposizioni di standard di vita che a non tutti competono.
Tra le tante cose che non vanno in Italia e il bisogno di rinnovarsi, questa deve divenire una questione da affrontare per il bene di famiglie e bambini, e non capisco come mai vengano denunciati in Italia ingiustizie ben minori, mentre l’opinione pubblica, la stampa, avvocati, medici, perfino la polizia, pur sapendo, al solo pensiero di colpire il servizio sociale prendano immediatamente le distanze.
La ringrazio dell’attenzione.

Alcuni commenti dei lettori alla lettera:

1 giovanna - 29 Settembre 2005 0:09
Cara Amica,
Ho vissuto sulla mia pelle, in occasione di una fallita adozione, l’arroganza, l’incompetenza e la malafede dei servizi sociali e di psicologia.
Hanno rovinato la vita a me e a mio marito (l’uomo più buono e mite del mondo) negandoci la possibilità di occuparci di un bambino (anche grande, anche handicappato, non abbiamo posto alcuna condizione!), togliendo magari dalla strada un piccolo spacciatore colombiano.
La loro relazione al Tribunale dei Minori è stata l’apoteosi della falsità , proprio come dici tu: mio marito, pover’uomo, che ha solo obiettato di non potersi assentare dal lavoro per i prescritti tre mesi causa licenziamento assicurato, è stato fatto passare per un pallone gonfiato: “il signor T. si crede indispensabile sul lavoro, perciò non offre garanzie di maturità psicologica ed è inadeguato come padre”. Testuale! E stiamo parlando di un modesto impiegato che riceve quotidiane minacce di licenziamento se solo chiede di assentarsi un giorno.
Quanto a me, sarei inadatta come madre in quanto “troppo mascolina”.
Non so davvero che dire.
Tante grazie, e speriamo che il Signore li ricompensi come meritano.

5 Barbara - 3 Aprile 2007 16:07

Cari amici, leggo per la prima volta questo sito e purtroppo mi ritrovo nella stessa situazione della signora Patrizia, perchè le mie bambine sono state affidate ai servizi sociali da Agosto 2006. Purtroppo in quel periodo la casa non era in ottime condizioni a causa della depressione nella quale ero caduta in seguito ai maltrattamenti fisici e psicologici cui ero sottoposta. Adesso sembra semplice per me parlarne, ma vi assicuro che quando si vivono certe situazioni non è facile uscirne fuori. Dallo scorso anno le bambine sono state affidate ai servizi sociali, i quali sono stati completamente assenti e soprattutto incompetenti. In un primo momento le bambine erano state collocate dai miei genitori poi dato che il padre aveva fatto credere a tutti me compresa di aver intrapreso un percorso e soprattutto di essere cambiato, il tribunale ha mantenuto l’affidamento ai servizi sociali ed ha disposto che le bambine potevano tornare a vivere nella casa di prima. Si sono fidati di semplici parole, senza fare alcun accertamento. Il papà non appena avuto il decreto ha preso la bambina più grande da scuola e l’ha portata via con se, minacciandomi.
dopo quasi tre mesi, durante i quali il papà si è mostrato nuovamente violento e ha dato segni di squilibrio, mia figlia è ancora nelle sue mani. Il tribunale non ha fatto nulla e le assistenti sociali, ancora affidatarie sono completamente assenti malgrado siano state chiamate in causa.
Nonostante io continui a sollecitare il loro intervento per controllare il benessero fisico e psichico di mia figlia, mi è stato risposto che hanno fatto anche troppo.Trovo assurdo che, chi sceglie di abbracciare certe professioni si dimostri così insensibile e soprattutto che il Tribunale, non conoscendo nulla dei fatti accaduti si trovi poi a prendere decisioni in maniera totalmente astratta, basandosi su relazioni scritte da persone che non sanno nulla, proprio perchè non intervenute.Perchè non c’è nessun organo che tutela i bambini? Cosa dobbiamo fare noi genitori affinchè qualcuno intervenga in difesa dei nostri figli. Io personalmente ho sollecitato più volte il tribunale e le assistenti sociali ad intervenire, ma non è cambiato nulla. Vorrei solo che la gente sapesse quello che accade veramente, quando ci si trova in queste situazioni. Devo aggiungere che il papà l’ha iscritta in un’altra scuola senza il mio consenso e senza quello dellle assistenti sociali e che quando ho provato ad andare a scuola mi è stato chiaramente detto dalle maestre e dalla coordinatrice che se volevo bene alla bambina dovevo farmi da parte e dire al giudice che volevo rinunciare a lei. Tutti sono al corrente di quanto mi è successo, ma ad oggi il Tribunale non è ancora intervenuto. Quando deciderà di farlo, sono talmente scoraggiata che non mi sorprenderei se decidesse di affidare mia figlia a chi continua a comportarsi in maniera violenta. Purtroppo ho letto di altri casi.
Grazie
Barbara

8 Patty - 29 Agosto 2007 12:23

Rispondo a Barbara, col cuore in mano. Sembra che qualcosa nella giustizia non funzioni proprio. Da una parte l’assenteismo dei tribunali, il bisogno di smaltire queste questioni al più presto, quindi sempre e comunque ciò che riferisce il collega dell’organico istituzionale (l’assistente sociale, il maestro ecc..). Dall’altra la prepotenza e la lucidità di tanti ex mariti e padri, che certo non hanno quella sensibilità che porta così in fretta sull’orlo del burrone come può accadere ad una mamma, privata del proprio figlio. Il mio ex marito, violento, arrogante, potente, me ne ha fatte di tutti i colori: minacce, pedinamenti, vandalismi. Sono stata sul punto del suicidio. Ha agito con sotterfugi assecondato dagli operatori sociali (che nella parte avevano un loro riscontro) Nella causa di affidamento del bambino (affidato al servizio sociale prima, poi al padre dopo), il solo fatto di aver lamentato delle pressioni subite, mi ha vista punire duramente e liquidare come una povera persona isterica e nevrotica. Sono stata lasciata sola ed in balia del mio destino. E mio figlio che convive ora col padre, è in cura psichiatrica. Non aggiungo altro.

16 Fiorenza - 15 Novembre 2007 12:00

Rispondo per caso, trovandomi a navigare per cercare una spiegazione a ciò che mi è successo, proprio in tema di servizi sociali. Alla signora Attilia e alla sig.ra Giorgia. Difficilmente si riesce a trovare una giustizia con queste persone perchè quasi sempre giustificate dal sistema. La corruzione esiste anche nel loro campo, come in Italia è diffusissima e radicata nelle istituzioni pubbliche. Pararsi contro di loro significa scavarsi una fossa, spendere un sacco di soldi e soffrire inutilmente, anzi peggiorare il proprio stato di salute perchè tanto ti dimostrano quanto, supponenti, arroganti siano, hanno comunque ragione. Forse più avanti saranno prese misure contro abusi e malagiustizia. Per ora il problema rimane prematuro, almeno qui in Italia, che come sempre dimostra di essere il fanalino di coda dei paesi civilizzati mettendosi alla pari dei paesi poveri e malgestiti (vedi il caso Maria in Russia, ma vedi anche come l’hanno gestito gli italiani). Vergognamoci tutti. I bambini non possono essere venduti al mercato, dimenticati perchè adottati, lasciati marcire negli istituti dove vengono ancora violentati, lasciati senza una scolarizzazione sufficiente e senza una figura affettiva vicino permanente. Gli adottati in particolare, con quello che già hanno passato…. Vorrei piangere dinnanzi a tutto questo, come non mi commuovo dinnanzi ad altri fatti. Inoltre, le donne, le mamme, in questa società sono ancora discriminate, le mamme in particolare sembrano che abbiano sempre torto.. Alle mamme non viene scontato nulla, si pretende sempre di più e l’impossibile. Posso dirvi che a Modena, alcune assistenti sociali hanno situazioni personali e famigliari terribili. E quando entrano in ufficio sfogano le loro frustrazioni, cercando col lanternino qualcuno da demolire.
Un assistente sociale, pentita e in attesa di cambiare lavoro.

20 Alibea - 16 Gennaio 2008 21:29

Ciao…ho 19 e ho avuto alle spalle una brutta esperianza…causa licenziamnto di mio padre siamo rimasti senza nulla con pochi soldi giusto x mangiare…io x trovare un po di calore andavo sempre da un amica in un negozio(avevo circa 8 anni)dp un paio di mesi si sono fatti vivi gli ass sociali togliendomi dai miei e portandomi in istituto..nonostannte le miei rikieste(da quando un minore è capace di ragionare deve essere ascoltato)di tornare a casa nn mi hanno mai fatto tornare nella mia famiglia fino al compimento del 18 anno di età xè i miei erano accusati di lasciarmi in strada tr ore al giorno senza curarsi di me e qst nn era vero…non è giusto…così i rovinano le famiglie

 
VisitatoreDate: Mercoledì, 07/10/2009, 19:54 | Message # 3
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mi state uccidendo i miei figli

giovedì 1 ottobre 2009 alle ore 20.49

From: Romano De Leo
Sent: Thursday, October 01, 2009 8:41 PM
To: ca.milano@giustizia.it ; studio.argento@tin.it ; alida.paluchowski@giustizia.it ; eb@studiogambini-brugnoni.191.it ; cristina.sangalli@comune.carugate.mi.it ; sindaco@comune.carugate.mi.it ; studioballarin@alice.it ; segreteria@parrocchiacarugate.it ; donpiero@parrocchiacarugate.it ; caritas.carugate@tiscalinet.it ; comandante_polizia@comune.carugate.mi.it ; sociale@comune.carugate.mi.it ; servizi_persona@comune.carugate.mi.it ; procura.milano@giustizia.it ; procura.monza@giustizia.it ; prefettura.milano@interno.it ; urp.pref_milano@interno.it ; tribunale.milano@giustizia.it ; stmi121283@carabinieri.it ; portavoceministro@interno.it ; caposegreteria.ministro@interno.it ; presidenza.tribunale.milano@giustizia.it ; presidenza.tribunale.monza@giustizia.it ; gdp.milano@giustizia.it ; gdp.monza@giustizia.it ; procmin.milano@giustizia.it ; tribmin.milano@giustizia.it
Cc: vicesindaco@comune.carugate.mi.it ; normanna.pozzi@comune.carugate.mi.it
Subject: Mia figlia Giuliana ha gravissimi problemi in Comunità

Gent.ma Sig.ra Sangalli
Sig. Sindaco Umberto Gravina
e vari personaggi strizzacervelli o meno e tribunali minori vari
ricevo notizia telefonica dalla comunità di Giuliana che mia figlia purtroppo ha serissimi e gravissimi problemi d'inserimento scolastico e comportamentale.
M'auguro che ora dopo dieci anni che mi sto spolmonando darete retta ad un uomo nonché padre di grande esperienza, per sottolinearvi che la situazione
familiare che voi avete alimentato e le successive decisioni del tribunale sotto vostra dettatura sono fallimentari. La situazione come da me più volte
spiegata sia verbalmente sia per iscritto è gravissima e giuliana ne è danneggiata in maniera profondissima, vuoi purtroppo per la convivenza, a casa di mia madre
negl'ultimi anni insieme al fratello che avete fatto diventare un criminale psichiatrico, e con una nonna altamente psichicamente disagiata. Della madre dei miei
figli non parliamone poichè è lapalissiana la sua gravissima forma di disturbo della sfera affettiva e comportamentale dato che ha insieme al suo compagno
Massimo Maselli nel passato, provocato loro ogni qualsiasi tipo di tortura psicologica e fisica.
Se aveste lasciato i figli al sottoscritto e a supportarmi dato il fallimento aziendale provocato apposta da mia madre, entrambi figli, come dimostrato per ben cinque
anni che han vissuto col sottoscritto, la loro vita non sarebbe diventata questa miseria.
La soluzione quindi del tribunale dei minori di Milano di affidare al 50% mia figlia a Voi ed a me, con supporto della comunità è fallimentare oltre che ad
essere una pagliacciata, perchè Sig.ra Sangalli Lei sta amministrando con la dittatura mia figlia, facendola incontrare con mia madre che è notoriamente
problematica e malvagia che provoca problemi gravissimi in Giuliana che si ripercuotono nella sua vita sociale e scolastica.
Ciò non di meno anche i problemi con la sua madre che si rifiuta di colloquiare con Lei e di rispettare le regole, è di grandissimo squilibrio.
Ora che m'avete tolto i figli, la mia dignità, m'avete fatto vivere nell'indigenza, nella vostra totale indifferenza, quando ero l'unica persona abilitata,
psicologicamente e umanamente a curarli e rimetterli sulla retta via, mi domando cos'altro mi devo aspettare, carissima Sig.ra Sangalli, dopo che grazie
alle sue relazioni a sei mani con mia madre e mia moglie al Tribunale dei Minori Lei ha gravemente inficiato la realtà già cinque anni fa, quando allora si
potevo ancora salvare i miei figli, oltre tutto calunniandomi gravemente.
Per mio figlio Lorenzo ora che il tribunale, finalmente l'ho saputo per vie traverse, ha messo mio figlio nel Carcere Psichiatrico di Reggio Emilia, si sentirà bene,
dormirete bene immagino.
Attendo urgenti risposte
Detta email viene pubblicata sui miei blog
Romano De Leo

http://romanodeleo.spaces.live.com/blog/cns!D2800267093333D9!1472.entry

 
VisitatoreDate: Venerdì, 09/10/2009, 02:01 | Message # 4
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http://www.facebook.com/note.php?note_id=121576961272

STORIA DI UN PADRE PUBBLICATA SU FACEBOOK

Ne' mio ne' tuo: E' NOSTRO figlio !!!

di Giancarlo Mancini (Numero di cellulare: 393288715662 , Yahoo!: giancarlo.gengy , Skype: giancarlo.mancini.u.m
Skype: giancarlomancini , Sito Web: http://www.manciniiscs.eu , http://www.giancarlomancini.it )

Dopo tre anni abbondanti che non vedo i miei figli,nonostante aver vinto tutte le cause a riguardo, mi chiedo perchè.... perchè sono Italiano ???? Sono orgoglioso di esserlo, per senso della Patria e perchè non riiesco a pensarmi cittadino di nessuna altra parte del Mondo, ma sono dispiaciuto, deluso e amareggiato per tante cose che fanno mi fanno vergognare, di cui la prima è essere un Padre separato Italiano.
Pochi giorni fà, mio figlio di 10 anni ha fatto la prima Comunione. Io , come al solito, non c'ero. Un parente ella mia ex mi ha fatto avere alcune foto. Ero in ansia...le aspettavo con fervore.... ma appena aperta sul pc la prima foto, sono scoppiato in un pianto straziato. Credo di non avere mai pianto cosi'. E non era gioia. Vedevo mio figlio, dopo 3 anni, e mi rendevo conto che, forse, se lo avessi incontrato altrove, non sarei stato in grado di riconoscerlo. Era cambiato, cresciuto, il viso TROPPO diverso dall'ultima volta che lo avevo visto. L'amore per lui e per mia figlia non è mai cambiato. Sono loro a rifiutare di vedermi, ma non posso avercela con loro.
Ci sono stati dei momenti in cui, dopo aver sentito di quali menzogne sono stati capaci, di quale idea sembrano avere di me, ho pensato che non valesse più la pena cercare di ricostruire un rapporto con loro. Ho pensato che non sarebbe stato possibile ricostruire nulla, perchè non essendo stato io a rompere quel rapporto, non sarei stato in grado nemmeno di ritrovare i pezzi da rimettere insieme. La mamma, con subdoli mezzi, ha messo loro in testa che io sono un mostro, e che avendo avuto un altro figlio, secondo lei illeggittimo, non voglio loro più bene e non ho più bisogno di loro.
Ma la Giustizia mi dava ragione, quindi speranza. In fase di processo, il Giudice ha incaricato una psicologa, tra l'altro la stessa che incaricò anni fà, in un'altra causa. Io avevo fiducia in lei, perchè avevo visto il suo modo di operare, la sua obiettività, il suo interesse solo per tutelare i miei bambini. Mi aveva TORCHIATO, spremuto come un limone, provocato, portato al punto di maltrattarla verbalmente per testare la mia pazienza, il mio modo di pormi, ma credo sopratutto, la mia personalità. Tanto da farmi essere convinto di potermi aspettare solo un esito negativo. Ma invece, in uno degli 'appuntamenti conclusivi, fissa un incontro, presso il suo studio, tra me ed i miei figli. Io arrivo prima, mi siedo , chiacchiero con la Dottoressa, ma fremo nell'attesa che arrivino i bambini. Quella volta erano "solo" 4 mesi che non li vedevo. E tremavo mentre li aspettavo. Arrivano accompagnati dalla madre, che li tiene per mano, uno da una parte ed una dal'altra. Entrano. Zitti. Silenzio ASSORDANTE ! La dottoressa si alza, apre la porta dello studio e dice: - Signora !!! - , invitando la mia ex ad uscire dalla stanza. Quest'ultima fa una faccia spaurita e risponde: - Ah, io non posso stare ??? -
La dottoressa non risponde e fa cenno con la testa di uscire. Appena richiusa la porta dello studio, dopo aver sempre avallato le tesi della mamma, verbalmente ma con tante contraddizioni, appena si accorgono che la loro mamma non può vedere, mi saltano al collo, mi riempiono di baci, vogliono raccontarmi frettolosamente tutto quanto mi sono perso in quei mesi. Dopo pochi minuti di questa scena, capito che i bambini erano a loro agio con me, la dotteressa esce e va a parlare fuori con la mia ex. Quando rientra dice ai bambini: - Allora Sabato volete andare a trovare papà ??? Ho parlato con la mamma, e lei è d'accordo.-
I bambini , acconsentono contenti. Sembrano usciti da un incubo. Sembrano dire :- Ma come ??? Mi ha sempre fatto capire che divertirmi con papà e la sua compagna è sbagliato, che le manco di rispetto e ora, ci parla questa e risolve tutto in pochi minuti ??? - Guardano la dotteressa come se fosse una fata buona. Saluti, baci, accordi per andarli a prendere e...... IL SETTIMO CIELO !!! Ed erano "solo" 4 mesi..... All'appuntamento successivo, quello conclusivo prima di espletare la perizia per il Tribunale, la dottoressa ci da una serie di consigli per affrontare meglio la cosa . con garbo ed educazione, fa capire alla mia ex quali suoi atteggiamenti scatenano questo rifiuto di me nei bimbi e che le conseguenze di questi atteggiamenti avrebbero solo danneggiato la loro psiche. Per un breve periodo le cose sono andate bene.
Ma la signora, la mamma dei miei figli, pur di far del male a me, non si è mai arresa, e dopo aver mollato la presa per un breve periodo ha ricominciato a violentarli psicologicamente. Poi, poco tempo dopo, la mia attuale compagna rimane incinta. I miei figli accolgono con gioia la notizia. Vanno molto d'accordo con Rosa ( la mia compagna) . Li ha conquistati dal primo giorno che li ha conosciuti. Forse perchè avendo 14 anni meno di me era nel mezzo tra me e mia figlia. La adoravano. Passavano talmente tanto tempo a giocare con lei, che a volte diventavo geloso. Ma ero felicissimo di vedere i miei figli così affiatati e contenti della nuova situazione. Ma intanto, la madre mugugnava ed elaborava, forse inconsciamente , un piano per interompere quella felicità. L' arrivo del mio terzo figlio, avuto da Rosa, sembrava capitare come il cacio sui maccheroni, per ricominciare a turbare la psiche di Vanessa e Michele ( i miei bambini avuti dal matrimonio finito). Dopo l'esito della prima causa, la mia ex si era calmata un po, sembrava distesa e sembrava aver capito quali errori stesse facendo nell'usare i bambini per poter fare del male a me. Nonostante me ne avesse combinate di tutti i colori, tra cui l'allontanamento in quei 4 mesi e altre cose molto gravi, che non sto a citare, mi ero convinto che cercare di rimanere nel rispetto, poterci scambiare 2 parole in tranquillità, sforzandomi di dimenticare il male ricevuto ( e mi riferisco solo a quello dopo la separazione, sono convinto che le colpe per arrivare a separarsi dipendano da entrambe), possa essere la cosa migliore, non solo per i bambini, ma anche per poter mantenere un pò di rispetto per una donna che ho amato moltissimo. Quando edoardo, il mio terzo figlio avuto da Rosa, ha pochi giorni, vado a trovare la mia ex al suo negozio oer chiederle il numero telefonico della Pediatra dei nostri 2 figli. Anche se geograficamente è un po scomoda, perchè ha lo studio a 4-5 km da casa mia e Rosa non guida, mi è piaciuto il lavor che ha fatto con i miei figli più grandi e voglio segnare Edoardo come suo paziente. La mia ex mi cerca il numero...parla con voce tremante.... mi chiede se mi è piaciuto il regalo che ha mandato, tramite Vanessa e Michele, ad Edoardo....sempre con voce tremante.... mi da il numero della Pediatra, mi fa gli auguri...oltre la voce tremante ha gli occhi lucidi, fino a farsi scendere una lacrima. Mi abbraccia, rinnovando gli auguri e capisco...... capisco di aver fatto una enorme CAZZATA. Capisco che la sua pretesa era che io non mi fossi mai rifatto una vita, che nessun'altra mi doveva dare la felicità che 2 volte mi abeba dato lei, donandomi un altro figlio. E da quel momento, infatti, ha ricominciato la sua guerra psicologica , fino ad arrivare ad oggi, a più di tre anni dall'ultima volta che ho visto Vanessa e Michele. E parlano di me in un modo aberrante, negano la possibilità di vedermi, ma sempre con 1000 contraddizioni. Tutti si sono accorti che è frutto delle ansie e delle montature della loro madre. Addirittura, nell'ultima causa, la mia ex si è avvalsa di una Consulente Tecnica di Parte, ovvero una psicologa al suo servizio per avallare le sue tesi, nel caso la CTP ( consulente tecnica di ufficio) avesse dato nuovamente ragione a me. Indovinate come è andata ??? Anche la SUA CTP ha dato ragione al sottoscritto, non trovando nulla da imputarmi e, probabilmente, perchè incaricata dalla madre di fare l'interesse dei bambini. Ma la signora ancora non si arrende e continua anon farmeli vedere.
2 Giudizi : I bambini devono frequantare il padre perchè i motivi argomentati dalla madre non sussistono.
Tutti i professionisti avvicinati a questa storia hanno capito perfettamente come stanno le cose. Tutti sostengono la violenza psicologica subita di bambini, tutti sembrano aver capito il capriccio della madre, al solo fine di farmi pagare qualcosa che ho già abbondantemente pagato con la fine del matrimonio. Ma la psicologa del Centro Famiglia che mi ha messo a disposizione il Tribunale dice che è questione di tempo. Mi spiega i perchè, io capisco, ma Vanessa e Michele crescono , passa sempre più tempo ed io non li vedo, non so che pochissime notizie di loro e cerco di non interessarmi per non turbare la loro pseudo pace. E dentro muoiio, ogni giorno di più ! E sono sicurissimo che nonostante la calma apparente che deriva dal senso di pace di non essere più due BOMBE da tirarmi contro, dentro muoiono anche loro.
Chiamano papà un'altra persona. Sono contento che li ami li rispetti e che loro gli vogliano bene, anche se ho dei seri motivi di preoccupazione che derivano da un passato discutibile di questa persona. Ma i miei figli lo chiamano papà. Si vede che merita il loro rispetto e la loro stima. Sarà sicuramente cambiato rispetto a quanto ho saputo di lui.
Credo di aver reso l'idea, anche della pazienza che ho avuto nel sopportare tutto questo. Credo di essermi comportato molto più che in modo maturo. MA 3 ANNI DEI MIEI FIGLI NON ME LI RESTITUIRA' NESSUNO, NESSUN POSSIBILE INDENNIZZO, CHE TRA L'ALTRO NON VOGLIO. QUESTO E' IL PEGGIOR TORTO CHE SI POSSA FARE AD UN PADRE INNAMORATO DEI PROPRI FIGLI. NON ESISTE UN MALE PIU' GRANDE. UNA PUNIZIONE PIU GRANDE . PUNIZIONE DI COSA? BOH ! E' un torto smettere di amare una persona con cui non hai più un obiettivo comune ? No ? Eppure la punizione è terribile !
Ritengo che l'unico modo per fermare storie analoghe alla mia sia inserire una legge con la quale si regolamenta SERIAMENTE questo tipo di REATO. Perchè nessuno ha mai legislato in merito, nessuno ha mai avuto il coraggio di ammettere che mettere i figli contro l'altro genitore, sia che si faccia consciamente che incosciamente, con cattiveria o con l'intento di proteggerli da fantasmi che si vogliono vedere, per esorcizzare le proprie colpe nel fallimento di un Matrimonio è un REATO E PURE DEI PEGGIORI. E' CONDANNARE UN PADRE A MORIRE PER CHI E' PIU' IMPORTANTE AL MONDO MA RIMANENDO IN VITA, QUINDI SOFFRENDO UN DOLORE INSOPPORTABILE. Distrugge la psiche di un uomo. CHIEDIAMO UNA LEGGE CHE CONDANNI PENALMENTE, A X MESI DI CURE PSICOLOGICHE, PSICHIATRICHE SE SERVE, I GENITORI CHE APPLICANO QUESTO TIPO DI VIOLENZA AI FIGLI. E CHE FINO A COMPLETA E DICHIARATA GUARIGIONE IL GENITORE COLPEVOLE NON POSSA AVVICINARE I FIGLI. Scommettiamo che assisteremmo a guarigioni miracolose e ad una incredibile responsabilizzazione dei colpevoli ??? E scommettiamo che i figli di separati avranno meno motivi per portarsi dietro , tutta la vita, le turbe di quanto hanno vissuto passivamente ????
DOBBIAMO TROVARE IL MODO DI FAR APPLICARE UNA LEGGE DEL GENERE. E' L'UNICO MODO PER NON FARE PIU' ACCADERE STORIE COME QUESTA. NON SEMPRE LE PERSONE SI RENDONO CONTO CHE E' SOLO UN PICCOLO TARLO INSINUATO NELLA PROPRIA MENTE A DISTRUGGERE LA VITA DEI FIGLI E DEGLI/DELLE EX CONSORTI. Ma in Italia, come dicevo all'inizio, non si riesce ancora nemmeno ad applicare la legge sull'affido condiviso. Io per questo mi vergogno di essere Italiano. E per altri motivi, molto importanti, ma che sono nulla rispetto a non potere essere il padre dei tuoi figli.

 
dibattitopubblDate: Venerdì, 09/10/2009, 03:34 | Message # 5
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http://forum.colombabianca.it/viewtopic.php?f=7&t=1574 - Un iscritto del forum "Colomba bianca" sotto il nick "Max" ha scritto:

PADRE SEPARATO :" GIU' LE MANI DAI MIEI FIGLI "
di max il dom mar 01, 2009 9:09 am

sono il papà di due bambini di 5 e 6 anni a cui gli viene negato il diritto di essere papà e di poter stare con loro. I miei figli attualmente si trovano in una casa famiglia da circa 2 anni, a seguito di una sentenza che ha nominato quale tutore l’assessore ai servizi sociali di C........, che ha ritenuto opportuno affidarli ad una casa famiglia. Il comune di C......... paga 80 euro al giorno per bambino, quindi per i miei 2 figli, paga 160 euro al giorno che al mese ammontano a circa 5.000,00 euro. In due anni il comune ha sborsato 120.000,00 euro circa.Non voglio minimamente pensare che vi siano interessi economici privati in tale procedura, soprattutto perché si gioca con la vita e il futuro di bambini, che vivono questa esperienza con forte disagio psicologico, essendo lasciati a se stessi senza un conforto materno e paterno, però ciò viene da pensarlo quando queste persone: chi gestisce la casa famiglia, gli assistenti sociali e i psicologi fanno di tutto per staccare i propri figli dai genitori, anche con false perizie psichiatriche, accuse infondate ecc, ecc, sembra proprio una cosa creata ad arte quasi .... per scopi economici, senza nessuno scrupolo per i danni irreparabili che stanno cagionando ai bambini. Tutto questo è disumano soprattutto nel vedere i propri figli trattati come oggetti, merce di scambio.

Preciso che sono siciliano e i miei figli sono nati in Sicilia. Nel mio paese d’origine gestivo una attività commerciale. Nel 2005 ho venduto tale attività e mi sono trasferito con i bambini e la mia ex compagna in Sardegna e precisamente a C...... paese natale di quest’ultima. Dopo circa 2 anni di permanenza in Sardegna ho chiesto alla mia ex compagna di ritornare in Sicilia, visto che non si riusciva a creare qualcosa di sicuro per il nostro futuro lavorativo. A tale richiesta la mamma dei miei bambini si mostrò contrariata e da quel momento iniziarono i nostri problemi di convivenza. Infatti, a parte il suo comportamento molto geloso e possessivo nei miei confronti mi costrinse a rimanere in Sardegna per amore dei miei figli, minacciando che non me li avrebbe fatti più vedere. Infatti conosceva bene il mio punto debole che era il mio attaccamento ai miei figli a cui a tutt’oggi non riesco a staccarmi e che non farò mai. Sono circa 5 anni che non vado in sicilia a vedere i miei genitori che comunque sento ogni giorno al telefono.

Tutto ha inizio nel marzo 2007 quando la mamma dei miei bambini si rivolge all’assistente sociale per chiederle di mandarla insieme ai bambini in casa famiglia, senza neppure interpellarmi. Nel febbraio 2008 la mamma viene fatta allontanare dalla casa famiglia e quindi i bambini rimangono da soli in casa famiglia e fino a tutt’oggi. Preciso che io sono rimasto sempre vicino a loro anche se li vedevo per pochi minuti, ho dormito anche in macchina non conoscendo nessuno, in un paese per me quasi sconosciuto e andavo avanti lavorando saltuariamente per stare accanto a loro. La mamma dei bambini mi ha sempre calunniato per farmi apparire un poco di buono e screditarmi agli occhi di tutti i suoi compaesani. Ancora oggi sto lottando per avere i miei figli accanto a me. Adesso ancora di più i servizi sociali mi impediscono di vedere i miei figli regolarmente come stabilito dal provvedimento del tribunale dei minori che disponeva 1 volta a giorno mentre chi gestisce la comunità , ha deciso che era giusto tenermi lontano dall’affetto dei miei figli, disponendo la visita una sola volta la settimana (peggio del carcere). Tutto ciò e inaccettabile soprattutto quando vedo i miei figli piangere ogni volta che devo lasciarli per “fine visita”. E’ per questo che chiedo a chi ne abbia le possibilità di aiutarmi a lottare contro questa CASTA, che sfrutta le disgrazie altrui per poter svolgere i propri affari sulla pelle di semplici e genuine creature. E’ per questo che dico basta a questi abusi , “GIU’ LE MANI DAI MIEI FIGLI “.

 
VisitatoreDate: Mercoledì, 25/11/2009, 04:30 | Message # 6
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http://www.figliliberi.it/

MADRE senza FIGLIA......

La mia storia ha dell'incredibile ....ho bisogno del vostro aiuto perchè non so piu' come
salvare la mia bimba. Il Tribunale dei Minori aspetto ancora adesso che mi spieghi il
"perchè" mi ha allontanato provvisoriamente (fra 3 mesi sono 2 ANNI , dico 2 anni) da
Mxxxx che tolta in giornata a 2 anni ora farà 4 anni.

Appena sono rimasta incinta mia sorella mi ha minacciato o abortisci o mi dai tua figlia con
affido definitivo, ovviamente mi sono opposta cercando di far ragionare mia sorella.Intanto
è nata Mxxxxx e mia sorella si è separata da tutta la famiglia per circa 1 anno e 1/2.
Ha cominciato ad andar per avvocati, senza ottenere risultati anzi ha ricevuto anche un
Nel frattempo tutte queste tesnsioni e una vita sotto pressione hanno portato alla fine del
rapporto col mio convivente che era anche diventato violento nei miei confronti quindi io
subito l'ho denunciato e per tutelare Mxxxxx d'accordo coi miei genitori è stata trasferita a
dormire da loro per circa 7 mesi, anche perchè era pieno inverno all'inizio lapediatra ci ha
consigliato di non fare avanti e indietro , cioè portarla la mattina e andarla a riprenderla la
sera.Comunque poi ha iniziato il nido ogni mattina l'accompagnavo dopo il lavoro andavo
dai miei mangiavo e spesso mi fermavo a dormire gli ultimi mesi mi sono trasferita anche
dai miei mentre si aspettava che i carabinieri procedessero con denuncia e lui lasciasse la
casa di mia proprietà, premetto che era una persona armata, per questo ho tutelato subito
mia figlia allontanandola dal pericolo.
Comunque lui poi è scappato e nulla piu' si sa di lui. Il problema è sempre mia sorella che
insieme alle assistenti sociali, che erano state informate da me e da mio padre del motivo
per cui Mxxxxx provvisoriamente stava da loro; infatti insieme al marito si è recata in
Tribunale hanno rilasciato una segnalazione piena di calunnie, falsità e insomma mi hanno
descritto come la peggiore delle madri. l giudice senza neanche fare un minimo di indagine
sull'attendibilità della segnalazione ha emesso un decreto dove mi ha tolto in giornata
Mxxxxx collocandola ovviamente presso mia sorella che avevano nel frattempo già
proposto di voler prendersi loro in affido definito mia figlia.Le assistenti sociali
come i collocatari da subito sono stati contro di me, hanno cominciato e ancora lo fanno
l'allontanamento da mia figlia.......mentre nel decreto è scritto chiaramente "PIANO DI
RIAVVICINAMENTO E RINSERIMENTO IN FAMIGLIA".........ohhhhhhh!!!! nessun aiuto solo
calci durante un colloquio o offese e insuolti.VEDO MIA FIGLIA 1 ORA ......avete letto
bene alla settimana..........e non posso avere altri contatti.
Mia sorella si fa chiamare mamma e mio cognato papà ogni cosa che regalo a mia figlia
viene buttata .........MA IO COME MADRE E MIA FIGLIA NON ABBIAMO FORSE DEI
DIRITTI CALPESTATI !!!!!!!!!

Scusate ho partecipato all'incontro in associazione e la mia storia ha stupito tutti.....i miei
avvocati non riescono a battersi con queste ingiustizie .......la mia storia è da SCALPORE
mi incateno anch'io datemi il permesso della questura Vi prego...........GRAZIE di cuore.

P.s. Parlate se volete con Giancarla e Fabio o chi mi ha conosciuto e se volete parlare
con i miei avvocati ditemelo.

 
VisitatoreDate: Giovedì, 10/12/2009, 18:11 | Message # 7
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http://www.genitorisottratti.it/2009/12/i-servizi-sociali-adottano-spesso.html

Dal sito dell'associazione "Genitori sottratti"

Servizi Sociali adottano spesso questi metodi...

Pubblicato da Redazione
Name: stefania
Email: 1979s1979@gmail.com

Messaggio: -i miei due cuginetti di 10 e 8 anni che sono stati sottratti ai propri genitori a Monza.
Mio zio si è rivolto agli assistenti sociali cercando aiuto nel gestire la propria situazione famigliare, stante i problemi legati ad una forte depressione della moglie, che nel suo malessere, rendeva ingestibile la vita matrimoniale e famigliare.
Gli assistenti sociali hanno inizialmente (agosto 2009) consigliato alla moglie e ai bambini un ricovero presso una casa famiglia di Brugherio lasciando il padre da solo a casa, successivamente, ovvero ad fine settembre circa, i bambini sono stati prelevati da scuola direttamente dagli assistenti sociali e portati presso un istituto a 40 km da casa.
Mia zia è stata trasferita a Cascina Cantalupo a Monza, stante il fatto che la casa - famiglia di Brugherio è stata ritenuta non idonea ad ospitare una persona con problemi depressivi.
Nonostante il decreto del Giudice del Tribunale dei Minori suggerisse agli assistenti sociali di consentire ai bambini di rimanere a casa con il padre concedendo alle madre delle visite alla presenza di educatori, gli assistenti sociali hanno preferito allonatanare i bambini da entrambi i genitori, con grade sofferenza e dei primi e di quest'ultimi ma soprattutto senza reali motivazioni di base.
Attualmente i miei zii sono in fase di separazione.
Le chiedo, se vi sia qualcosa da fare che possa accellerare i tempi e consentire ai bambini il rientro a casa.
Seppur la madre in questo momento necessiti di cure psicologiche al fine di superare le proprie crisi depressive, il padre è pienamente idoneo a prendersi cura degli stessi.
Spero di poter contare sulla vs sensibilita' umana gia' ampiamente dimostrata in casi analoghi, al fine di poter evitare a questi bambini delle sofferenze e dei traumi che potrebbero portarsi dietro per tutta la loro esistenza.
Resto in attesa di un vs cortese riscontro.

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 15/04/2010, 02:50 | Message # 8
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Il Business degli affidi, visto da una famiglia pakistana

Da http://www.genitorisottratti.it/2010/04/il-business-degli-affidi-visto-da-una.html

I Genitori di Almas: anche i pakistani se ne sono accorti...
di Giulia Mancinelli-

Vogliono poter riabbracciare i figli e ricominciare una nuova vita con la famiglia riunita.
È un travaglio che sembra senza fine quello che stanno vivendo i genitori di Almas Mahmood, la 17enne pakistana rapita dal padre, Akhatar, 40enne, il 18 febbraio scorso.

Dopo una lite in casa finita con uno schiaffo, Almas nel 2009 era stata affidata dai servizi sociali ad una comunità per minori di Fano. Per mesi i genitori hanno cercato di contattare la figlia ma senza risultati. E alla fine il gesto costato caro alla famiglia Mahmood. Akhatar, insieme alla moglie Aslam, è andato a Fano per prendere la figlia con il solo scopo di poterle parlare. Un rapimento durato meno di 24 ore ma per il quale ora Akhatar sta scontando gli arresti domiciliari e per il quale dovrà andare a processo. Al di là della vicenda giudiziaria, a tormentare la famiglia Mahmood è la decisione del tribunale dei minore di togliere la custodia anche degli altri due figli minori, un maschio di 16 anni e una femmina di 14 anni, affidati ora a due distinte comunità locali. Almas invece si trova ancora nella comunità alloggio di Fano. Aslam, assistita dall'avvocato Mauro Diamantini, si dice disperata.

“Dal 16 febbraio siamo in attesa che la Camera di Consiglio si riunisca per decidere se ridarci i nostri due ragazzi -dice la donna- possiamo sentirli solo telefonicamente e parlando in italiano per cui spesso non ci capiamo neanche bene. So che i miei figli (Almas compresa) vogliono tornare a casa. I due più piccoli hanno le loro abitudini, sono sempre stati con noi e vogliono tornare a casa”. Il timore della famiglia è che ci sia una sorta di accanimento nei loro confronti. Ma non solo. Sulla scia di un'inchiesta pubblicata da un noto settimanale, Aslam teme che dietro al “parcheggio” prolungato dei minori nelle comunità ci sia un vero e proprio business.

“I minori in comunità costano 200 euro al giorno allo stato, che versa soldi alle comunità. In un anno solo Almas ha fruttato alle comunità 70 mila euro -sottolinea Aslam- abbiamo conosciuto altre famiglie che vivono il nostro stesso dramma e che non riescono a riavere i figli, nonostante questi chiedano di tornare in famiglia. I nostri due figli minori mangiano con il contributo della Caritas mentre noi in famiglia siamo in grado di dar loro tutto quello di cui hanno bisogno”. Al dramma della separazione dai due figli minori, si aggiunge per la famiglia Mahmood anche la mancanza di lavoro di Akhatar. Da quando è agli arresti domiciliari infatti il pakistano è senza lavoro e la casa dove vive con la famiglia è sotto sfratto.

“Voglio che mio marito possa tornare a lavorare -aggiunge Aslam- e soprattutto che i miei figli tornino con noi. Sarebbe bello, riunita la famiglia, poter ricominciare una nuova vita altrove”. In quanto ad Almas, la mamma dice che ora i rapporti sono migliorati e che, nonostante la figlia viva ancora in comunità, la giovane avrebbe espresso il desiderio di tornare a casa.

http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=239973

di Giulia Mancinelli
penelope@viveresenigallia.it

 
MariaRosaDeHellagenDate: Giovedì, 29/04/2010, 05:19 | Message # 9
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UN DIALOGO TRA PADRI SEPARATI su FACEBOOK

http://www.facebook.com/profile.php?id=1256806951&ref=profile#!/topic.php?uid=119693988045751&topic=71

Antonello Marceddu: vi riassumoa mia sentenza di separazione

inizio provvedimento febbraio 2008 richiesta di separazione giudiziale da parte mia, prima sentenza provvisoria giugno 2008 il giudice mi da affido congiunto con la mia ex e tempi di visita cosi decisi: il padre potrà frequentare il minore il martedì e giovedì di ogni settimana dalle h.16,00 alle h. 20,00 e una domenica alternata con la madre dalle h. 11,00 alle h. 20,00 in estate 10 giorni dalle h. 11,00 alle h. 20,00 Pasqua Natale alternato con la madre, assegno di mantenimento del figlio stimato in euro 300 più tutte le spese straordinarie al 50% (su un reddito mensile di 750) da consegnarsi entro e non oltre il 5 di ogni mese bla bla bla .........
si cambia giudice in marzo 2009 chiedo e ottengo di tenere con me il bambino per 10 giorni consecutivi durante le ferie estive del secondo anno di separazione (grande e unica vittoria) e lei ottiene lo stesso identico trattamento durante le ferie con me la madre ha il diritto di visita e io durante le ferie con lei
dicembre 2009 sentenza definitiva cambia ben poco i giorni di visita rimangono invariati tranne per 15 giorni consecutivi ad agosto (senza diritti di visita della madre) i fine settimana dalle 16,00 del sabato pomeriggio alle h. 20,00 della domenica a settimane alternate le feste alternate e con gli stessi tempi dal prefestivo alle h. 16,00 alle h. 20,00 del festivo l'assegno rimane invariato perchè a detta del giudice un artigiano è palese che lavora in nero......
questo a detta del giudice è bi genitorialità, ho fatto la somma delle ore che passo con mio figlio in un anno, calcolando festività, ferie, diritti di visita, ho avuto un risultato che farebbe rabbrividire chiunque sappia cosa è la bi genitorialità, passo con mio figlio un totale di 62 giorni all'anno contro i 303 che passa con la madre, mi indigna questo.
adesso non vorrei passare per materialista ma verso a mio figlio che ha 3 anni e 9 mesi la somma di 3.600 euro al mese, per un totale di 58 euro ogni 24 ore che sta con me: alè sono degno di essere chiamato un papà in affitto, ma sapete cosa mi fa più schifo???
che io pago l'affitto di mio figlio alla mia ex moglie allora cambiamo la legge chiamiamolo affido in affitto e diamo un canone giornaliero, almeno questi giudici appariranno cinici come realmente sono

Daniele Belardinelli
Purtroppo ci troviamo in un paese di merda che è comandato su tutti i fronti da femministe agguerrite che odiano noi uomini, ma il problema è che fino a che questi uomini-cani non si metteranno in quella testa vuota, che devono smettere di sbavare dietro a queste cretine che hanno anche il coraggio di definirsi donne, sarà sempre peggio per chi come me ragiona con la testa e non con l'uccello, per cui chiedo a tutti questi uomini-zerbini di guardare oltre i culi e tette che è molto meglio per tutti.

Laura Anna Finocchiaro
MA KE SENTENZA è ?? KE VUOL DIRE KE è SICURO KE LAVORI IN NERO ? E KE VUOL DIRE KE TE LO VEDI DUE MESI IN UN ANNO ?? MA STI GIUDICI SONO FUORII!! Meno male ke i miei genitori quando si sono separati della sentenza se ne sono fregati e ci vedevamo quando volevamo! Noi figli per vedere i nostri padri dobbiamo stare a speranza di avere madri intelligenti! Ma è ingiustoooooo!!! firmiamo tutti la petizioneeeeee!!!!

Sergio Nardelli
La mia sentenza provvisoria dice:...può vedere la figlia il lunedì,mercoledi,venedì dalle 16 alle 18...la domenica anche dalle 10 alle 12......dopo 7 anni quella sentenza provvisoria non è cambiata....non è stata emessa ancora sentenza giudiziale ma.....mia figlia aveva 9 anni,ora ne ha 16....ma che caxxo me ne frega più di quello ke sentenzerà stò stron.....

Antonello Marceddu
e ingiusto si e il mio avvocato continua a dirmi non riusciremo ad ottenere di più sto cambiando avvocato ma non cambia la cantilena ecco il perhè di questo gruppo e credimi Laura io non sono di quelli messi peggio!!!!!!!
Immagina i figli che devono aspettare i padri e vederli a singhiozzo, per loro dobbiamo muoverci tutti insieme fare qualcosa e se necessario scatenare l'inferno

Antonello Marceddu
@Sergio: dobbiamo lottare guardiamoci intorno ci sono tantissime persone che ci stanno vicine e ci vogliono appoggiare nella nostra lotta allora lottiamo facciamo qualcosa mettiamo giù delle serie proposte di lotta civile ma se tutte queste persone saranno con noi riusciremo a far sentire la nostra voce che finalmente diventerà un'urlo per difendere i diritti dei nostri piccoli

Antonello Marceddu
come mi hanno fatto notare ho fatto un errore di battitura le 3.600 euro sono riferite ad un'anno non ad un mese scusatemi

Eugenio Coen
Ci siamo separati "fisicamente" a Novembre 2009. La prima sentenza giudiziale l'avremo il 26 Maggio p.v. Attualmente, dopo un accordo scritto davanti alla mediatrice familiare (e qui mi riservo ogni e più ampia denigrazione nei suoi confronti) io ho mio figlio che oggi ha 20 mesi il mercoledì dalle 12,30 (ora di ritiro al nido) fino a riportarlo alla jena (n.d.r. mia futura ex moglie) alle 20.00 dopo la cena e i week end alternando il venerd' dalle 17,30 al sabato alle 17,30 e il week end successivo dal sabato alle 17,30 alla domenica alle 17,30. Praticamente il 15/17 % del tempo che lui passa con sua madre. Nel ricorso di separazione ho chiesto UN pomeriggio in più alla settimana con me fino alle 20.00 (anzichè solo il mercoledì, fare martedì e giovedì). Lei ha già detto NO, che passa anche troppo tempo con me.... Poi deciderà il giudice. Le passo ogni mese di mia spontanea volontà 200 euro, oltre al 50% di abbigliamento, pannolini e visite mediche e farmaci quando serve. Mi chiede 700 euro al mese. Lei è una cassaintegrata di lusso, prende 1064 euro al mese e ha 2 appartamenti sfitti sui due mari (ligure e adriatico) e una rendita cash che farebbe sognare molti di noi, in titoli, azioni e liquidi. Io ho un buon stipendio ma ho mutuo, leasing auto e amministratzione condominiale. La casa l'ho tenuta (l'avevo comprata 6 anni prima di conoscerla ed eravamo in separazione dei beni) io e lei è in affitto... Dice che se le dò 20mila euro (e dove li trovo????) FORSE mi fa tenere il bimbo due pomeriggi in più al mese.....

Sergio Nardelli copioincollo Eugenio: Dice che se le dò 20mila euro (e dove li trovo????) FORSE mi fa tenere il bimbo due pomeriggi in più al mese.....
Peccato che questa frase della signora,non l'hai registrata...l'avrei postata su internet e l'avrei madata a tutti i giudici e alle pariopportunità

Antonello Marceddu
classico di queste infide donne si venderebbero tutti per pochi spicci una donna che vende il tempo di suo figlio non è degna di essere Madre e di essere Donna ma solo una bestia, quest'essere mi disgusta e come dicevo poco fa ad un'altra persona i giudici spalleggiano difendono e incitano queste donne con le sentenze che scrivono

Antonello Marceddu
@ Sergio: però può sempre farlo se vuole!!!!!!

Eugenio Coen
Il mio avvocato dice che è una questione di retrocultura dove i giudici non sapendo che fare, danno ragione sempre alle madri.... e sempre lui mi dice che se designano un giudice che a suo dire, non capisce un cazzo (scusate il francesismo...) lo fa cambiare.... Da quando Leonardo non è più in casa con me, mi è venuta la barba e i peli bianchi, mi sento di avre 90 anni anche se ne ho 41 il prossimo mese.... a volte avrei voglia di schiantarmi con la macchina per il dispiacere, ma poi penso a Leonardo e tengo duro, per lui, solo per lui....

 
MariaRosaDeHellagenDate: Sabato, 02/04/2011, 08:15 | Message # 10
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https://www.facebook.com/notes/umberto-vaghi/comunicato-stampa-30032011/10150191005365140

ASSOCIAZIONE GENITORI NEGATI

COMUNICATO STAMPA 30/03/2011

“LIBERATI ALTRI TRE BAMBINI”

Centocinquantanove giorni tanto è durato il calvario di tre minori e del loro papà

GLI ANGELI DI RONCARO TORNANO A CASA !

Erano stati allontanati ingiustamente dalla loro casa, dalla loro scuola e dai loro affetti il 22 di ottobre del 2010 a seguito di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che, forviato da relazioni dei servizi sociali, ne aveva disposto l’allontanamento forzato ed il collocamento in comunità.

Da quel giorno il buio è calato su papà Alessio che fortunatamente non si è arreso!

Tramite un’azione faticosa, dispendiosa e piena di momenti di sofferenza, questo papà ha posto in essere un determinato contrasto al sistema che è stato portato avanti e supportato nei fatti anche da associazioni e professionisti che si sono adoperati per accorciare i tempi dell’ennesima ingiustizia.

Che dire ancora quando tutto sembra risolto e nel contempo si ha la consapevolezza che il successo associativo è una goccia pura nel mare inquinato.

Bisogna semplicemente andare avanti, agendo con forte senso di responsabilità perché la materia di cui parliamo riguarda bambini e genitori privati dei loro diritti fondamentali in un paese che si definisce democratico.

Riforma della giustizia? Indispensabile è la nostra risposta.

Responsabilità civile dei Magistrati? Obbligatoria è la nostra risposta.

Riforma dei Servizi Sociali? Prioritaria è la nostra risposta.

Revisione e applicazione nella sostanza della legge sull’affidamento condiviso? Urgente è la nostra risposta.

La tematica è complessa e richiede sicuramente l’aggiunta di altri punti perché purtroppo la gestione delle separazioni e dei divorzi nel nostro paese non tiene in considerazione molti fattori e si limita a garantire un giro d’affari consistente a chi a suo tempo, è stato preposto a farlo.

I risultati sono fallimentari e sono sotto gli occhi di tutti perché, contrariamente al passato, i media si sono fatti coraggio e sempre più spesso affrontano questi argomenti. Purtroppo, se ne occupano con maggiore attenzione quando in questi contesti maturano tragedie familiari e noi questo dobbiamo cercare di evitarlo.

Noi, come altre Associazioni, abbiamo molto da precisare e da fare a riguardo perché siamo convinti che solo chi ha vissuto le distorsioni del sistema è in grado di fornire soluzioni atte a garantirne il graduale cambiamento.

Il Presidente

Alessio Inguanta

Cell. +393921678927

Il Vice Presidente

Umberto Vaghi

Cell. +393348568345

Per ulteriori informazioni www.genitorinegati.it

 
AmministratoreDate: Domenica, 08/05/2011, 06:41 | Message # 11
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http://bimbirapiti.altervista.org/

Chi scrive è un uomo di 61 anni che da decenni subisce gravi e insostenibili ingiustizie.

Il mio calvario è iniziato a 14 anni, quando riccattandoci e facendoci paura, un commissario di P.S. costrinse me e altri 5 o 6 amichetti (tutti minorenni) del mio cortile a confessare quello che non avevamo fatto, con la minaccia di metterci tutti in prigione: da quel giorno sono stato subissato di ingiustizie e colpevolizzato senza prove fino ad oggigiorno, semplicemente perché “ho precedenti”.

Ma vengo agli ultimi fatti:

Nel 1995, da una mia relazione con Katia, nacque una meravigliosa bimba.

In quel periodo avevo una fiorentissima ed entusiasmante attività lavorativa, ero innamoratissimo della madre e ancor piu’ di mia figlia. A loro ho dato tutto il mio amore, una casa, benessere e serenità.

Il rapporto iniziò a disgregarsi quando mi accorsi che la madre, approfittando delle mie assenze per lavoro, portava sempre piu’ spesso la bimba dai nonni, per poi scomparire durante il giorno.

La famiglia dei nonni era così composta: (Costoro sono comunque stati “mannati” in diverse occasioni dal sottoscritto)

1) nonno in T.S.O. per alcolismo,

2) fratello noto tossicodipendente e spacciatore, rapinatore,

3) nonna venale e volgare, di una ignoranza tracotante, opportunista e senza scrupoli per il proprio esclusivo interesse.

Presto scoprii il motivo delle fughe. La mia compagna aveva conosciuto tale Giorgio, noto tossicodipendente e spacciatore di cocaina ed altre amenità.

Infatti una mattina, in seguito ad una discussione a causa della mancanza di mia figlia in casa, essa mi aggredì, probabilmente in crisi di astinenza con calci e pugni, afferrò un cacciavite e tento’ di colpirmi in volto. D’ istinto la spinsi indietro ed essa urto’ violentemente contro un sostegno del soppalco (tubo innocenti) rompendosi il naso.

Essa dichiarò invece che il sottoscritto l’ avrebbe sequestrata e percossa volutamente. Naturalmente credettero a lei.

Non ho piu’ potuto vedere la mia bimba, sono stato minacciato da vari spacciatori, ho provato di tutto per poter riavere mia figlia: a nulla sono valse denunce e prove della mia onestà e amore per lei. A nulla le prove che il “nuovo compagno” fosse un criminale. E’ stata affidata alla madre e al “nuovo compagno” non ostante le mie denunce (anche ai CC)

Risultato:

ho ritrovato mia figlia su Facebook. Le ho subito scritto e mi ha detto di stare attento perché sa essere anche molto cattiva. Ha 15 anni, si droga, si ubriaca, non va a scuola e ha perso due anni, frequenta (a detta del parroco del locale oratorio) cattive compagnie ed è una bambina abbandonata a se stessa.

Il parroco dell’ oratorio dove ogni tanto va mi ha detto che è una ragazza abbandonata a se stessa e che frequenta cattive compagnie. Ho paura ad avvicinarmi a lei. Se mi denunciasse non avrei scampo alcuno.

Passati anni da incubo, nel 2009 nacque un altro bimbo che oggi ha due anni.

Ebbene, anche questo bambino sta subendo la sorte di sua sorella: la madre (marocchina e al corrente delle mie passate vicissitudini) mi ha denunciato per maltrattamenti, percosse, e altre amenità, ben sapendo che con i precedenti a mio carico non avrei avuto scampo: se ti denuncio ti rovino: lo diceva spesso ridacchiando...."quando si dice scherzando si dice sempre la verità"

Ebbene: ho le prove inconfutabili che sono tutte menzogne: lei stessa. messa alle strette dalla procura penale ha dichiarato e ammesso di aver mentito, che io non l’ ho mai trattata male, ma anzi era lei, spesso, ad schiaffeggiarmi e insultarmi. Difatti, oggi, è indagata per calunnie!

Cio’ non ostante sono indagato anch' io, sarò processato e quasi certamente condannato per cose che non ho commesso, sempre perché ho precedenti.

Le prove a mio favore sono di una inconfutabile realtà: non tenerne conto significa o volerlo o avere problemi mentali di comprensione.

Questa è una grave e inaccettabile ingiustizia che è mia ferma intenzione denunciare come illegittima ed ingiustificata sottrazione di minore ad un padre onesto, lavoratore, dolce e sensibile con tutti.

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 12/05/2011, 20:10 | Message # 12
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http://www.giannifurlanetto.it/2010/04/15/a-tutti-i-papa-che-vivono-lontani-dai-propri-figli/

A TUTTI I PAPA’ CHE VIVONO LONTANI DAI PROPRI FIGLI

Questo insieme di pensieri che alcuni amici chiamano sito, altri blog, nacque in un momento particolarmente doloroso e difficile della mia vita.
La mattina del 4 settembre 2006, infatti, mio figlio e mia moglie si volatilizzarono nel nulla. Improvvisamente, inspiegabilmente, lasciando aperte mille ipotesi: le più tragiche, come quelle di un incidente, qualcosa di terribile insomma. Fortunatamente la ricerca negli ospedali di Firenze non ebbe alcun riscontro ma col giungere della notte ormai si parlava di persone scomparsa e la vicenda si faceva sempre più carica di mistero e sgomento.
Servirono ben 8 giorni perché il “caso” volesse che ritrovassi nel centro di Firenze, davanti l’ingresso della Questura fiorentina, mio figlio e mia moglie.
Da lì, ebbe poi inizio l’assurda, incredibile vicenda narrata e “gridata” all’interno delle pagine di questo spazio web connotato dal nome e cognome di chi scrive…. (ehmmm…. mi chiamo gianni furlanetto)
Poi, pian piano, il passare dei giorni, dei mesi, degli anni, mutò l’iniziale disperazione in rabbia e tenacia profonde, le stesse che sempre ritengo importante poter provare di fronte ad una vera ingiustizia. Infatti….

Mio figlio rapito da mia moglie… mia moglie rapita da qualcosa di più grande di lei.
Qualcosa che a distanza di mesi e anni non riesco ancora ad individuare con precisione; sicuramente qualcosa o qualcuno di cui ella si è fidata ciecamente, spinta, con tutta probabilità, da un disagio psichico a cui da sola non riusciva a dare risposta.
Rapita, questo in più certa ipotesi, da faccendieri e professionisti assetati di denaro, strappata via da ideologie aberranti delle quali storie come questa raccontano l’abominevole potere lacerante la vita di innocenti fanciulli.
Sono in tanti a guadagnare dalle tragedie che triturano il cuore dei bambini.
A seguito di quella scomparsa…. un numero di denunce destinato inevitabilmente a crescere. La progressiva presa di coscienza che qualcosa di orribile aveva inghiottito e sta tuttora inghiottendo sentimenti, buon senso… ragionevolezza….
Non sono l’unico padre e nemmeno l’unico genitore a vivere situazioni come questa.
Ci sono tanti uomini che, a causa di una logica folle, che coinvolge un intero sistema che dovrebbe tutelare gli affetti e invece li distrugge, hanno perso ogni contatto con i propri figli.
Casi nei quali si mostra tutta la paradossalità della nostra cultura, una cultura che vive nella logica di identificare nelle separazioni e nel conflitto la soluzione ai conflitti e alle separazioni.

La maggior parte di quanto sta scritto in queste pagine chiama le Autorità, l’Autorità Giudiziaria in particolare, ma anche e soprattutto la coscienza popolare ad indignarsi e ad indagare sull’operato di associazioni – le più disparate – che sono veri e propri centri di potere in cui la parola denaro sostituisce in modo totalizzante qualsiasi principio di etica condivisibile.

Ciò che, nonostante la stanchezza, mi convince ad insistere in questa battaglia contro “il drago del male” è l’amore che nutro per mio figlio e che è grande in maniera inimmaginabile… così come grande è quello di tanti altri genitori costretti a vivere analoghe vicende.. E’ il ricordo delle parole di Kennedy: “prima di chiedere cosa può fare il Paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo Paese”… E’ il senso che sta in poche parole: “chi ha vissuto solo per sé, ha sprecato una vita…”

A tutti i papà che dovessero trovarsi a vivere vicende analoghe alla mia, un solo accorato appello: non arrendetevi, non lasciate che qualcuno impedisca a voi di compiere il vostro diritto-dovere di essere padre. Non fatelo per nessuna ragione!

In Italia ci sono importanti associazioni nate proprio per dare aiuto e supporto a casi come questi, come il mio, come il vostro. Ci sono insomma persone preparate e pronte ad ascoltarvi e a dare una mano, ad indicare concretamente una strada perché la bieca cultura di morte da cui nascono certe ideologie e le loro drammatiche manifestazioni sociali non abbiano a prevalere su quell’archetipo “principio” che vuole un figlio poter crescere insieme ai genitori dai quali ha tratto la propria esistenza. (Elenco Associazioni)
Firenze, 04 maggio 2007 – Gianni Furlanetto

 
dibattitopubblDate: Lunedì, 15/08/2011, 21:00 | Message # 13
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LA FAVOLA TRISTE

Mi chiamo Clara , vorrei raccontarvi, prime che vi addormentiate, la mia storia, questa triste favola, che, mi spiace davvero tanto, turberà il vostro sonno, ma dovete ascoltarmi e cercare di tenere gli occhi ben aperti!! E' importante se avete davvero questo grande desiderio di aiutarci!!
La mia è una storia molto triste. Mi chiamo Clara, ho 46 anni. Sono un medico oculista e lavoro presso l’ospedale di Rho (Mi). All'età di 39 anni, nel 2004 ho adottato Francesco.
Sono stata forse l'unica donna al mondo, così mi disse l'associazione che ci seguì per l'adozione, ad andare a prendere da sola il mio bambino in Ucraina, per portarlo in Italia. Alcuni istituti dell'Ucraina, infatti, consentivano, ai tempi della nostra adozione, di portare via, il primo possibile, il bambino dall'istituto, nell'attesa che il consolato desse il permesso per l'espatrio nello stato Italiano. La prima volta andammo assieme io e il mio ex marito per avere l'abbinamento al tanto agognato figlio e ci fermammo a Kiev (la capitale) per un mese circa, perché per avere in adozione il nostro bambino fummo costretti a passare per varie traversie, tra cui due adozioni “fallite” poiché i bambini non erano “adottabili”; poi finalmente arrivò il nostro Francesco. .
Era un bambino stupendo,dai magnifici occhioni neri, ma soprattutto molto espressivi.
“E' straordinaria la somiglianza con lei, signora!”- mi dissero le educatrici dell' istituto, quando mi videro. Più tardi conoscemmo, finalmente Francesco: una porta si spalancò e vedemmo entrare un “frugoletto” che a malapena si reggeva in piedi, come un bambino ai primi passi. Appena ci vide era intimorito: due lacrimoni gli scendevano dagli stupendi occhioni neri. Io, subito, lo tranquilizzai e cercai di farlo giocare con noi per farlo familiarizzare. Non parlava ancora e capiva solo il Russo. Aveva ventun mesi, ma sembrava un bambino di un anno. Pensate mio figlio pesava appena 9 Kg! Ogni giorno andavamo a trascorrere con lui due ore al mattino, due al pomeriggio. Dopo una settimana, ripartimmo per l’Italia e Francesco fu costretto, per un mese, a vederci solo in foto ( adesso sta facendo lo stesso!!!!), perché il regolamento delle adozioni Russe stabiliva così. Che grande sofferenza fu quel mese! Noi che vivevamo nel pieno benessere e mio figlio costretto a soffrire probabilmente, la fame e, soprattutto, la mancanza di AMORE! Non ci pensai due volte a decidere, di andare a colmare al più presto, quelle due gravi carenze, anche se nessuno accettò di supportarmi in tale decisione. Neanche il mio ex marito mi seguì e mi raggiunse dopo quindici giorni, a causa di impegni lavorativi, arrivando in Ucraina gli ultimi cinque giorni, per il disbrigo delle normative burocratiche che ci avrebbero permesso di riportare il nostro bambino in Italia.
I giorni trascorsi da sola in Ucraina con Francesco furono molto impegnativi e difficili.
Seguirono al nostro rientro in Italia degli anni altrettanto impegnativi. -Essere genitori adottivi è essere genitori al quadrato!- ho sempre ricordato a mio marito!… Ma la sua risposta era: “parla per te!” E lui dopo tre anni dall’adozione decise di trasferirsi per motivi di lavoro in altra città.
Mi ritrovai sola con questo impegno di genitrice adottiva che, a questo punto, diventava all’ottava.
Ma mi rimboccai le maniche e continuai, con impegno e dedizione, a svolgere il mio lavoro di madre e padre assieme, dato che l’allora mio marito tornava a casa a weekend alterni e si fermava un giorno e mezzo. Avevo deciso di assumermi la responsabilità di adottare un bambino e volevo assolverla fino in fondo! Dopo un anno, dal soggiorno del mio ex marito nell’altra città, i suoi ritorni a casa erano sempre più distanziati. Doveva andare a congressi, organizzare meeting col suo primario. Al suo rientro a casa la sua personalità era cambiata. Francesco soffriva molto dell’assenza del padre: -siamo soli ed a abbandonati come nella favola di Hansel e Gretel- diceva. Cosi il padre, dopo due anni di permanenza nell’altra città, decise di rientrare,
-Torno solo per Francesco- disse a me, ad amici e colleghi. Dopo un mese si rivolse ad un legale. Iniziò cosi ,nel maggio 2009, il nostro iter di separazione che ci ha portato allo stato attuale: è in corso un’agguerrita separazione giudiziale.
Io, anche nella nostra inspiegabile crisi di coppia, da me sofferta, proprio perché inspiegabile, non ho lasciato mai solo il mio bambino. Sono sempre stata una madre presente: nella scuola, nella relazione affettiva madre-figlio, nelle terapie che Francesco ha dovuto effettuare. Noi, prima come coppia, abbiamo iniziato un percorso educativo chiamato parent-training, Successivamente lo stesso neuropsichiatra infantile ha preso in cura Francesco dopo, soprattutto, il trasferimento del padre nell’altra città. Io lo accompagnavo a Milano due volte a settimana. La baby-sitter me lo consegnava all’ingresso dell’ autostrada,vicino la città presso cui lavoro. Facevo, davvero, i salti mortali per Francesco, ma non mi pesavano perché li facevo per AMORE!! Questo per ben due anni e mezzo. Non ho mai trascurato mio figlio, ho fatto di tutto per conciliare bene il mio ruolo lavorativo di oculista e quello di madre.
…E adesso Francesco, dall’8/3/2011, è stato portato dietro decisione dei Servizi sociali e dei giudici, presso una casa-famiglia di Cologno Monzese. Vi chiederete la motivazione: la forte conflittualià coniugale!!!.... e “un forte rapporto simbiotico” del bambino con la madre… questa è la spiegazione data da giudici e periti!!!!
Non capisco come una madre che ha dato e continua a dare tutta se stessa al suo bambino possa essere sostituita, senza nessuna motivazione valida, da una struttura dove il bambino si sente “neutrale” e , ancora una volta, “un’incognita” uno dei tanti, non un figlio, non un fratello, non un nipote!
Ma il mio piccolo continuerà a chiedersi :“ chi sono, qual è il mio ruolo, da chi sono amato, chi si occupa di me, da chi e per che cosa sono stato messo al modo, da chi e per che cosa sono stato adottato?” Si perpetuerà l’iter cominciato nei primi due anni di vita in istituto, quando ci aspettava nel mese di “distacco” tra la prima e la seconda “andata in Ucraina, dietro la porta, nell’attesa che arrivassimo e per consolarsi, si andava a guardare la nostra foto scattata tutti insieme dal fotografo, tutta la famiglia, con la differenza che adesso le due foto dei genitori sono scisse e –la famiglia- come lui dice- si è spezzata!- …e la nostalgia della madre adesso è vera, reale, perché la madre c’è, ESISTE, è un medico “amato e stimato” dai suoi pazienti: non è una prostituta, non è una tossicodipendente, non un’alcolista, non una madre maltrattante il suo bambino!!! Ma ha solo la colpa di averlo AMATO con tutta l’anima, da sacrificare se stessa ed anche la sua professione, per potersi dedicare quasi interamente a lui!!!
Sembra che mio figlio sia costretto a subire questo triste destino e, anziché lasciargli almeno quel “pezzo” di quella agognata famiglia, mai esistita, che ha retto e gli ha fatto insorgere la fiducia nella vita e nell’AMORE, VENGA PUNITO! Perché come si può chiamare questa decisione di allontanare il bambino dalla madre se non PUNIZIONE E CRUDELE CASTIGO!???
Chiederei e pregherei tutti quanti voi affinchè mi aiutiate a non privare il mio piccolo dell’unica figura stabile di riferimento che ha avuto nella sua vita, che non lo ha mai abbandonato (che ha rinunciato ad andare anche ai congressi di aggiornamento in oculistica, per dedicarsi con tutta l’anima al ruolo di madre) e che non lo ABBANDONERA’ MAI!!! Grazie di cuore a tutti!! Clara Lazzaro
...E purtroppo la favola triste continua....Son costretta a raccontarvela a puntate, perché raccontandovela "tutta d'un fiato", il fiato ve lo farebbe perdere!! Nel novembre 2009 feci aprire un primo procedimento penale al mio ex marito...è ancora aperto!!!...Nel febbraio dell'anno in corso, avendo un nuovo avvocato penalista, ho pensato di dare una “rinfrescatina” al caso riposto nel congelatore, narrando, nei minimi dettagli, i particolari agghiaccianti della raccapricciante storia che, forse, erano stati sottovalutati, perché descritti troppo superficialmente e le prove, forse, non analizzate, perché non ben evidenziate!!! E feci aprire un secondo procedimento penale al mio ex marito ….Dopo due mesi… tutto tace…i casi sono ancora aperti ….entrambi…chissà, forse verranno archiviati!!!…o semplicemente messi nel dimenticatoio…per chissà quanti anni ancora!!! Finchè ci si dimenticherà di tutto e si dirà: “non vi è alcuna gravità nei fatti, son succesi tanti anni fa!!! Ma tanti quanti ?? E quante volte son successi???- Come è stato chiesto a mio figlio durante la perizia tecnica- due, tre volte??- No venti o ventuno!!???”- E le ferite restano aperte, sanguinati, beanti… chissà se un giorno potranno cicatrizzarsi, senza lasciare alcun segno!!! Mentre una madre ed un figlio stanno soffrendo….senza aver commesso alcun reato!!... E così se una donna non denuncia viene considerata codarda, connivente, vittima, complice …. se denuncia qual è il risultato cui si giunge?? Quello in cui io e mio figlio, oggi, attualmente, ci troviamo!!! La devastazione di due vite!!! Spero vi basti. Per ora, non ho nient’altro da aggiungere alla nostra orripilante storia!! Avrei solo voglia di dire basta!!! Basta alle corse dai legali, periti, psichiatri, psicologi, servizi sociali, giudici, tribunali… !!! Basta al turbinio di questo vortice che ci sta risucchiando!!! Ma come uscirne???!!! Spero in una giustizia più GIUSTA, spero in una giustizia più VERA, che si ravveda, che mi creda, che non mi accusi, senza aver commesso alcuna colpa, che ci dia il diritto di vivere, finalmente,…noi due, io e mio figlio…una vita serena, dopo questo straziante incubo!!!!…Penso ne abbiamo il diritto!!
 
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