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Caso di FABRIZIO ADORNATO
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:14 | Message # 31
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Capitolo XXXII - Il compleanno di G..... -

Il compleanno di G.....del 2008 dovevano trascorrerlo insieme. Quello dell'anno prima era stata Sabrina a festeggiarlo con la piccina. Fabrizio come sorpresa aveva deciso di portare G.... all'acquario ed aveva già ordinato una torta per far spegnere le candeline alla piccina. Qualche giorno prima del compleanno però G..... improvvisamente e senza alcuna motivazione comunicò telefonicamente al padre che avrebbe trascorso la giornata con la madre ed il suo fidanzato. Fabrizio disse a G..... che era con lui che avrebbe dovuto stare come erano d'accordo ma la piccina con voce strafottente ed arrogante rispose che non le interessava passare il suo compleanno con lui e che sarebbe andata con la mamma e Edi a fare una gita.

Non solo! Durante la conversazione G..... disse anche a Fabrizio che lui era un papà cattivo, che avrebbe preferito avere Edi come papà, che non gli voleva bene e che non voleva stare con lui perché picchiava la mamma e la nonna. Fabrizio provò a farsi passare Sabrina per parlare con lei. Chiaramente la donna si fece negare, non degnandosi minimamente di rispondere ai tentativi successivi che Fabrizio fece per riuscire a comunicare con lei. Ricordo che Fabrizio, quando G...... gli disse quelle belle cose era al lavoro. Stette così male che chiese il permesso di poter andare a casa. Non riusciva a capacitarsi. Non tanto per il fatto che Sabrina avesse convinto la bambina a non festeggiare il compleanno con lui. Quello che lo fece stare male furono le cattiverie gratuite e non vere che G....... gli vomitò addosso. Più di tutte quella che non lo voleva più come papà.

Ma che cosa avrà fatto Fabrizio per scatenare così G.....?

Niente erano stati giorni normali senza nessun episodio specifico. Era Sabrina l'artefice di tutto. Lei voleva passare il compleanno con G......e sicuramente imbambolò la bambina con tante chiacchere, prospettandole come minimo una giornata fantastica che il padre non le avrebbe mai fatto trascorrere. Il tutto con l'aiuto della "nonna" che chiaramente continuava a vivere con G..... e Sabrina.

Fabrizio si tenne anche questo ulteriore sopruso, mangiandosi la torta di compleanno da solo. Perdonò G...... per ciò che era accaduto non ritenendola assolutamente responsabile ne del non aver festeggiato il compleanno con lui ne tanto meno per le cose cattive che lei gli disse. Quelle parole però Fabrizio se le ricorderà per tutta la vita. Soprattutto, l'accaduto, non fece altro che aumentare il disgusto per Sabrina e mamma che non smettevano e non si fermavano davanti a niente.
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:15 | Message # 32
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Capitolo XXXIII - Il terzo pignoramento -

Maggio 2009.

Fabrizio si vede recapitare il terzo atto di pignoramento. Giustamente non c'è il due senza tre. Questa volta i versamenti incriminati non sarebbero avvenuti dal Maggio 2007 al gennaio 2009. Effettivamente Fabrizio come aveva già per altro preannunciato quando fu escusso a verbale dalla P.G. (capitolo XXVIII) sospese, prendendo la decisone in completa autonomia dalla fine del 2007 inizio 2008, il versamento dei 140 euro a Sabrina quale suo assegno di mantenimento e da metà 2008 sospese anche di versare i trecento euro per G.....

Continuava a sostenere che poiché G..... viveva 14/15 giorni al mese con lui, agli altri 15 giorni doveva provvedere la madre.

E' vero ha violato la legge! Ma che ..... di legge è quella che riduce le persone in uno stato di schiavitù, dove si hanno solo doveri e niente diritti? La possiamo chiamare legge una pazzia del genere? Fabrizio è stato costretto. Non poteva farne a meno. Come dice il proverbio "o bevi o affoghi". Fabrizio non riusciva più a bere e stava inesorabilmente affogando.

Non lasciò comunque G..... senza sostentamento. Non l'avrebbe mai fatto! Ricordate il pignoramento, ritenuto ingiusto ed esagerato da Fabrizio, di 187 euro mensili della "sbadata - intoccabile" SCARZELLA (capitolo XXIX)? Bene considerando che durava fino al dicembre 2010 Fabrizio pensò che per i quindici giorni in cui G..... stava con la madre quei soldi erano più che sufficienti a provvedere al suo mantenimento.

E Sabrina che fece Sabrina? Eh che fece? Tranquilli non si scompose più di tanto. Il denaro non le mancava di certo e comunque sapeva che essendoci la busta paga di Fabrizio poteva in ogni momento andare ad attingervi.

Era così tranquilla che nell'estate del 2008 se ne andò, prima, dieci giorni in campeggio in Toscana (o Marinella o Forte dei Marmi) e dopo, altri 20 giorni in Sardegna in un agriturismo. Nel 2009 invece andò per circa venticinque giorni in vacanza in Calabria e Sicilia. Addirittura per le vacanze del 2008, nel febbraio di quell'anno, mandò un telegramma a Fabrizio preannunciandogli che dal quattro di luglio al venti dello stesso mese lei sarebbe andata in vacanza con G...... Leggendolo Fabrizio pensò:

"porca miseria a febbraio sa già che andrà in ferie a luglio! O lavora e quindi ha le ferie in quel periodo oppure non ha nessuna intenzione di cercarselo il lavoro e quindi sicuramente sarà in ferie anche a luglio!

O no?

PRECISAZIONE :

La notizia dei dieci giorni di vacanza in Toscana, Fabrizio l'ha ricevuta come al solito da G...., a pochi giorni dalla partenza. "Casualmente" il periodo di questa vacanza "improvvisa" coincideva con la settimana che Fabrizio e G..... dovevano stare insieme. Fabrizio cercò di parlare con Sabrina, ma fu tutto inutile. Non si ricorda se ci riuscì o lei si negò (chi volesse togliersi l'amletico dubbio sappia che ci sono le registrazioni). In ogni caso fu tutto inutile.

Obiettivamente tra persone civili che non cercano di prevaricare sulle altre persone, Sabrina, avrebbe dovuto:

informare, magari con congruo anticipo, lei direttamente Fabrizio della vacanza "improvvisa" e non farlo informare da G.....;

domandare a Fabrizio se era d’accordo visto che "casualmente" il periodo di questa vacanza "improvvisa" capitava proprio durante la settimana in cui Fabrizio e G.... dovevano stare insieme;

O no?

Non fraintendetemi Fabrizio era contento quando G......si divertiva. Il problema non era il suo andare in vacanza. Era il fatto che la madre continuava a fare quello che voleva. Continuava ad esistere solo lei come genitore. Fabrizio era sempre un contorno fastidioso. Oltretutto Fabrizio avrebbe anche potuto aver già organizzato qualche cosa per i giorni in cui doveva stare con la piccina.

Niente da fare! Più il tempo passava e più la situazione non migliorava anzi........

L'azione di Sabrina si esplica in tre rapide mosse: pensare, decidere, convincere G......(nel caso della vacanza non è che ci sarà voluto molto). Alla fine era G....... a dover mettere a conoscenza il padre delle decisioni della madre.

Più di una volta Fabrizio disse a G...... che erano cose che a lei non dovevano riguardare. Di tirarsene fuori. Che quando la madre le riferiva ciò che doveva dire a lui, lei doveva rispondere:

"sono cose vostre. Parlaci te con papà"
.

Non credo lo abbia mai fatto. D'altro canto non si può certo pretendere chi sa che cosa da una bambina e Fabrizio, Sabrina non lo considerava nemmeno di striscio.
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:15 | Message # 33
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Capitolo XXXIV - La comunione di G...... -

A fine maggio 2009 G......doveva fare la Prima Comunione. Qualche mese prima della cerimonia la bambina disse a Fabrizio al telefono che lei aveva deciso che a mezzogiorno avrebbe festeggiato la comunione con la mamma e la sera con lui. Fabrizio chiese del perché e G...... rispose che lo faceva perché così il suo cuginetto piccolo non si sarebbe stancato. Fabrizio sul momento disse che se non vi erano controindicazioni lui non aveva problemi ma che comunque ci avrebbe pensato sopra. Dopo qualche giorno G..... chiese al papà se allora era d'accordo con la sua idea. Fabrizio rispose che ci stava ancora riflettendo ma che in ogni caso era Sabrina che avrebbe dovuto parlarne con lui.

Grosso errore. Sabrina mica parlava e se parlava non lo faceva certo con lui. Come al solito non ne aveva nessuna intenzione e dopo aver preso la decisone a lei più favorevole aveva inviato G..... come ambasciatore con libertà di dichiarare guerra. Fabrizio cercò di avere un colloquio con l'ex moglie ma come nelle altre occasioni fu tutto inutile. Si negò sempre. Oltretutto G...... diventava sempre più pressante.

Ma perché quella richiesta?

Semplice perché il festeggiare la cerimonia all'ora di pranzo è sicuramente più indicato rispetto al festeggiarla alla sera. Gli invitati sono meno stanchi. I bambini stessi che già sono stanchi per la cerimonia arrivano al pranzo che sono scoglionati, figuriamoci alla sera.

Che cosa vuoi festeggiare a cena. Oltretutto poi la sera di solito nei ristoranti, quando a mezzogiorno ci sono state le comunioni, mangi quello che è avanzato dal pranzo.

Fabrizio ad un certo punto disse a G....... che non era d'accordo a quella soluzione poiché sarebbero intervenuti alla cerimonia anche parenti anziani che alla sera avrebbero sicuramente avuto problemi di stanchezza e che in ogni caso ne avrebbe preferito parlare con la mamma.

Non l'avesse mai detto. Stesso copione delle altre volte: sei un papà cattivo con te non ci voglio stare etc etc etc.

Alla prima occasione in cui stette da solo con G.......la convinse a cercare di tirarsene fuori. Doveva solo dire alla madre che lei non voleva entrarci. Sabrina a quel punto forse sarebbe stata costretta a dover parlare con lui.

Un giorno non molto tempo dopo in una delle solite telefonate quotidiane di Fabrizio a G......., la bimba fece in maniera tale di fargli ascoltare quale era l'urlato pensiero della mamma:

"G...... mi hai rotto i coglioni. Non posso certo stare ai tuoi comodi. Deciditi con chi vuoi festeggiarla. Basta che me lo dici. Hai capito? Cosa credi! Adesso basta!" e così via.

Fabrizio capì che G...... forse aveva provato a tirarsene fuori ed il far ascoltare quello che Sabrina ululava era come per dire:

"Papà io ci ho provato ma lei é così. Adesso sai come stanno le cose".

Piccina!!! Il tuo papà sapeva benissimo come stavano le cose.

Proprio perché lo sapeva decise di andare a trovare "l'intoccabile" MAZZA GALANTI per esporgli il problema, chiedere un consiglio e verificare se vi erano delle soluzioni.

"L'intoccabile" riconobbe immediatamente Fabrizio manifestando un certo stupore nell'apprendere che la situazione non era migliorata ma che anzi..........

Gentilmente dedicò a Fabrizio circa dieci minuti. Sentito il racconto emise il "verdetto":

"era una situazione irrisolvibile"

Fabrizio: "mi scusi dottore la mia ex moglie usa la bambina per comunicarmi le decisioni che lei prende senza consultarmi. In questo caso io sono nuovamente, come in tutti questi anni, di fronte ad una scelta. Il giorno della comunione finita la cerimonia religiosa prendo e vado via lasciando perdere e subendo l'ennesimo sopruso oppure mi fermo pianto un casino che arriva la Polizia e nessuno festeggia niente?"

"Intoccabile": "questo no non si fa"

Fabrizio: " lo so anch'io che non si fa ma che cosa devo fare mi dica lei"

"Intoccabile": "troppo contrasto. E' una situazione irrisolvibile. Troppo contrasto."

Fabrizio: "arrivederci Dottore"

"Intoccabile": "arrivederci"

Gentile ma inutile!

Fabrizio comprò le bomboniere per i suoi parenti, i compagni classe e le maestre di G......

Il giorno della comunione, da persona civile, finita la cerimonia religiosa andò via.

Stette circa tre mesi senza vedere G...... Ogni tanto un sms.

Fabrizio lo fece perché comunque G...... si era ricomportata male con lui ridicendogli le cattiverie che aveva promesso non gli avrebbe più rivolto.

G...... doveva capire che non era giusto trattare così il suo papà. Lui non lo meritava perché non aveva fatto niente di male ed un comportamento simile era assolutamente ingiusto nei suoi confronti.

Sicuramente frotte di psicologi diranno che Fabrizio ha sbagliato, che non si fa così che bla bla bla bla.

Può darsi, però G...... capì. Il padre le era mancato quanto lei era mancata a lui.

Alla fine di luglio, primi di agosto decise che era passato anche troppo tempo. Dopo averla chiamata andò a prenderla. Quando si guardarono negli occhi, Fabrizio capì che quasi sicuramente G.......non gli avrebbe più detto quelle che lui chiamava "le brutte cose".
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:16 | Message # 34
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Capitolo XXXV - Il cane che morse G...... -

Erano i primi giorni di settembre 2009 e G...... si trovava ad .......... (LU) a trascorrere qualche giorno dalla nonna (Olivetta). Fabrizio era stato li con lei fino a qualche ora prima ma poi era partito per andare a lavorare. Sarebbe ritornato dopo qualche giorno a riprenderla. Era appena giunto sul posto di lavoro dopo essersi fatto duecento km che la madre (Olivetta) lo chiamò sul cellulare:

"non ti spaventare ma G........è stata morsa ad una coscia da un cane. Non gli esce sangue , ha il livido, non sembra niente di grave però è meglio che la portiamo al pronto soccorso per farla vedere".

Fabrizio si fece passare G....... La bimba era tranquilla, non spaventata. Anzi a dire la verità era solo molto arrabbiata con il cagnetto.

Spiegò a Fabrizio che mentre si trovava nel giardino del circolo ricreativo del paese un cagnetto meticcio di piccola taglia (più o meno le dimensioni di un bassotto) di proprietà di una famiglia del luogo le si era avvicinato tutto scodinzolante. G...... è abituata con INDIA che pesa circa quaranta kg. Un cane così piccolo non le poteva certo incutere paura. Poi scodinzolava! "Capisci papà, si è avvicinato e scodinzolava. Gli ho detto ciao bello ed ho fatto per accarezzarlo e quello non mi è saltato addosso mordendomi alla coscia. Capisci". "Amore ma ti sei trovata paura. Ti ha fatto male?" "No no papà è stato più il nervoso. Ma che paura! Gioco con INDIA come potrei avere paura di un sacco di pulci così piccolo. Quando mi ha morso ha fatto per scappare ma l'ho rincorso per dargli un calcio. Ti rendi conto che non sono riuscita a prenderlo e mentre lo rincorrevo senza averlo toccato lui piangeva come se lo stessero ammazzando. Papà sapessi che nervoso. Ti accarezzo e tu mi mordi." "Ma amore che cane era." "Papà è il cane del ......... sai quello piccolo e nero che poverino era stato morso da una vipera e che l'avevano salvato per miracolo. Guarda papà se lo prendo lo ammazzo io. Capisci scodinzolava. Manco l'ho toccato con il calcio e piangeva. Io avrei dovuto piangere che mi ha morso. Se lo becco però vedi come lo faccio nuovo." "Amore lascia stare l'importante e che non ti sei spaventata. Ora però e meglio che vai con la nonna al pronto soccorso a farti vedere." "Papà stasera al circolo c'è la festa. Io voglio andare alla festa!" "G....tu adesso devi andare con la nonna che sicuramente è più spaventata di te". "Sì papà è vero sembra che il cane abbia morso lei e non me". "Lo so amore. La conosco so che si impressiona facilmente. Telefona alla mamma e spiegale ciò che é accaduto. Parlaci te così se sente la tua voce stà tranquilla. Chiamala prima di andare all'ospedale e poi richiamala dopo che hai finito così le racconti direttamente tu che cosa ti hanno detto". "Papà chiamala tu! Mi dici sempre che dovete parlare fra voi che io devo starne fuori". " No G..... in questo caso devi essere te a chiamarla così sente la tua voce capisce che stai bene e non si preoccupa"."Sì va bene. Però papà la nonna ha già detto che stasera alla cena al circolo non mi ci manda. Io ci voglio andare. Diglielo te che ci posso andare. Adesso lei pensa che mi possa accadere qualsiasi cosa". "Va bene ci parlo io. Passamela". Fabrizio parlando con la madre si rese conto che era molto, troppo spaventata per l'accaduto. Dalle sue parole capì che l'ansia e l'agitazione con cui stava vivendo il momento avrebbero potuto farla stare male. Decise quindi che la sua presenza era necessaria. Parlò con i suoi datori di lavoro e poiché aveva ancora alcuni giorni di riposo da recuperare, risalì in macchina, prese INDIA e si rifece duecento km per tornare in Toscana. G...... nel frattempo fu visitata dalla guardia medica del 118 che ritenne inutile farla trasferire all'ospedale distante oltretutto venticinque km. I denti del cane non avevano trapassato la carne. C'era solo un po' di dolore ed un grosso livido che nel giro di una decina di giorni sarebbe scomparso. Fabrizio arrivò alle ore 22:30 circa. La cena, a cui comunque aveva partecipato anche G........ era finita ed i bambini stavano tranquillamente giocando. Tutto il paese nel frattempo aveva provveduto a coccolare "colei che era stata ferita dalla bestia feroce"

"Papà, papà guarda il livido" trofeo mostrato stile reduce di guerra.

"Capisci che nervoso mi ha morso. Ma se mi torna a tiro. Scodinzolava capisci".

"Amore ho capito. Hai chiamato la mamma sia prima che dopo?"

"Sì papà le ho detto cosa era accaduto e poi l'ho chiamata dopo finita la visita".

La proprietaria del cane domandò scusa per quanto accaduto, proponendosi di pagare le eventuali spese mediche. Fabrizio accettò le scuse dicendo che non vi erano state spese mediche e che per lui l'incidente era chiuso. L'importante era che G...... non si fosse fatta male e che non si fosse spaventata per l'aggressione. Il fatto di possedere un cane di grossa taglia come INDIA, il giocarci, il viverci insieme aveva sicuramente contribuito a far si che non subisse, come poteva benissimo accadere, uno shock. Un livido passa e comunque G...... aveva avuto un'esperienza di vita che alla fine poteva anche essere costruttiva. Tutto finito bene come nelle favole quindi. Si figuriamoci!

Secondo voi Sabrina stette con le mani in mano?Assolutamente no!

Due giorni dopo il fatto, Fabrizio, accompagnò G..... da Sabrina che il giorno successivo la portò al pronto soccorso per farla visitare. Le venne rilasciato il certificato medico con 5 giorni di prognosi. G..... non era peggiorata, aveva solo il livido che chiaramente doveva essere riassorbito.

Ma se le condizioni di G...... erano uguali ed in via di guarigione perché Sabrina l'ha portata all'ospedale?

Dopo un paio di giorni G...... per telefono chiese a Fabrizio come si chiamava il proprietario del cane che l'aveva morsa. Fabrizio le disse il nome di battesimo della persona chiedendole a sua volta del perché di quella domanda dato che lei lo conosceva. G..... rispose che era solo curiosità e che non si ricordava come si chiamasse. Fabrizio non sapeva ancora che Sabrina aveva portato G...... all'ospedale però nella domanda della bambina aveva percepito un qualche cosa che non girava per il verso giusto.

Trascorse qualche altro giorno e G....... chiese a Fabrizio le generalità complete del proprietario del cane.

Per Fabrizio fu come una folgorazione. Allora capì.

Sabrina voleva sicuramente denunciare il proprietario del cane per ottenere un risarcimento danni e stava mandando, come sempre, avanti G......

Fabrizio: "Senti G...... ma perché ti interessano le sue generalità"?

G.....: "No così papà. Magari per sapere se il cane aveva fatto tutte le vaccinazioni".(detto da G...... con molta titubanza come se prima di rispondere stesse aspettando un suggerimento.)

Fabrizio: "Tranquilla amore le ha fatte tutte ma poi anche se non le avesse fatte era uguale perché non ti ha passato la carne. Ti ha solo fatto un livido dovuto alla pressione dei denti". G.......:"E vero hai ragione".

Fabrizio: "Meno male anche perché dopo lo avrebbero portato al canile".

G......:"Nooooo amore piccino. Non mi ha fatto niente. Lo odio però al canile no. Piccino".(Detto con sincerità ed amore nei confronti degli animali)

Fabrizio: "Tesoro se ti avesse ferito era inevitabile"

G.......: "Meno male che mi ha fatto solo un livido".

Fabrizio: "Già tesoro anche perché se ti avesse fatto del male seriamente l'avrei ammazzato io"

G......: "No amore piccino"

Fabrizio: "Amore tu sei la mia bambina e nessuno deve farti del male"

G......: "Al cagnetto no però. Tanto non mi ha fatto niente"

Qualche tempo dopo giunse a Fabrizio una raccomandata da parte "dell'azzeccagarbugli" CALCAGNO in cui gli veniva richiesto di fornire le generalità del proprietario del cane.

Quella era la certezza del suo sospetto. Sabrina voleva il denaro. Fabrizio non rispose mai a quella richiesta che tenne solo per ricordo. "No cara Sabrina questa volta non denunci nessuno", pensò Fabrizio cosciente del fatto però che Sabrina si sarebbe ricordata di questo "sgarbo" e sicuramente avrebbe usato il fatto come pretesto per qualche sua nefandezza. Fabrizio se lo sentiva. Infatti..............(vedasi capitolo XXXVII)
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:17 | Message # 35
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Capitolo XXXVI - "L'intoccabilissimo" RADOCCIA - L'infame ? -

E' giunto il momento che sappiate che Fabrizio è un Maresciallo Capo dell'Arma dei Carabinieri. Uno sbirro. Un cicci.

Nel Luglio del 2009 a seguito dell'istanza narrata nel capitolo XXXIII "l'intoccabile" IACHINI BELLISSARI Alberto uomo di legge del Tribunale di Chieti emetteva una sentenza in cui stabiliva che la cifra mensile da pignorare dallo stipendio di Fabrizio era di euro 380 con inizio dal Febbraio 2010.

"Andava sempre peggio. Questo sarebbe stato il colpo che avrebbe fatto affondare definitivamente la barca" pensò Fabrizio.

Il conto, tra interessi maturati e parcella "dell'azzeccagarbugli" di Sabrina era diventato di euro 4.731,71.

BREVE PASSO INDIETRO:

Il giorno dell'udienza Fabrizio non si recò a Chieti, come invece aveva fatto nelle due precedenti occasioni.

Non aveva i soldi per il viaggio.

Avrebbe voluto però essere presente non fosse altro per il fatto che chi doveva decidere era la "sbadata intoccabile" DE MEO già conosciuta nelle due precedenti occasioni. In ogni caso erano presenti i colleghi in rappresentanza dell'Arma dei Carabinieri. A loro aveva chiesto di ricordare - ricordare - ricordare alla Dottoressa la sua disastrosa situazione economica e famigliare affinché pignorasse mensilmente la cifra minima consentita.

Tutto molto bello, peccato, che la "sbadata intoccabile" DE MEO non c'era più!

Un nuovo sceriffo era giunto in città. Per l'appunto "l'intoccabile" IACHINI BELLISSARI Alberto, che senza tanti preamboli e disinteressandosi completamente (per questo indicato anche lui come "intoccabile") delle riferite condizioni d'indigenza di Fabrizio decise di pignorare il massimo previsto e determinato in 380 euro mensili con inizio Febbraio 2010.

FINE DEL BREVE PASSO INDIETRO

Fabrizio contattò il Tribunale nella persona del cancelliere Dr. SERANO anch'esso già conosciuto nelle due precedenti occasioni chiedendogli se era possibile parlare con "l'intoccabile" IACHINI BELLISSARI Alberto. "Assolutamente escluso. Oltretutto sarebbe inutile parlare con lui perché il Dottore non si occupa più di quell'Ufficio. Adesso c'è il Dr. RADOCCIA", fu la risposta. "Posso parlare con lui allora?" ribatté Fabrizio. "No. E' troppo impegnato non riceve telefonate e non riceve neppure di persona. Mi dispiace. La decisione poi è già stata presa quindi ..........".

"L'intoccabillissimo" RADOCCIA. Se chiedi udienza al Santo Padre può darsi che ti riceva. "L'intoccabilissimo" RADOCCIA no! Fabrizio non si diede comunque per vinto. Aveva ancora qualche mese prima che la definitiva fine economica arrivasse. Decise quindi di iniziare ad inviargli quotidianamente, visto che a voce con "l'intoccabilissimo" non si poteva parlare, un fax con la spiegazione della sua situazione economica cercando così di far comprendere all'uomo quanto fosse necessaria una riduzione della somma mensile pignorata. Testualmente Fabrizio scriveva:

il sottoscritto ADORNATO Fabrizio chiede a codesta spettatile autorità Giudiziaria di voler considerare - al fine di poter continuare a mantenere l'affidamento condiviso della figlia minore G..... di anni 10 che consiste nel vivere insieme presso la mia residenza per 15 giorni al mese - la possibilità di riesaminare il provvedimento con cui è stato disposto il pignoramento di 1/5 dello stipendio adottato dal Dr. IACHINI BELLISSARI Alberto tramutandolo nel pignoramento di 1/10 dello stipendio. La tragica situazione economica in cui si trova non è stata causata da spese voluttuarie, bensì dalla travagliata separazione con la ex coniuge, fatto che - nel tempo - ha determinato anche il pignoramento oggetto di questa preghiera. Si segnala altresì che a fronte di uno stipendio di circa 1800 euro al mese - comprensive di straordinario e di ogni altra indennità - deve affrontare le seguenti spese:

euro 500 per l'affitto di un immobile in Genova, città dove vive la minore con la madre;

euro 600 spese di vitto per lo scrivente e per la propria figlia comprensive di bollette di luce gas ed acqua;

euro 440 a titolo di mantenimento per l'ex coniuge e per la figlia, non ridotti nonostante l'affidamento condiviso e nonostante non vi sia stato nessun addebito - nei miei confronti - di responsabilità della fine dell'unione coniugale; euro 150 per recarsi sul posto di lavoro;

euro 250 per l'acquisto di un'autovettura;

euro 50 per l'acquisto dei mobili di casa;

euro 50 per acquistare i medicinali per la cura del proprio cane, affetto da Lesmaniosi;

euro 300 per prestito IMPDAP.

Alla luce di quanto sopra esposto Codesta spettabile Autorità Giudiziaria potrà percepire che - dovendo onorare un pignoramento di 1/5 dello stipendio - di fatto lo scrivente sarebbe costretto a lasciare l'appartamento attualmente in uso, per andare a vivere in una cameretta posta all'interno di una Caserma, condizione che non permetterebbe di continuare ad avere l'affidamento condiviso della figlia.

Ad ogni buon fine, fiducioso di un benevolo accoglimento, si rappresenta che - circa 3 anni fa in analoga occasione - il Giudice Dott.ssa DE MEO si era determinata, comprendendo la situazione per ridurre ad 1/10 la quota di stipendio disponibile per il pignoramento.

Questa lettera Fabrizio la mandò dal 11.12.2009 al 11.01.2010 tutti i giorni compreso Natale, Capodanno e l'Epifania. Finalmente, dopo che comunque aveva anche provveduto a telefonare numerose volte al Tribunale di Chieti riuscendo però sempre e solo a parlare con il cancelliere Dr. SERANO, gli venne comunicato che "l'intoccabilissimo" aveva fissato una nuova udienza in cui decidere un'eventuale riduzione del prelievo.

"Meno male forse anche stavolta riesco a metterci una pezza" pensò Fabrizio.

Si si come no!

Fabrizio, dopo una serie innumerevole di inutili tentativi compiuti in precedenza, riusciva finalmente a mettere al corrente il Dr.SERANO che a causa di quanto accadutogli in data 7 febbraio era impossibilitato a presenziare all'udienza (vedasi capitolo XXXVII). Nella telefonata chiedeva altresì, se era possibile basare la decisione di rivedere l'importo pignorato solo sulla lettera di cui sopra esplicativa della sua situazione, ed in loro possesso. Il cancelliere Dr. SERANO fu molto categorico nella sua risposta:

"MA COME IL DR. RADOCCIA LE HA FISSATO UNA NUOVA UDIENZA E LEI NON SI PRESENTA? POI PERO' NON DICA CHE NON CI SIAMO PRODIGATI PER LA SUA SITUAZIONE. CON TUTTI I FAX CHE CI HA MANDATO"!

Fabrizio ringraziò per la disponibilità dimostrata cercando però ancora di spiegare che era bloccato a letto. Non è che non voleva andare era proprio impossibilitato. Non servì a nulla. Lui doveva essere presente oppure doveva essere presente un legale fornito di procura che presenziasse a suo nome.

"Ma cancelliere come lo pago un Avvocato? Non ho i soldi." Anche in questo caso il cancelliere fu categorico. All'udienza doveva essere presente o Fabrizio o un avvocato che ne facesse le veci.
Fabrizio partì allora alla ricerca su internet di un legale di Chieti. L'avvocato BRANDIMARTE dietro il pagamento di una parcella di euro duecento accettò di consegnare una lettera di memorie scritte da Fabrizio. Niente più e niente di meno. Fabrizio si fece prestare i soldi per saldare la parcella. Qualche giorno prima dell'udienza ritelefonò al tribunale di Chieti dove ignota ma attendibile fonte confidenziale lo mise al corrente di un fatto che lo lasciò a bocca aperta:

"l'intoccabile" RADOCCIA era stato trasferito ad altra sede.

A Fabrizio si gelò il sangue. "Come trasferito? Così di punto in bianco? Dall'oggi al domani via così phuf scomparso non c'è più, ma come?" farfugliò Fabrizio. La fonte confidenziale fece capire che in realtà si trattava di un trasferimento già programmato da tempo. "Programmato da tempo? Allora all'udienza chi ci sarà? Vuoi vedere che mi stanno prendendo in giro?" Pensò Fabrizio. Contattò allora il cancelliere Dr. SERANO il quale ammise il trasferimento del magistrato rassicurando però Fabrizio sulla sua presenza in tribunale per quel giorno: "TRANQUILLO IL MAGISTRATO CI SARA' IN TRIBUNALE! SE LE HA FISSATO L'UDIENZA PER QUEL GIORNO E' CHIARO CHE C'E'. COSA CREDE. LEI PIUTTOSTO COSA FA VIENE O SI FARA’ RAPPRESENTARE DA UN LEGALE?"

Nonostante le rassicurazioni ricevute la cosa però continuava a rigirare nella testa di Fabrizio. Oramai aveva assunto una certa dimestichezza con i cetrioli. E questo sembrava prepotentemente palesarsi proprio come un grosso grosso grosso cetriolo. Per rassicurarsi ulteriormente sulla presenza o meno "dell'intoccabile", provò a telefonare al Capitano demandato dall'Arma dei Carabinieri a rappresentarla in qualità di suo datore di lavoro. Il Capitano persona molto gentile e disponibile per quanto permesso dalla carica rivestita, riferì a Fabrizio che giusto alcuni giorni prima aveva incontrato il magistrato che lo aveva informato della inutilità della loro presenza in occasione dell'udienza, in quanto avrebbe poi provveduto lui ad informarli circa le sue decisioni.

Il Capitano confermò comunque che il Magistrato era stato trasferito ad altra sede.

Alla precisa domanda di Fabrizio circa l'assoluta certezza della presenza del togato in Tribunale il Capitano rispose:

"Maresciallo non penso che le abbia fissato un'udienza e poi non c’è. A me ha confermato la sua presenza, anche se ad onor del vero, mi è parso strano che mi abbia detto di non presenziare all'udienza".

Fabrizio ritelefonò in Procura venendo a sapere che "l'intoccabile" RADOCCIA era addirittura già in ferie di trasferimento.

Il giorno dell'udienza chiaramente "l'intoccabile" RADOCCIA non era presente in aula poiché già trasferito ad altra sede.

Il nuovo "intoccabile" apparentemente all'oscuro di tutto, una volta messo al corrente del perché di quell'udienza, rigettò l'istanza senza troppi complimenti disinteressandosi completamente dei problemi di sopravvivenza di Fabrizio. Non solo ma come riferito dall'Avvocato BRANDIMARTE non diede nessuna motivazione nel rigettare l'istanza. Il legale aggiunse che questo poteva essere un cavillo per presentare un ricorso avverso la sentenza. Chiaramente tra la presentazione del ricorso, la fissazione dell'udienza la discussione e l'eventuale nuova decisione sarebbero passati come minimo otto, nove mesi. A tutto ciò bisognava aggiungere la parcella del legale che avrebbe dovuto curare la pratica. Impraticabile! Fabrizio sarebbe affondato molto prima!

Pensierino maligno:

Lei "intoccabilissimo" RADOCCIA sapeva già che sarebbe stato trasferito.

Le lettere mandate quotidianamente da Fabrizio per circa 2 mesi l'avevano forse indispettito e quindi come fare per togliersi dai........ uno che anche a Natale , Capodanno e l'Epifania in ufficio ti manda un fax con sopra scritti i suoi problemi?

Semplice:

fissare una nuova udienza facendogli credere che le sue difficoltà saranno tenute nella giusta considerazione. Dargli una speranza, illuderlo per tenerlo buono.

Lei tanto già sapeva del suo trasferimento e sapeva che all'udienza non sarebbe stato presente. Complimenti bella infamata! Come sparare sulla Croce Rossa. Coraggioso!

Magari si sarà fatto anche delle risate sul come si era tolto dai ......... un rompi.........

"ah ah ah capisci l'ho illuso per tenerlo buono. Pensa alla faccia che avrà fatto quando in Tribunale non mi vede ed il mio collega lo bastona. Così impara a rompere i ............." .

Può darsi che questa conversazione con qualche suo amico lei non l'abbia mai fatta o può darsi di sì. Mah non lo sapremo mai.

Una prova però, che quanto insinuato prima potrebbe corrisponde al vero, è che lei di fatto non lasciò nessuna disposizione al Magistrato suo sostituto per rivedere l'importo pignorato.

Se veramente l'udienza era da lei stata fissata con l'intento di dare una mano ad una persona in difficoltà, perché questo epilogo infame?

O no?

Certo che "intoccabilissimo" RADOCCIA, Fabrizio nella sua situazione quei 200 euro prestategli e consegnati all'Avvocato BRANDIMARTE li avrebbe risparmiati molto molto molto molto molto volentieri. Mi creda molto ma molto ma molto ma molto volentieri.

Nonostante tutto però "intoccabilissimo" RADOCCIA le posso dare per certo che il suo agire non intaccò minimamente il morale di Fabrizio. E' vero la mazzata della delusione fu forte anche perché arrivava alla fine di un periodo di speranza. Speranza risultata poi vana come abbiamo visto. Però questo non fù sufficiente. Fabrizio è forte. Soprattutto perché nella vita è certo che ciò che è fatto prima o poi viene reso. Chi semina vento, raccoglierà tempesta. E' solo questione di tempo. E quel tempo "intoccabilissimo" RADOCCIA prima poi arriva per tutti.

O no?
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:17 | Message # 36
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Capitolo XXXVII - La consapevolezza. Parte I^ -

In data 7 febbraio 2010 in servizio di pattuglia notturna con orario 00:00/06:00 Fabrizio viene inviato dalla Centrale Operativa in un intervento poiché erano stati segnalate delle persone ubriache che disturbavano la quiete pubblica. Quando giunse sul luogo venne aggredito senza alcuna motivazione plausibile da un piccolo bullo, pregiudicato ed ubriaco di nome PORCU Vanez. Il PORCU che aveva in precedenza già spintonato e buttato per terra la propria fidanzata, voleva dimostrare la sua grande potenza e coraggio alla collettività saltando addosso ad un Carabiniere. In questo caso Fabrizio. Caddero insieme per terra. Nonostante il PORCU cercasse di divincolarsi, Fabrizio, riuscì a trattenerlo il tempo necessario a che l'altro collega lo ammanettasse. Il tutto senza torcere un solo capello al PORCU. Il ginocchio destro di Fabrizio era però partito. Un po’ come il pistone della macchina di Jake ed Elmut. Non riusciva a stare in piedi. Gli faceva un male cane. Sembrava che la rotula se ne andasse per i fatti suoi. Era incazzatissimo. Oltretutto il piccolo............. (PORCU) continuava ad inveire contro di lui dicendogli:

"non ti sei fatto un cazzo. Tanto ti vengo a cercare e ti ammazzo. Giuro che ti ammazzo".
Fabrizio dimostrò un grande autocontrollo ed una grande professionalità nel non cedere all'ira e restituire ciò che aveva appena ricevuto dal............ (PORCU). Trasportato al pronto soccorso dell'ospedale San Martino di Genova, venne visitato dal Dr. DE MONTIS Giacomo medico ortopedico che molto, ma molto, ma molto scazzato lo visitò diagnosticandogli:

"un modesto versamento di liquido con una distorsione e distrazione di sito non specificato del ginocchio e della gamba. Gonalgia dx con segni di instabilità apparente" dimettendolo con giorni 10 di prognosi. A Fabrizio sembrò strano che un dolore simile fosse procurato solo da una distorsione. Lo fece presente all'ortopedico. Ancora più scazzato di prima il medico provò a muovere l'arto con dei movimenti tipici usati per capire se i legamenti sono rotti. Ancora più scazzato dell'ancora più scazzato di prima rispose che la sua diagnosi era giusta. Aggiunse però che comunque era meglio fare una risonanza magnetica per valutare la situazione legamentosa. Un infermiere a quel punto iniziò a fasciare la gamba con una benda elastica adesiva, applicata direttamente sulla pelle, da togliere dopo una settimana. Fabrizio chiese se non era meglio inserire una garza tra la benda adesiva e la pelle per evitare una ceretta non voluta. L'infermiere con un sogghigno degno di un film di sadici rispose che quella era una benda di ultima generazione. Un po’ di acqua calda e si sarebbe tolta facilmente. Nel volgere di 20 minuti dal momento del suo arrivo al Pronto Soccorso, Fabrizio era stato visitato, gli avevano fatto le lastre, lo avevano medicato e lo avevano mandato fuori dai marroni. Uscì dall'ospedale molto perplesso. E' vero che lui non è un laureato in medicina però il tutto gli era sembrato un po’ frettoloso, compiuto alla carlona, quasi come se a quei due non fossero per niente simpatici i Carabinieri e avessero voluto liberarsi di lui il più in fretta possibile. Per essere precisi e sinceri sembrava che i Carabinieri gli stessero di molto sui coglioni. Era un'impressione però e Fabrizio non è certo Dio in terra quindi poteva anche sbagliarsi ("sicuramente" si sbagliava). Dopo una settimana trascorsa tra dolori lancinanti e notti in bianco Fabrizio si recò al Pronto Soccorso dell'Ospedale Galliera, altro ospedale di Genova. Il medico ortopedico di turno Dr. PORCILE (incredibile il PORCU gli fa male ed il PORCILE lo rimette in sesto) fu costretto, anche con l'aiuto di un bisturi, a strappare letteralmente dalla pelle della gamba la fasciatura adesiva applicatagli in precedenza all'ospedale San Martino (per fortuna che la fasciatura doveva togliersi con un po’ di acqua calda. A nome di Fabrizio grazie infermiere di ......). Il ginocchio era troppo gonfio ed il Dr PORCILE dovette aspirargli 30 cc di liquido siero ematico (alla faccia del modesto versamento di liquido diagnosticatogli al San Martino. A nome di Fabrizio grazie dottore di .......). Il Dr PORCILE disse a Fabrizio che secondo lui il legamento crociato esterno era molto probabilmente rotto. In data 2 marzo 2010 Fabrizio effettuò la risonanza magnetica che decretò:

"Alterazione di segnale del legamento crociato anteriore che appare tumefatto per edema per lesione legamentosa di alto grado. Lesione parziale del tratto intermedio distale del legamento crociato posteriore con versamento articolare"
.

In soldoni significava rottura del legamento crociato anteriore con lesione di quello posteriore e presenza di liquido sieroematico.
Che sballo!!! Il Dr. GIACOMELLO della divisione Ortopedia delle articolazioni sempre dell'Ospedale Galliera, che lo visitò tre giorni dopo fu chiaro:

"se vuoi tornare a fare il 90% di quello che facevi prima devi affrontare un'operazione chirurgica. Vedi te".

Fabrizio non ci pensò su molto. Accettò e si mise in lista d'attesa.

Ed il PORCU nel frattempo che fine aveva fatto? Era recluso? Stava espiando la giusta pena? Dai su non scherziamo! Facciamo i seri! Siamo mica in una Nazione dove la Giustizia è Giustizia.
Il PORCU nell'udienza del 8 febbraio 2010 venne scarcerato immediatamente ed in via preliminare sottoposto all'obbligo di dimora nella provincia di Genova con divieto di uscire di casa nelle ore serali. Incredibile come ad un bambino che lo sorprendi a rubare le caramelle. Lo metti in castigo non facendolo uscire per un po' a giocare con gli amichetti. Anche il PORCU poverino non poteva più scorrazzare di notte. Peccato però che tra la rottura di un legamento e delle caramelle un pochino di differenza c'è.

O no ?

Su richiesta del suo difensore l'udienza venne rinviata al 1 aprile 2010. In quell'occasione si presentò in Tribunale anche Fabrizio accompagnato dall'Avvocato di cui non si farà il cognome (il buon samaritano del capitolo XXXI).

Il legale fece presente come le lesioni fossero più gravi di quelle accertate al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Martino e che quindi si doveva modificare il capo d'imputazione aggiungendo le lesioni gravi ed impedendo così all'imputato di ricorrere alla formula del patteggiamento. Il Giudice Dr.ssa DAGNINO alla luce di questa nuova notizia decise quindi di rinviare l'udienza, per permettere all'imputato di proporre un'eventuale risarcimento del danno procurato e per permettere alla pubblica accusa di cambiare il capo d'imputazione.

Spiegazioni per i non addetti ai lavori:

il reato di lesioni lievi è chiaramente un reato meno grave rispetto al reato di lesioni gravi. Questa minor gravità viene punita chiaramente con una pena minore, che consente, all'imputato reo confesso, di richiedere la formula del patteggiamento.

Patteggiamento:

l'imputato se ha commesso un reato punibile con una pena non superiore ai due anni si dichiara colpevole e raggiunge un accordo con la pubblica accusa sull'entità della pena.
Ciò significa minore burocrazia, poiché vi è l'immediata apertura del processo con altrettanto immediata chiusura dello stesso ed emissione della sentenza.

Purtroppo il patteggiamento esclude le parti lese che non hanno la possibilità di costituirsi parte civile per ottenere un risarcimento danni (praticamente chi subisce un danno lo prende in ...... due volte. La prima dal delinquente, la seconda dallo Stato). Per ottenere un risarcimento la parte offesa deve sporgere una denuncia a parte ed aspettare i soliti 10/15 anni per poi ritrovarsi il più delle volte con un pugno di mosche.
In questo caso però le lesioni essendo gravi avrebbero impedito di procedere con il patteggiamento poiché la pena sarebbe stata superiore ai due anni di reclusione.

"L'intoccabile" Vice Procuratore Onorario BOUDILLON, che oltretutto arrivò all'udienza con circa 20 minuti di ritardo, senza troppi preamboli disse che a lei non interessava se le lesioni erano gravi e non lievi. Il procedimento era stato instaurato su un reato, era stato raggiunto un accordo tra accusa e difesa e quindi il capo d'imputazione nei confronti del PORCU non sarebbe stato cambiato. Fabrizio sentendo ciò stava per intervenire con molta veemenza ma venne bloccato dal suo avvocato che gli disse:

"aspettiamo Maresciallo, vediamo che proposta di risarcimento ci fanno. In ogni caso noi lo abbiamo fatto presente. Il processo non si è ancora aperto ed il P.M. titolare sarà sicuramente informato del fatto che il reato è più grave. Quindi può essere che alla prossima udienza modifichi il capo d'imputazione richiedendo una perizia medica su di lei. Aspettiamo e vediamo"

Brava persona e di conseguenza un illuso. Un po’ come Fabrizio.
Inutile dire che non ci fu nessuna proposta di risarcimento danni né tantomeno venne mai manifestata dalla pubblica accusa la volontà di cambiare il capo d'imputazione.
All'udienza del 5 maggio 2010 si presentò a sostenere l'accusa "l'intoccabile" Vice Procuratore Onorario ROSSI (et voilà signori e signori due udienze e due sostenitori dell'accusa diversi. Nessuna delle due però che fosse il P.M. titolare del fascicolo) la quale dimostrò da subito una grande confidenza con il difensore del PORCU.

Questa cosa lasciò molto perplesso Fabrizio. Il suo Avvocato chiese immediatamente ed esplicitamente di modificare il capo d'imputazione ma "l'intoccabile" V.P.O. presa visione della documentazione medica prodotta, non recante una specifica prognosi della durata della malattia, non ritenne di modificare la contestazione originaria, del resto non modificata "dall'intoccabile" P.M. titolare (Dr.ssa MARINO) che comunque doveva aver avuto notizia del precedente rinvio e delle rimostranze della parte offesa.

Domande:

Se "l'intoccabile" MARINO era stata messa a conoscenza della maggiore gravità del reato perché non ha cambiato il capo d'imputazione?

Se anche non era riportata la specifica prognosi della durata della malattia perché "l'intoccabile" P.M." o "l'intoccabile" V.P.O. non hanno richiesto una perizia medica per stabilirla?

Non è che gli "'intoccabili" non lo ha fatto perché altrimenti non potevano procedere con il patteggiamento e quindi dovevano lavorare di più?

Non è che la grande familiarità dimostrata "dall'intoccabile" V.P.O. con il difensore del PORCU ha interferito in qualche modo sull'andamento del procedimento?

Non è che essendo Fabrizio un Carabiniere, quindi probabilmente una persona non simpatica o gradita agli "intoccabili", sia stato in qualche modo volutamente penalizzato?

In ogni caso qualsiasi sia stata la motivazione, Fabrizio ed anche la collettività onesta non ottennero Giustizia.

Il PORCU, nonostante fosse recidivo (era già stato, mesi prima, condannato per un reato simile a quattro mesi di reclusione) fu condannato a sette mesi con la condizionale con la seguente motivazione:

La pena concordata dalla difesa con il P.M. togato procedente è congrua alla consistenza dei fatti:

la pena base per il reato di resistenza è, infatti, ben superiore ai minimi, con apprezzabile aumento per la continuazione con gli altri due reati, tutti strettamente connessi e commessi nello stesso contesto temporale. Le circostanze attenuanti di cui all'art. 62 bis c.p. sono concedibili, valutata la giovane età dell'imputato e il discreto comportamento dello stesso,almeno parzialmente confesso, e che allo stato sembra avere preso coscienza della problematica di abuso di alcolico che lo porta a comportamenti sconsiderati ed aggressivi quando si trova sotto l'effetto di tale sostanza, facendosi carico di cercare di risolvere il problema rivolgendosi al SERT. Si applica pertanto la pena richiesta, così calcolata: per il reato di cui al capo a (con violenza e minaccia si opponeva al Maresciallo ADORNATO Fabrizio) con le attenuanti generiche, mesi otto di reclusione aumentati ex articolo 81 c.p. a mesi dieci di reclusione, diminuita a mesi sette e giorni 15 di reclusione per la scelta del rito. La recente presa di coscienza della problematica di abuso alcolico che lo porta a reazioni aggressive, quando si trova in stato alterato (l'imputato risulta già condannato a mesi quattro di reclusione per un fatto analogo accaduto nel novembre scorso), fa ritenere altamente opportuna, oltreché dovuta, la sottoposizione della ulteriore sospensione condizionale della pena alla condizione di costanza (per almeno un anno) nella frequentazione del SERT, condizione che se assolta dall'imputato con risoluzione dei problemi di abuso alcolico fa ritenere congrua una prognosi di non ulteriore recidiva. La concessione della sospensione condizionale importa la cessazione immediata della misura cautelare in corso (obbligo di dimora nella provincia di Genova ed impossibilità di uscire di casa nelle ore serali). Ai sensi del comma due dell'articolo 444 c.p.p. il Giudice non deve decidere sulla domanda della parte civile.

Il Giudice Dr.ssa DAGNINO al termine della lettura della sentenza fece una paternale al PORCU dicendogli che questa era l'ultima volta che la società civile gli offriva un'occasione. A Fabrizio chiese quasi scusa, comprendendo la sua ira, facendogli nel contempo presente che se tra accusa e difesa vi era un accordo lei non poteva intervenire.
Fabrizio ebbe una discussione molto accesa con "l'intoccabile" V.P.O. che alla frase da lui proferita nei suoi confronti:

" lei dovrebbe vergognarsi! Vada a lavorare seriamente e non a ricevere solo lo stipendio", non ebbe neanche il coraggio di girarsi a guardarlo. Un collega appuntato li presente lo portò fuori dicendogli:"Maresciallo lasci stare tanto sono tutti uguali! Stessa feccia. Che schifo".

A questo punto comunque era chiaro che tra Fabrizio e gli "intoccabili" non correva buon sangue. Lui sin dall'inizio delle sue vicissitudini pensava che si trattasse della solita storia negativa che colpisce i padri separati. Ora però era diventata anche una mancanza di rispetto nei confronti dell'uniforme che Fabrizio indossava. Uniforme con la quale moltissime persone avevano sacrificato la loro vita. Uniforme che persone come quegli "intoccabili" non sono nemmeno degni di immaginarne l'esistenza.

In data 23 Luglio 2010 alle ore 12:40 dopo essersi ampiamente confrontato con i suoi superiori si recava negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri di Genova San Martino dove sporgeva denuncia nei confronti dei tre "intoccabili".

"In data 07 Febbraio 2010 in servizio di pattuglia automontata con turno notturno dalle ore 00:00 alle ore 06:00 venivo inviato dalla mia centrale operativa in Montoggio (GE) poiché erano stati segnalati dei giovani ubriachi che provocavano dei disordini. Giunti sul posto si verificava che effettivamente vi erano dei giovani in preda ai fumi dell'alcol che provocavano schiamazzi e tenevano un atteggiamento violento nei confronti di alcune ragazze. In particolare uno di questi tale PORCU Vanez nato a Genova in data 24/07/1985 con l'uso di violenza e minaccia si opponeva al controllo di polizia procurandomi delle lesioni personali al ginocchio ed alla gamba destra. Dopo averlo arrestato senza procurargli, nonostante la colluttazione, la benché minima escoriazione o lesione fisica venivo accompagnato dall'autoambulanza presso il pronto soccorso dell'ospedale San Martino di Genova dove il medico ortopedico di servizio mi visitava riscontrandomi "una distorsione e distrazione di sito non specificato del ginocchio e della gamba, gonalgia dx con segni di instabilità apparente" giudicandomi guaribile in giorni 10 facendomi immobilizzare l'arto da un infermiere che mi applicò direttamente sulla pelle una fasciatura adesiva. Dopo pochi giorni mi recavo, poiché il ginocchio era molto gonfio e mi procurava molto dolore, all'ospedale Galliera dove i medici della divisione di ortopedia erano costretti dapprima a strapparmi letteralmente dalla gamba anche con l'aiuto di un bisturi la fasciatura collosa e successivamente verificato che il ginocchio era troppo gonfio procedevano mediante una siringa all'aspirazione del liquido. Il medico asseriva che molto probabilmente vi era una rottura dei legamenti crociati e che molto probabilmente sarebbe stato necessario un intervento chirurgico. Effettuavo una risonanza magnetica che stabiliva effettivamente la rottura del legamento crociato esterno con lesione di quello interno oltre ad una distorsione dei legamenti della caviglia destra. In data 08/02/2010 il PORCU compariva all'udienza in Tribunale dove veniva convalidato il suo arresto e dove tra i reati contestategli vi era anche quello di lesioni personali ai miei danni. Il procedimento veniva a seguito di richiesta del suo legale rinviato alla data del 01/04/2010. In quella data mi presentavo, in Tribunale, accompagnato dal mio legale di fiducia Avv.to .............. che nel frangente segnalava una maggiore entità delle lesioni da me subite. Poiché tra la Pubblica Accusa nella persona della Dr.ssa MARINO ed il difensore del PORCU erano già stati presi accordi per effettuare il patteggiamento della pena in base al referto medico rilasciatomi al Pronto Soccorso dell'Ospedale San Martino, la Dr.ssa "BOUDILLON" Vice Procuratore Onorario facenti funzioni di Pubblica Accusa in sostituzione della Dr.ssa MARINO riferiva che nonostante le lesioni da me subite non aveva nessuna intenzione di cambiare il capo d'imputazione in lesioni gravi. Il magistrato nella persona della Dr.ssa DAGNINO prendeva atto di quanto riferito sia dalla Pubblica Accusa sia dal mio legale e decideva senza aprire il procedimento di rinviare l'udienza al 05/05/2010 per dare la possibilità al reo di effettuare un'eventuale risarcimento danni. In data 05/05/2010 senza che venisse presentata la benché minima proposta di risarcimento danni, come si legge testualmente nell'atto che allego in copia fotostatica, avveniva che:

"il difensore della persona offesa chiedeva al P.M. di procedere ad una modifica della contestazione relativa al reato di lesioni, ma il P.M. presa visione della documentazione medica prodotta, non recante una specifica prognosi della durata della malattia, non riteneva di modificare la contestazione originaria, del resto non modificata dal P.M. togato che aveva avuto notizia, in esito allo scorso rinvio, delle doglianze della parte offesa. La parte offesa si costituiva parte civile negli atti preliminari e prima della dichiarazione di apertura del dibattimento, il Pubblico Ministero e la difesa si accordavano per l'applicazione di pena ex art.444 c.p.p alle condizioni di cui al dispositivo".

Il PORCU quindi usufruiva di uno sconto di pena in virtù del rito del patteggiamento che mi impediva, oltre a non ottenere GIUSTIZIA per quanto subito, anche di avere in via preliminare un risarcimento danni. Aggiungo che al momento dell'arrivo nell'aula del Tribunale in occasione dell'ultima udienza (05/05/2010) notavo una grande familiarità, professionalmente censurabile a mio modo di vedere, tra il difensore del PORCU e la Pubblica Accusa che in questa occasione si identificava nella persona della Vice Procuratore Onorario Dr.ssa ROSSI, che si salutavano in maniera molto cordiale, quasi in amicizia. Si fa altresì presente che copia fotostatica degli atti in mio possesso e narrati nella presente denuncia sono stati consegnati in data 18/07/2010 anche al Dr. LALLA Procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Genova che interessato del fatto ne richiedeva copia per meglio comprendere la vicenda.

Alla luce di quanto sopra esposto sporgo denuncia per omissione di atti d'ufficio e per quanti altri reati la signoria vostra rileverà nei confronti del Pubblico Ministero titolare del fascicolo Dr.ssa MARINO e nei confronti dei Vice Procuratori Onorari presente alla prima udienza del 01/04/2010 e che dovrebbe identificarsi nella Dr.ssa "BOUDILLON" e Dr.ssa ROSSI. Chiedo altresì che copia della presente denuncia venga inviata al Ministro di Grazia e Giustizia ed al Consiglio Superiore della Magistratura. Chiedo altresì un risarcimento danni di euro 500 mila che saranno interamente devoluti agli orfani dell'Arma dei Carabinieri.

Alla data della pubblicazione di questo racconto nulla si sa del corso intrapreso dalla denuncia. Fabrizio comunque aveva compreso senza la benché ombra di dubbio due cose:

gli "intoccabili" Genovesi non amano gli appartenenti alle forze di Polizia.

se fosse stato Fabrizio a rompere i legamenti crociati al teppista, la sua carriera e la sua vita sarebbero state buttate nel gabinetto e il suo nome esposto al pubblica lapidazione.

O no?
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:23 | Message # 37
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Capitolo XXXVIII - L'iscrizione di G...... alle scuole medie."L'intoccabile" Dr.ssa SCARZELLA la partigiana. La consapevolezza parte II^. -


Premessa:

In questo capitolo verranno forniti degli indizi utili per permettere ai lettori di dilettarsi nel ruolo di detective e scoprire così i malandrini.

Alla fine di gennaio c.a. a Fabrizio viene comunicato sempre con la solita modalità (cioè usando G......), che Sabrina avrebbe iscritto la bambina alle scuole medie scegliendo in completa autonomia decisionale l'istituto scolastico che più le aggradava.

"Porca miseria ma quando la finirà di fare tutto di testa sua senza domandare niente. Le scuole medie sono importanti ti preparano al grande salto per le superiori. Bisogna essere oculati. Ne va del futuro scolastico della bambina" pensò Fabrizio tra sé e sé.

Provò due - tre volte a telefonare a Sabrina per discutere della faccenda. Vedendo che lei però non rispondeva e non lo richiamava capii che era inutile.

Lei aveva già deciso!Chiaramente in completa autonomia plagiando come al solito G....... e scegliendo come scuola media quella di Genova Pontedecimo.

"Perché la scuola di Pontedecimo? Non era neppure la scuola media presente nel quartiere di Rivarolo e che in teoria G..... avrebbe dovuto frequentare per vicinanza rispetto all'abitazione di Trasta. Perché Pontedecimo?" si domandava Fabrizio.

Decise di riprovare a dare fiducia alla Magistratura presentando uno scritto in cui narrava la vicenda ed in cui chiedeva un giudizio terzo. La indirizzò "all'intoccabile" MAZZA GALANTI che nel frattempo, come gli era stato riferito, era diventato il Presidente della Sezione Famiglia del Tribunale Civile di Genova ("giustamente" non vengono licenziati ma fanno carriera).

Testualmente scrisse:

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE CIVILE DI GENOVA - Sezione Famiglia- Dr. MAZZA GALANTI -

Il sottoscritto ADORNATO Fabrizio è assieme alla propria ex moglie MANGANO Santina affidatario della figlia minore ADORNATO G...... (la bambina vive insieme a me presso la mia residenza per circa 15 giorni al mese. Una settimana dal mercoledì alla domenica e la settimana successiva dal giovedì al venerdì sera, come stabilito dalla Corte d'Appello di Genova nel dicembre del 2007), che frequenta il 5° anno della scuola primaria presso la scuola Villa Sanguineti sita in Genova. Entro la fine del mese di febbraio c.a. la bambina deve essere iscritta alle scuole medie. Domenica 24 gennaio c.a. mia figlia mi comunicava per telefono che le avevano consegnato il foglio di iscrizione alle scuole medie ed indirizzato ad entrambi i genitori. E' da sottolineare che sino alla sera del 22 gennaio c.a. sono stato 3 giorni insieme a mia figlia. "Stranamente" la bambina si dimentica di consegnarmi il foglio. In realtà non si è trattato di una dimenticanza essendomi, come di abitudine, informato sull'andamento scolastico e su tutto quello che riguarda la scuola. Dal tono della voce scocciato, indisponente ed autoritario di mia figlia intuivo immediatamente che sarebbe accaduto quel che in altre occasioni era già successo. G...... è un mezzo utilizzato dalla genitrice per comunicarmi decisioni che entrambi invece dovremmo prendere. In realtà le prende solo lei dopo aver abilmente convinto la bambina a fare quel che lei decide e ritiene più opportuno. Nell'occasione, infatti, G...... mi informava di aver deciso autonomamente, senza essere stata influenzata da alcuno, meno che mai dalla madre, che sarebbe andata a scuola a Pontedecimo. Le rispondevo che non era una decisione spettante a lei e che ne avremmo parlato io e la sua mamma, ben sapendo e consapevole che la decisione era già stata presa dalla sig.ra MANGANO (mi è stato riferito che a metà del mese di gennaio c.a., l'hanno sentita dire fuori dalla scuola, che avrebbe iscritto la bambina alle medie a Genova Pontedecimo). La sig.ra MANGANO non sopporta in nessun modo il diritto e dovere di esercitare la patria podestà sulla bambina (riferendosi all'affidamento condiviso, al telefono, mi disse se credevo di aver vinto qualche cosa; che non sapevo cosa mi aspettasse. Il tono era intimidatorio e profetico di guai). La pressione psicologica della genitrice è tale che, nelle occasioni in cui lo ritiene necessario, la bambina agisce come un automa, interpretando un copione già vissuto in numerosissime altre occasioni. Cerca lo scontro verbale con me, al fine di avere così una giustificazione per non stare insieme. Parliamo di argomenti su cui è già stata presa una decisione. Di conseguenza se io non approvo le loro decisioni divento un "papà cattivo" e per punizione, con l'avvallo compiaciuto di sua madre, G...... non viene a casa con me. Alla luce di quanto sopra esposto chiedo a codesta spettabile A.G. di fissare al più presto, visto l'imminente scadenza temporale, un'udienza tendente a decidere dove dovrà essere iscritta G........ Da parte mia gradirei (dandone ampia spiegazione in sede di udienza) che questo avvenga presso la scuola media Andrea D'Oria-Giovanni Pascoli sita nel palazzo scolastico sede del liceo Andrea D'Oria in Genova Foce alla Via Banderali nr° 6.

Genova, li 31 Gennaio 2010.

Quando si recò in Tribunale per depositare la denuncia gli fu fatto presente che quella non era la sede idonea a valutare la sua richiesta.

Infatti codice alla mano, in base all'articolo 316 del codice civile comma 3° gli dimostrarono che era il Tribunale dei Minorenni l'organo deputato a dirimere situazioni del genere aggiungendo che se avesse consegnato a loro la denuncia sarebbe stata sicuramente archiviata.

Fabrizio ringraziando della preziosissima informazione si recò in data 3 febbraio 2010 presso il Tribunale dei Minorenni dove consegnò la denuncia. Qualche giorno dopo il Tribunale dei Minorenni dichiarando la propria incompetenza, rispedì la denuncia al Tribunale Civile Sezione Famiglia (la stessa dove si era recato da subito Fabrizio).

"Incredibile si passano la palla l'uno all'altro" penso Fabrizio.

Il particolare più strano però è che lui stesso (Fabrizio) con i suoi occhi lesse sul Codice l'effettiva competenza del Tribunale dei Minorenni.

Va bé dai su il Codice è mica il Vangelo. Uno legge e poi interpreta. Poi oltre tutto la parola minorenni è quasi uguale a civile quindi uno può anche sbagliarsi.

O no?

L'udienza venne fissata per il giorno 13 aprile 2010 innanzi alla Dr.ssa SCIRE'. Quando Fabrizio lo venne a sapere chiese in Tribunale:

"ma se l'iscrizione della bambina deve essere fatta prima della fine del mese di febbraio come si fa poi ad iscriverla successivamente?"

Gli venne risposto che la decisione del Giudice permetteva l'iscrizione anche dopo la scadenza dei termini.

Chiaramente Sabrina iscrisse G..... alla scuola da lei decisa fregandosene altamente di tutto il resto.

Fabrizio non disse niente aspettava con ansia e fiducia l'udienza.

"Caspiterina almeno questa volta quelli del Tribunale Civile Sezione Famiglia prenderanno una decisione sensata, tesa a considerare il bene del minore" andava ripetendo il coglione (Fabrizio).

Sì sì sì. Come no! Ciucciatevi di storia:

Il giorno 13 in Tribunale si presentarono Fabrizio con registratore al seguito, Sabrina ed il suo fido "azzeccagarbugli" CALCAGNO.

Fabrizio percepì, anche se non erano ancora entrati nell'ufficio del Magistrato, un'aria strana.

Un'aria fatta di fregatura, d'inganno, di accordo preventivo deciso a tavolino.

Sapete quelle sensazioni che il corpo e la mente ti trasmettono a livello inconscio e dove c'è quella vocina che ti dice:

"chiudi le chiappe. Chiudi le chiappeeee. Chiudiiiii le chiappeeeeeeeeee..........".

Sabrina e "l'azzeccagarbugli" CALCAGNO, con un guizzo degno di un 100 metrista, improvvisamente si infilarono nell'ufficio del magistrato e chiudendo la porta vi ci rimasero per circa 5 minuti.

Sembrava una riunione di carbonai.

"Mmmmmm gatta ci cova" pensò Fabrizio.

La cosa puzzava. Puzzava tremendamente e la vocina era sempre sempre più forte.

Ad un tratto la porta si aprì e fecero entrare anche Fabrizio.

Poiché palesemente Sabrina iscrivendo G....... a scuola senza il consenso e la firma di Fabrizio aveva commesso un atto non previsto ed illegale "l' azzeccagarbugli" CALCAGNO (provenendo dalla stessa scuola procedurale "dell'azzeccagarbugli" COMANDE' che consiste nel cercare di nascondere le malefatte dei loro clienti, gettando letame addosso a chi subisce un danno commesso dai loro assistiti) presentò una memoria costitutiva nella quale veniva attraverso un mare di menzogne, precisazioni inutili non pertinenti il fatto e richieste varie, dichiarato quanto segue:

In via preliminare e/o pregiudiziale si eccepisce l'improcedibilità e/o nullità e/o l'inammissibilità della domanda depositata in data 03/02/2010 dal signor ADORNATO.
Premesso che, dall'esame del corpo dell'atto depositato dal sig. ADORNATO, non è dato comprendere a quale effettiva Autorità Giudiziaria la domanda sia stata rivolta (Procura della Repubblica presso il Tribunale Civile di Genova o Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Genova?) non si può che sottolineare la palese violazione di ogni più basilare diritto di difesa, considerato che non è data sapere (se non dal biglietto di cancelleria allegato all'atto depositato dal sig. ADORNATO) quale sia stato il Giudice evocato per il presente giudizio; si avanzano, pertanto , serie perplessità senza per ora entrare nel merito della vicenda, sull'effettiva competenza del Giudice adito.
Al fine di rendere edotto codesto Illustrissimo Giudicante a riguardo dei fatti ricollegabili, sia pur in via indiretta, alle questioni concernenti il presente Giudizio non ci si può esimere dal rappresentare, in maniera estremamente sintetica, la situazione generale all'interno della quale è emerso questo ennesimo tentativo del sig. ADORNATO di aggravare i rapporti, peraltro già tesi, con la sig.ra MANGANO.
A dimostrazione di quanto detto, si porta all'attenzione dell'ill.mo Giudicante i procedimenti, in corso o già definiti, che dimostrano in maniera incontrovertibile l'estrema litigiosità del sig. ADORNATO.

PROCEDIMENTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI.

A seguito della sentenza resa dalla Corte D'appello di Genova nr° 95/2007 in relazione al procedimento di separazione giudiziale dei coniugi la scrivente difesa procedeva a notificare atto di precetto su sentenza, al fine di ottenere le somme non versate a titolo di mantenimento, da parte del sig. ADORNATO, a favore dell'esponente e della figlia G...... Il Tribunale di Chieti assegnava il quinto dello stipendio percepito dal sig. ADORNATO alla sig.ra MANGANO.

PROCEDIMENTO IN CAMERA DI CONSIGLIO PER LA RIFORMA DELLE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE.

Con ricorso depositato dall'esponente il Tribunale di Genova disponeva che il datore di lavoro del sig. ADORNATO provvedesse al versamento diretto del contributo per il mantenimento della sig.ra MANGANO e della minore G...... per la somma complessiva di euro 440, avendo il sig. ADORNATO ripetutamente omesso di versare.

PROCEDIMENTO DI DIVISIONE.
Considerato che il regime patrimoniale scelto dai coniugi era quello della comunione legale, la sig.ra MANGANO veniva a conoscenza dell'acquisto da parte del sig. ADORNATO di un immobile e della sua successiva vendita, avvenuta senza il consenso preventivo dell'esponente.
A causa di tale evento la sig.ra MANGANO provvedeva a citare in giudizio il sig. ADORNATO al fine di dichiarare nullo o comunque, di nessun effetto, l'atto di vendita stipulato dal sig. ADORNATO, poiché non convalidato dalla sig.ra MANGANO, coniuge in regime patrimoniale di comunione dei beni.
Tale giudizio pendente nanti al Tribunale di Genova vedrà la prossima udienza per le precisazioni delle conclusioni il prossimo 11 novembre 2010.

SINISTRO OCCORSO ALLA MINORE G......

Il giorno 5 settembre 2009, mentre la figlia G..... trascorreva il fine settimana con il padre, la stessa veniva aggredita da un cane di taglia media che la morsicava, provocandole lesioni giudicate guaribili in giorni 5. Avendo avuto notizia di ciò, l'esponente provvedeva immediatamente a contattare il sig. ADORNATO, al fine di ottenere informazioni precise sul fatto e sull'identità del proprietario del suddetto animale, noto al sig. ADORNATO.
Tale richiesta, in primis, era motivata dalla preoccupazione della sig.ra MANGANO in ordine all'evento occorso alla figlia, in particolare per sapere se l'animale che l'aveva aggredita fosse regolarmente vaccinato, anche al fine di valutare un'idonea profilassi necessaria per evitare alla ragazza problematiche ulteriori.
Nonostante le richieste dell'esponente, reiterate attraverso l'invio di lettera raccomandata in data 14 settembre 2009 da parte dello scrivente studio nulla è stato fatto dal sig. ADORNATO che non si è neppure premurato di rispondere alle legittime richieste di informazioni circa l'evento lesivo occorso alla figlia.

Dalla sommaria esposizione delle pregresse conflittualità emerge, a prima facie, un dato che codesto Ill.mo Giudicante non potrà non rilevare:

il procedimento instaurato in questa sede è l'ennesimo tentativo, da parte del sig. ADORNATO, di esasperare i toni in maniera del tutto ingiustificata, considerato che lo stesso è stato, a più riprese, inadempiente quanto ai suoi doveri di padre e di marito. Si sottolinea, a codesto Ill.mo Giudicante, che il sig. ADORNATO si è reso ripetutamente inadempiente nel versamento del mantenimento nei confronti della sig.ra MANGANO e della figlia G......, questione che avrà come naturale conseguenza l'avvio di un'ennesima procedura esecutiva nei suoi confronti, per il credito pregresso mai versato dallo stesso.
In particolare, il comportamento tenuto da questi negli ultimi anni ha denotato, più di una volta, un disinteresse generale nei confronti del contributo economico da lui dovuto nei confronti della minore G.......e del dovere di assistenza a favore della stessa, nelle occasioni in cui la ragazza si trovava con lui sulla base di quanto previsto nella sentenza di separazione giudiziale.
Sulla base di quanto detto, stupisce che, a fronte di una scelta effettuata dalla stessa minore volta ad iscriversi all'istituto scolastico di Genova Pontedecimo, il signor ADORNATO voglia a tutti i costi adire codesto Ill.mo Giudicante al fine di valutare l'interesse della minore, quando a più riprese lo stesso non si sia preoccupato neanche di versare il mantenimento, da lui dovuto, in favore della stessa e non si sia minimamente attivato al fine di tutelare G........ in conseguenza dell'evento lesivo occorsole, del quale si è accennato.

Venendo comunque al merito della vicenda, pur ferme le considerazioni preliminari in ordine all'eccezione di incompetenza avanzate dalla scrivente difesa, per mero tuziorismo difensivo non ci si sottrae all'analisi della questione inerente l'iscrizione della minore ADORNATO G...... all'Istituto Scolastico di Genova Pontedecimo, scelta peraltro operata nel suo esclusivo interesse e, ad oggi, non osteggiata dal padre di G......
A tale riguardo, in primis non si può che sottolineare, a prova ulteriore del comportamento del tutto illogico e censurabile del sig. ADORNATO, che l'esponente ha appreso che lo stesso fosse di diverso avviso, quanto all'iscrizione di G...... ad un Istituto Scolastico da quello scelto dalla ragazza, solo con il deposito dell'atto del 3 febbraio 2010!
Inoltre, nella scelta effettuata dalla sig.ra MANGANO l'Ill.mo Giudicante non potrà ravvisare alcun intento prevaricatore da parte della stessa, come asserito dal sig. ADORNATO, né una pressione psicologica nei confronti della minore ADORNATO G......, volta ad imporre decisioni discapito della podestà genitoriale in capo al sig. ADORNATO da esercitarsi, lo si ricorda, comunque in via condivisa con la sig.ra MANGANO.

E valga il vero!
Le intenzioni sottese all'iscrizione della minore presso l'istituto Scolastico di Genova Pontedecimo sono, molto più correttamente, legate al desiderio della ragazza di continuare a mantenere vivi i rapporti ormai consolidati con i compagni di classe delle scuole elementari, peraltro frequentate nel medesimo plesso, il che garantirebbe, inoltre, una continuità ed armoniosità nella formazione della stessa, condizioni che le sarebbero completamente precluse se fosse "costretta" ad iscriversi alla scuola media "Andrea D'oria- Giovanni Pascoli"; è bene sottolineare alI'Ill.mo Giudicante che tale istituto scolastico è sito a notevole distanza dall'abitazione ove la minore risiede stabilmente insieme alla madre, il che costringerebbe G....... ad effettuare notevoli spostamenti, ogni giorno, per raggiungere la scuola e per tornare a casa. Non si dimentichi, infatti, che la minore risiede con la madre a Genova Pontedecimo, così come stabilito dalla sentenza di separazione, confermata in sede d'appello, e non alla Foce; inoltre, l'iscrizione presso la scuola media "Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli" andrebbe a vantaggio, ad opinione della scrivente difesa, esclusivamente degli interessi del sig. ADORNATO, il quale risiede a poca distanza da tale plesso scolastico.
Sulla base di tale scelte, ovviamente, a patire i maggiori disagi sarebbe G....., la quale dovrebbe sobbarcarsi il trasporto con almeno due autobus diversi per la tratta d'andata ed altrettanti per quella di ritorno, questione la quale, ad opinione della scrivente difesa, non è certo rispondente all'interesse della minore.
Al contrario, l'iscrizione della ragazza presso la scuola media di Genova Pontedecimo è stata effettuata, da parte della signora MANGANO, esclusivamente al fine di tutelare tale interesse, volendo evitare a G...... l'onere di effettuare dei così gravosi spostamenti, non senza considerare che è stata la stessa ragazza a manifestare il desiderio di volere continuare il percorso formativo già intrapreso con le scuole elementari di Genova Pontedecimo.
A riguardo delle richieste avanzate dal sig. ADORNATO, nello scritto depositato il 3 febbraio 2010 lo stesso non riesce a giustificare in maniera oggettivamente esauriente quali siano le reali motivazioni a vantaggio di G...... per cui si intenda iscrivere la stessa presso l'istituto "Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli" se non indicando genericamente un desiderio personale del padre ed una riserva di indicazione delle motivazioni in sede d'udienza; motivazioni, si ribadisce, mai palesate in precedenza.
L'atteggiamento è, di per sé, fonte di più di una perplessità, se sol si considera che, se vi fossero stati seri motivi sottesi alla proposta di un istituto scolastico diverso da quello scelto (e per di più voluto) dalla stessa G....., non si comprende perché il sig. ADORNATO non avrebbe potuto indicarli nell'immediato alla sig.ra MANGANO, come del resto è normale aspettarsi in un regime quale quello dell'affidamento condiviso, anziché riservarsi di esporle successivamente tramite il deposito di un atto presso codesto IIl.mo Giudicante e l'instaurazione di un conseguente procedimento giudiziario. Tale scelta, ci si permette di sottolineare, appare più come un volere prendere tempo in modo da elaborare una qualche strategia successiva, senza avere la benché minima intenzione di voler garantire gli interessi della minore, bensì i propri.
Entrando nel dettaglio delle motivazioni offerte, in maniera alquanto confusa, dal sig. ADORNATO, lo stesso asserisce che la minore ADORNATO G...... " Vive insieme a me per circa 15 giorni al mese. Una settimana dal mercoledì alla domenica sera e la settimana successiva dal giovedì al venerdì sera, come stabilito dalla corte d'appello di Genova nel dicembre 2007"
.
Ebbene, dalla lettura del dispositivo della sentenza nr° 95/2007 della Corte D'appello di Genova emerge una realtà ben diversa rispetto a quella rappresentata dal sig. ADORNATO: ciò poiché, fermo restando la collocazione abitativa della minore presso la madre, viene attribuito al padre la facoltà di tenere con se la ragazza il fine settimana, in alternanza con la madre, dal venerdì, all'uscita della scuola, sino alla domenica sera; due pomeriggi infrasettimanali (andandola a prendere a scuola) fino alle 21:30, con eventuale pernottamento tra i due pomeriggi se consecutivi.
Sulla base di tale ripartizione nel diritto di visita, l'Ill.mo Giudicante non potrà non notare che, se la minore ADORNATO G...... venisse iscritta in un istituto scolastico quale l'Andrea D'oria - Giovanni Pascoli ciò comporterebbe, in primo luogo, un inutile dispendio di denaro per gli spostamenti necessari da Via San D'onà di Piave in Genova Pontedecimo, ove la ragazza risiede stabilmente con la madre, a via Bandelli ove si trova il plesso scolastico dell'Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli (il quale curiosamente, è adiacente alla residenza del sig. ADORNATO Fabrizio). In aggiunta a quanto rappresentato, elemento già di per se sufficiente a qualificare tale spostamento contrario all'interesse della minore, nonché a quello economico, non si dimentichi che tale iscrizione ad una scuola così distante dalla residenza abituale di G..... causerebbe oggettivamente delle serie difficoltà per la ragazza la quale, lo si ricorda, vede il padre in giorni e periodi limitati, come da sentenza su indicata, diversamente da quanto indicato dal sig. ADORNATO.
Pertanto G..... dovrebbe effettuare per diversi giorni al mese degli inutili viaggi da Genova Pontedecimo alla Foce, quando potrebbe più serenamente frequentare un Istituto scolastico ben più vicino casa. Pur prescindendo da queste importanti considerazioni, un altro e ben più fondamentale aspetto deve essere tenuto in conto dall'Ill.mo Giudicante nell'esaminare la presente vertenza. volendo analizzare e valutare l'interesse della minore (considerato che si è certi che sia codesto l'oggetto del contendere), si permette di richiedere, in questa sede, che il Giudice voglia disporre l'ascolto della minore (nelle modalità che l'Ill.mo Giudicante riterrà più opportune), in modo da poter stabilire direttamente con la stessa quale sia la soluzione più confacente agli interessi e al sereno sviluppo del percorso informativo della ragazza. Tale richiesta si fonda, principalmente, su una applicazione in via analogica di quanto disposto dall'art.155 sexies comma 1, ove stabilisce che " il Giudice dispone, inoltre, l'audizione del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento" disposizione la quale riprende ed attua quanto già disposto dalla normativa internazionale sui diritti dei minori di cui alla convenzione di Strasburgo del 25.01.1989, ratificata con legge 23.03.2003 nr°77 e alla convenzione di New York del 20.11.1989 ratificata con legge 27.05.1991 nr°176 (la quale attribuisce al minore, capace di discernimento, il diritto di essere ascoltato nei giudizi che lo coinvolgono).
Tale possibilità, lo si sottolinea, è demandata in ultima istanza all'apprezzamento del Giudice, soprattutto nel caso in cui il minore da ascoltare sia minore degli anni dodici ma che nonostante ciò, dimostri sufficiente capacità di discernimento Su questo ultimo aspetto, l'Ill.mo Giudicante potrà, lui stesso, valutare quanto la minore ADORNATO G..... abbia contezza della situazione che la vede, suo malgrado oggetto dell'assurdo desiderio del padre di controllare, in maniera prevaricatrice ed egoista, ogni elemento intorno a sé arrivando anche ad anteporre i propri interessi a quelli, ben più pregnanti, di sua figlia.
Dall'ascolto della minore ADORNATO G......, possibile anche attraverso una modalità protetta tramite l'ausilio di personale qualificato, l'Ill.mo Giudicante avrà sicuramente modo di appurare come la scelta consistente nell'iscrizione della ragazza presso l'istituto scolastico di Genova Pontedecimo sia stata dettata, esclusivamente, al fine di poter garantire alla stessa una continuità nel percorso educativo sino ad ora svolto, consentendole inoltre dei mantenere vivi i contatti con i compagni e le amicizie che la ragazza si è creata sin dai tempi delle scuole elementari. Una scelta diversa, consistente nell'iscrivere la minore in un istituto scolastico ben più distante dalla residenza abituale, rischiando inoltre di troncare i rapporti creatisi negli anni dell'infanzia, non avrebbe di certo un effetto positivo su G......, la quale si troverebbe inserita in un ambiente a lei estraneo, a contatto con coetanei a lei completamente sconosciuti, al solo fine di assecondare una volontà le cui ragioni sottese, ad oggi, non è dato sapere e, comunque, a totale discapito dei desideri e delle necessità di G........

Tanto premesso il sottoscritto Avvocato, nell'esclusivo interesse della propria rappresentata e, non ultimo, nell'interesse preminente della minore ADORNATO G....., rassegna le seguenti conclusioni:

voglia codesto Ill'mo Giudicante, assunti gli opportuni provvedimenti

IN VIA PRINCIPALE, PRELIMINARE E/O PREGIUDIZIALE

- accertare e dichiarare la domanda avanzata dal sig. ADORNATO Fabrizio è improcedibile e/o inammissibile e/o nulla per i motivi dedotti nel presente atto;
-conseguentemente dichiarare la propria incompetenza per materia, poiché l'oggetto della presente controversia è tale da dover essere affrontato da diverso collegio giudicante.

IN VIA SUBORDINATA E DI MERITO

- Nella denegata e non creduta ipotesi in cui codesto Ill.mo Giudicante si ritenesse competente a conoscere della controversia, accertare e dichiarare, previo ascolto, anche in via protetta, della minore ADORNATO G...... che la scelta volta ad iscrivere la stessa all'Istituto Scolastico di Genova Pontedecimo è rispondente alla tutela della minore ed all'interesse di un suo corretto ed armonioso sviluppo educativo;

- conseguentemente, respingere ogni domanda avanzata dal sig. ADORNATO Fabrizio, poiché infondata in fatto ed in diritto.

IN OGNI CASO

- con vittoria di spese, diritti ed onorari;
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:23 | Message # 38
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Genova 08 aprile 2010.

Avvocato Annamaria CALCAGNO.

Leggendo la memoria costitutiva Fabrizio capì subito che direzione le due donne erano intenzionate a far prendere alla faccenda. Nonostante il momento fosse poco allegro però il suo spirito goliardico sempre presente avrebbe voluto uscire fuori e dire, per deriderla un pochino, "all'azzeccagarbugli" a proposito della sua memoria:

"Suvvia "azzeccagarbugli" per darsi un tono in due occasioni a scritto primis. Se ci buttava anche un secondis ed un terzis non era meglio? Giusto per variare un pochino la zuppa?

Ma il tuziorismo è parente del meteorismo?

In certi passaggi incredibilmente per proteggere la sua cliente sembrava quasi il bue che dà del cornuto all'asino!

Illustrissimo. Illustrissimo. Illustrissimo. Mamma mia quante volte la prego basta con queste leccate di .... "all'intoccabile"! La imploro riponga la lingua, asciughi la bava e si dia un contegno!

A natale cara "azzeccagarbugli", visto che ha difficoltà a capire quanti giorni io e G..... stiamo insieme al mese, organizzerò una colletta per regalarle un bellissimissimo pallottoliere. Sa di quelli colorati con le palline in legno che se le tocchi girano e che quando le vedi girare torni bambino. Mi faccia sapere se ha qualche preferenza per i colori vedrò di venirle incontro. Se caso mai non bastasse il pallottoliere cercherò di regalarle una serie di ripetizioni di matematica alla CEPU così stiamo tranquilli e non ne parliamo più! Contenta?

Ripete per ben due volte nel volgere di undici righe il concetto dei dodici anni. Prima Illustrissimo, adesso invece sembra che tratti velatamente "l'intoccabile" come una persona un po’ arteriosclerotica, dura di comprendonio, disattento o ancor peggio ignorante in materia e quindi non a conoscenza della normativa di cui alla convenzione di Strasburgo ratificata dalla convenzione di New York. Per tranquillizzarla sappia cara "azzeccagarbugli" che tale convenzione e talmente di dominio pubblico e quindi sulla bocca di tutti che ieri al mercato comunale di P.zza Palermo due non più giovani massaie sono venute alle mani disquisendo proprio sulle suindicate normative riguardanti i diritti dei minori.

Scusi "azzeccagarbugli" ma per par condicio non dovrebbe essere anche questo, eventuale altro collegio giudicante, chiamato Illustrissimo. Speriamo che non se la prendano a male e non si sentano sminuiti rispetto al loro collega. Soprattutto che non la prendano in antipatia. Speriamo perché altrimenti sono tutti ....... suoi ed io non voglio assolutamente che lei Ill.ma venga penalizzata per questa quisquilia. No no non lo voglio proprio".

Che bricconcello questo Fabrizio. Poteva andare avanti ore se non fosse stato per il fatto che "l'azzeccagarbugli" CALCAGNO scrivendo delle menzogne in qualche modo era riuscita almeno temporaneamente a disturbare questo spirito giocoso.

MENZOGNE SCRITTE "DALL'AZZECCAGARBUGLI" CALCAGNO:

non senza considerare che è stata la stessa ragazza a manifestare il desiderio di volere continuare il percorso formativo già intrapreso con le scuole elementari di Genova Pontedecimo.

G...... non ha assolutamente frequentato le scuole elementari a Genova Pontedecimo, ma le ha frequentate a Genova Fegino. Le due scuole distano l'una dall'altra circa 8 chilometri.

da Via San Dona' Piave in Genova Pontedecimo, ove la ragazza risiede stabilmente con la madre, etc etc etc.........

Via san D'onà di Piave non si trova a Genova Pontedecimo ma a Genova Rivarolo. Effettivamente consultando "TUTTO CITTA", possiamo renderci conto attraverso le cartine topografiche che la via sopra indicata non è assolutamente compresa nel quartiere di Genova Pontedecimo. I due quartieri oltretutto non confinano nemmeno.

G...... non risiede stabilmente con la madre ma vive, dal 2007, quattordici - quindici giorni al mese con il padre.

Le intenzioni sottese all'iscrizione della minore presso l'istituto Scolastico di Genova Pontedecimo sono, molto più correttamente, legate al desiderio della ragazza di continuare a mantenere vivi i rapporti ormai consolidati con i compagni di classe delle scuole elementari, peraltro frequentate nel medesimo plesso, etc etc etc..................

l'Ill.mo Giudicante avrà sicuramente modo di appurare come la scelta consistente nell'iscrizione della ragazza presso l'istituto scolastico di Genova Pontedecimo sia stata dettata, esclusivamente, al fine di poter garantire alla stessa una continuità nel percorso educativo sino ad ora svolto, consentendole inoltre dei mantenere vivi i contatti con i compagni e le amicizie che la ragazza si è creata sin dai tempi delle scuole elementari.

Domanda:

Come poteva G...... avere il desiderio di continuare a mantenere vivi i contatti con i compagni di classe se nessuno di loro, a parte una bambina e per giunta neanche la sua amica del cuore, sarebbero stati iscritti in quella scuola?

Anche in questo caso, come prima, "l'azzeccagarbugli" cerca di far credere che si tratti della stessa scuola e che ci saranno gli stessi compagni?

Fabrizio avrebbe voluto alzarsi e dire:

"Cara "azzeccagarbugli" una volta per tutte G..... non avrebbe mai potuto frequentare le medie nello stesso plesso scolastico in cui aveva frequentato le elementari. Era praticamente impossibile poiché le due scuole distano circa otto chilometri l'una dall'altra. Anche con tutta la buona volontà un edificio lungo otto chilometri non lo hanno ancora eretto. Però dopo il ponte sullo stretto di Messina ed i lavori sulla Salerno - Reggio Calabria nulla vieta pensare che un'impresa del genere potrebbe anche suscitare l'interesse di qualche persona. Che so magari un'investitore estero, qualche sceicco arabo smanioso di liberarsi degli spiccioli che gli ingombrano le tasche. Si sbrighi "azzeccagarbugli" CALCAGNO altrimenti va a finire che le soffiano la dritta"!

E se "l'azzeccagarbugli" con plesso scolastico intendeva dire come da dizionario della lingua italiana: Insieme di organi o di elementi che cooperano allo svolgimento di un'attività che significa una cosa diversa rispetto alla certezza popolare

, la considerazione di Fabrizio con annesse battute era sbagliata.

E se era sbagliata allora.........

Domande:

Se "l'azzeccagarbugli" conosce i significati della parola plesso, perché portarlo come riferimento ed attribuirgli una motivazione molto importante per l'iscrizione di G..... a Pontedecimo quando in realtà non è così?

Non è che "l'azzeccagarbugli" ha cercato di fare la "furba"?

Da questa manovra linguistica un po' ambigua "l'azzeccagarbugli" sperava forse, traendone vantaggio, che il Magistrato non conoscesse e soprattutto non andasse a controllare sul dizionario il significato della parola plesso e giudicando quindi erroneamente che si trattasse fisicamente dello stesso edificio ?

Può essere stato "l'azzeccagarbugli" tratto in inganno da Sabrina circa l'ubicazione della scuola elementare frequentata da G......?

Una scelta diversa, consistente nell'iscrivere la minore in un istituto scolastico ben più distante dalla residenza abituale,......

Domande:

Dimorando in due abitazioni diverse quale sarà la scuola più distante?

(La residenza abituale della Foce dista dalla scuola della Foce circa 200 metri. Quella abituale di Trasta dista dalla scuola di Pontedecimo sei chilometri !)

Perché "l'azzeccagarbugli" continua ad insistere "dalla residenza abituale" ben sapendo che G..... ha due residenze abituali?

ma sopratutto:

Perché "l'azzeccagarbugli" CALCAGNO nella sua memoria costitutiva non spiega "all'Ill.mo" come mai Sabrina non aveva provveduto a contattare Fabrizio per discutere con lui dell'iscrizione di G..... a scuola?

Mentre Fabrizio leggeva ed in parte goliardicamente pensava arrivò un colpo di scena non male:

il Magistrato davanti a cui si trovavano non era la designata Dr.ssa SCIRE ma si trattava della Dr.ssa SCARZELLA.

Fabrizio chiese lumi alla Dr.ssa sul cambiamento ma gli fu risposto genericamente che era lei il Magistrato deputato a giudicare il fatto. Non che per Fabrizio cambiasse qualche cosa visto e considerato che non conosceva nessuno dei due Magistrati. Però..............

Da subito Fabrizio non poté fare a meno di notare un certo atteggiamento per così dire "partigiano", nei confronti di Sabrina, da parte "dell'intoccabile" Dr.ssa SCARZELLA (e si ragazzi e ragazze prima non era una intoccabile ora purtroppo lo è diventata ed anche in pompa magna).

Un ulteriore prova a favore della vocina di prima (ricordate, chiudi le .........) arrivò quando ad un certo punto Sabrina disse testualmente:

"DOTTORESSA AVERE L'AFFIDAMENTO CONDIVISO CON UN UOMO COSI' MI CREDE E' UNA CROCE"

"l'intoccabile SCARZELLA" ribatté:

"VA BE COMUNQUE PURTROPPO E LO SO PERO' SIGNORA!"

Per un'attimo sembrò quasi che il tempo si fosse fermato al momento in cui le parole di cui sopra accompagnate da uno sguardo d'intesa e di reciproco sostentamento vennero scambiate tra le due donne. Il tutto chiaramente non sfuggì a Fabrizio che immediatamente chiese, con decisione e cortesia, testualmente "all'intoccabile":

"MI SCUSI DOTTORESSA LO SA' CHE COSA. NO NO MI SCUSI LO SA CHE COSA. LO SA CHE COSA CHE E' UNA CROCE ESSERE CON UNO COME ME"

"Intoccabile SCARZELLA":

"SARA' UNA CROCE PER ENTRAMBI"

Fabrizio ironicamente:

"A ECCO NO NO AVEVO CAPITO MALE MI PERDONI. AVEVO CAPITO MALE PENSAVO CHE INTENDESSE DIRE CHE ERA SOLO LA MIA LA CROCE DOTTORESSA "

Comunque grande vocina. Aveva proprio ragione!!!

Durante l'udienza "l'intoccabile" seguì con attenzione quanto riferito da Sabrina trascrivendo testualmente:

La signora MANGANO dichiara" la bambina è affidata congiuntamente ad entrambi i genitori con collocazione presso di me e frequentazione del padre per due giorni alla settimana oltre i fine settimana alternati; io risiedo a Trasta, Rivarolo, e ho iscritto mia figlia alla scuola media di Pontedecimo perché è vicina alla piscina dove è stata iscritta per un corso di nuoto; per raggiungere la scuola impieghiamo circa 10 minuti prendendo un solo autobus, il n.63; faccio presente che per me sarebbe molto problematico portarla a scuola alla Foce presso il D'Oria, perché sono senza macchina e dovrei prendere tre mezzi: un autobus fino alla metropolitana, un altro autobus per raggiungere la scuola da piazza De Ferrari alla Questura. Preciso inoltre che una sua amica nonché compagna di scuola andrà alla medesima scuola media di pontedecimo, mentre non conosce nessuno che sia iscritto al D'Oria; mia figlia preferiva essere iscritta a Pontedecimo e quando l'ha comunicato al padre ci sono state delle scenate, così come era successo in occasione della prima Comunione lo scorso anno".

Mi permetto di fornire voi investigatori alla ricerca dei malandrini di un particolare. Quando "l'intoccabile" nel verbale trascrive:

............io risiedo a Trasta, Rivarolo, e ho iscritto mia figlia alla scuola media di Pontedecimo perché è vicina alla piscina dove è stata iscritta per un corso di nuoto;

spacciandola come una dichiarazione di Sabrina nella realtà, e ciò si sente benissimo nella registrazione dell'udienza, non è vera. Sabrina infatti riferisce che iscriverà G..... ad un corso di nuoto. Per "l'intoccabile" la futura - probabile - possibile - ipotetica iscrizione di G...... a nuoto è già diventata nella sua trascrizione del verbale la frequentazione di un corso di nuoto da parte della bambina. Forse non ha capito ed ha trascritto una cosa sbagliata. Questa però a tutti gli effetti è una dichiarazione resa da Sabrina. Lei l'ha firmata. Quindi se non è vera è Sabrina che ne dovrebbe rispondere. Però c'é la registrazione che la scagiona e che certifica invece l'errore "dell'intoccabile".

"Sembra una banalità il fatto che la bambina frequenti o meno una piscina di fronte alla decisione che riguarda il suo futuro scolastico" si potrebbe pensare.

Invece..............

Domande:

faccio presente che per me sarebbe molto problematico portarla a scuola alla Foce presso il D'Oria, perché sono senza macchina e dovrei prendere tre mezzi: un autobus fino alla metropolitana, un altro autobus per raggiungere la scuola da piazza De Ferrari alla Questura. Perché Sabrina, nel narrare un viaggio stile tradotta Siberiana e necessario per portare G...... a scuola alla Foce, omette di dire che lei abita a 5/10 minuti di strada percorsa a piedi dalla stazione dei treni di Genova Bolzaneto?

E' vero che da detta stazione vi è un convoglio metropolitano ogni 20/30 minuti che nel giro di 15/20 minuti l'avrebbe trasportata seduta comodamente in stazione a Genova Brignole?

E' vero che la stazione di Brignole si trova proprio di fronte, a cinque minuti di strada percorsa a piedi, alla scuola Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli?

E' vero che da casa sua in trenta minuti poteva essere a scuola alla Foce?

Se tutto ciò è vero perché Sabrina ha prospettato il viaggio come "un calvario"?

mia figlia preferiva essere iscritta a Pontedecimo e quando l'ha comunicato al padre ci sono state delle scenate,

Allora è vero quando Fabrizio dice che è la bambina a comunicargli le decisioni prese in assoluta autonomia da Sabrina?

Le dichiarazioni di Fabrizio "l'intoccabile" le seguì sul disinteressato andante trascrivendo testualmente:

Sentito il signor ADORNATO dichiara:

"io contesto soprattutto che la MANGANO non abbia concordato con me l'iscrizione presso la scuola di Pontedecimo, io ne sono venuto a conoscenza direttamente da mia figlia a fatto compiuto; io sto versando con trattenuta diretta 440,00 euro al mese per mia figlia e mia moglie, mia moglie invece non lavora e preferisce che io la mantenga; io sono maresciallo capo dei carabinieri, lavoro fuori Genova e ho grosse difficoltà ad accompagnare mia figlia fino a Pontedecimo dal momento che abito alla Foce, io ho la macchina.

Fabrizio leggendo il verbale al momento della firma notò subito come "l'intoccabile" di quanto da lui detto aveva trascritto un bignami del bignami del bignami del ...

Avrebbe anche voluto farlo presente ma tanto non sarebbe cambiato nulla. Sembrava che tutto fosse già stato deciso e quella era solo una udienza farsa.

La definitiva certezza arrivò quando volendo fare una prova, giusto per essere certissimissimo dei suoi sospetti, chiese "all'intoccabile" di aggiungere al verbale la frase che secondo lui l'Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli era una scuola migliore di quella di Pontedecimo.

"L'intoccabile" guardandolo malissimo lo aggiunse a penna con la stessa voglia con cui chiunque di noi infilerebbe le dita nel naso ad un'altra persona.

La frase trascritta era:

Ritengo inoltre che il D'Oria sia una scuola migliore di quella di Pontedecimo

Fabrizio sorrise ed il suo sorriso venne scambiato per un ringraziamento.

In realtà il suo era un sorriso ironico. In tasca teneva ben acceso e sopratutto ben stretto il suo fido registratore con cui aveva immortalato su nastro l'intero svolgimento dell'udienza e dal quale si poteva evincere benissimo come "l'intoccabile" avesse trascritto il niente di ciò che era stato da lui affermato.

Dopo appena tre giorni "l'intoccabile" SCARZELLA promulgò il suo pensiero:

"Rilevato nel merito che la scelta della scuola adottata dalla madre è quella che maggiormente è in grado di salvaguardare l'interesse della bambina data la prossimità della scuola all'abitazione, alla piscina dove la minore segue un corso di nuoto e la possibilità di mantenere contatti con compagni ed amicizie della scuola elementare, rilevato che il ricorso va per tanto respinto, con conseguente condanna del ricorrente alla rifusione delle spese di lite;

P. Q. M

respinge il riscorso; condanna il ricorrente a rifondere a parte resistente le spese di lite che liquida in complessivi Euro 300,00 (trecento) per diritti ed onorari oltre spese generali, I.V.A. e C.P.A. di legge. Genova 16.04.2010".

Metabolizzata la sentenza? Siete pronti? Allora possiamo iniziare:

"Rilevato nel merito che la scelta della scuola adottata dalla madre è quella che maggiormente è in grado di salvaguardare l'interesse della bambina data la prossimità della scuola all'abitazione,

Domanda:

Se giustamente "l'intoccabile" decide di tenere in considerazione la prossimità dell'abitazione alla scuola perché non ha scelto la scuola Andrea D'Oria - Giovanni Pascoli che dista duecento metri dall'abitazione di Fabrizio dove G...... vive per quindici giorni al mese?

alla piscina dove la minore segue un corso di nuoto,

Domande:

Con quali prove asserisce che G...... frequentava un corso di nuoto?

Avrà chiesto a Sabrina di mostrarle l'iscrizione di G...... presso la piscina sportiva?

E' giusto motivare la decisione, a favore di una scuola invece che per un'altra, usando come giustificazione la vicinanza o meno ad una piscina sportiva?

Quella piscina sportiva è l'unica presente nel comune di Genova?

Vicino alla scuola "Andrea D'Oria - Giovani Pascoli - vi sono piscine sportive?

"L'intoccabile" avrà verificato il metodo di insegnamento applicato nelle due scuole?

E' possibile comprendere e tollerare che nella decisione "dell'intoccabile" non si faccia il ben che minimo accenno alla didattica ed alla metodologia di insegnamento applicata nei due Istituti?

Le prime due domande sarebbero inutili considerando che come detto in precedenza Sabrina non ha mai iscritto G..... in piscina. Le ho volute però porre per evidenziare quanto "l'intoccabile" sia pressapochista e superficiale e basi una parte della sua decisione sulla sua superficialità e pressappochismo.

e la possibilità di mantenere contatti con compagni ed amicizie della scuola elementare

Domande:
Usando il plurale "l'intoccabile" intende dire che più di un compagno di classe di G..... delle scuole elementari sia stato iscritto alla scuola di Pontedecimo?

Avrà "l'intoccabile" verificato se effettivamente i compagni di scuola delle elementari di G..... erano stati iscritti presso la scuola di Pontedecimo?

Ad onor del vero per spezzare una lancia a favore "dell'intoccabile" nelle memorie "l'azzeccagarbugli" CALCAGNO aveva scritto:

Le intenzioni sottese all'iscrizione della minore presso l'istituto Scolastico di Genova Pontedecimo sono, molto più correttamente, legate al desiderio della ragazza di continuare a mantenere vivi i rapporti ormai consolidati con i compagni di classe delle scuole elementari,........

Domande:

Non è che "l'intoccabile" ha fatto propria la bugia circa i fantomatici compagni di classe di G..... che sarebbero stati iscritti nella stessa scuola ma che in realtà non lo sono stati?

Se così fosse ha fatto propria la bugia perché è caduta in un tranello oppure l'ha fatto sapendo che non era vero?

Domandona finale:

"L'intoccabile" avrà svolto tutti gli accertamenti necessari per il bene di G..... svolgendo appieno il suo compito per il quale è oltretutto lautamente stipendiato?

Leggendo comodamente seduto sul divano la motivazione data "dall'intoccabile" Fabrizio rimase impassibile. Ormai nulla poteva scalfirlo. Ad un certo punto si mise addirittura a ridere a crepapelle. Quella sentenza era la dimostrazione inequivocabile che non si poteva e non si doveva andare avanti in quelle condizioni.

Quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare. Molti nemici molto onore e così via...............

Fabrizio ebbe anche l'impressione "leggendo tra le righe" che quella sentenza volesse fargli giungere un messaggio ben più profondo, il cui tenore, lui lo riassumeva così:

"NON ROMPERE PIU' I MARRONI! CIO' CHE LA TUA EX MOGLIE DECIDE PER LA BAMBINA VA BENE E TU NON DEVI PERMETTERTI DI CONTRADDIRLA. NON TI VENGA PIU' IN MENTE DI SPORGERE DENUNCE E DISTURBARCI E PER ESSERE CERTI CHE IL MESSAGGIO TI SIA GIUNTO FORTE E CHIARO ADESSO SALDA LA PARCELLA DELL'AVVOCATO DELLA TUA EX MOGLIE E LE SPESE CHE SONO STATE SOSTENUTE DALLO STATO PER QUESTO TUO RICORSO".

O no?

Oltretutto "l'intoccabile" oltre a dare delle motivazioni che sembrano partorite da una mente ...... non sono neanche vere.

Infatti, e questo grazie sempre al fido registratore di Fabrizio, sono in grado di riferirvi che all'udienza si sente distintamente la sua voce (Fabrizio) spiegare "all'intoccabile" che:

G..... non ha mai frequentato e non frequenta nessun corso di nuoto.

G..... frequenta da circa due anni una palestra di Kung Fù alla Foce. E' sempre stata accompagnata (quindi andandola a prendere e riaccompagnandola a casa da Sabrina) da Fabrizio. Sabrina infatti, nonostante lo sport e la palestra siano stati scelti da G....., non l'ha mai accompagnata. Troppo lontano. Troppa fatica. Troppo sbattimento. Chiaramente iscrizione, certificato medico e retta mensile sono sempre stati completamente a carico di Fabrizio.

solo una compagna di classe di G..... delle elementari e neanche l'amica del cuore, sarebbe stata iscritta nella scuola di Pontedecimo. Tutti gli altri compagni erano stati iscritti in scuole differenti.

Tutto questo e molto altro chiaramente nel verbale non fu riportato, quindi può essere che "l'intoccabile" rileggendo i verbali e non trovandone menzione non si sia ricordato di quanto detto.

Vogliamo stare a sindacare anche su questo. Eh suvvia. Dai!!!

"Però che disdetta!!! Meno male che c'era la cassetta registrata" pensò Fabrizio

Domanda:

Ma ascoltando il racconto di Fabrizio perché "l'intoccabile" non chiese subito a Sabrina se era vero che solo una compagna di classe delle elementari di G....... era stata iscritta alla scuola di Pontedecimo?

Se "l'intoccabile" non ricorda a distanza di due giorni (tempo trascorso dall'udienza alla emissione della sentenza) i particolari dei fatti che gli vengono raccontati, perché non li scrive nei verbali così non li dimentica?

Domandona che va oltre la domadona finale:

Ammesso e non concesso che "l'intoccabile" sia genitore, a parti invertite, che cosa avrebbe pensato leggendo una sentenza del genere? Quale sarebbe stato il suo giudizio sull'estensore della sentenza?

Ma soprattutto quale è il vostro giudizio?

Fabrizio dal suo punto di vista decise che "l'intoccabile" non potesse e dovesse rimanere impunito e per questo in data 17 maggio presentò una denuncia.

Il giorno 17 Maggio 2010 alle ore 10.10 negli Uffici del Comando Stazione Carabinieri di Genova San Martino, avanti al sottoscritto Ufficiale di P.G. M.C. ............omissis effettivo al reparto in epigrafe è presente il nominato in oggetto (ADORNATO Fabrizio n.d.r.), il quale denuncia quanto segue:

"Sono legalmente separato dal 2005/2006 da MANGANO Santina nata a Genova il 21/11/1966 e dalla nostra unione è nata una bambina di nome G..... in data 17/06/1999. La minore è affidata ad entrambi con sentenza della Corte di Appello di Genova in 06/12/2007 infatti la bambina vive presso la mia residenza per 15 giorni al mese. In data 24 Gennaio C.A. mia figlia mi comunicava che la madre (MANGANO Santina) l'aveva iscritta alle scuole medie a Genova Pontedecimo. Io le rispondevo che non era una decisione che doveva prendere da sola la madre e che in realtà avremmo dovuto parlarne io e la madre avendo l'affidamento condiviso. La mia ex moglie, come già successo in altre occasioni in cui dovevamo prendere delle decisioni insieme in realtà le prendeva solo lei usando poi per comunicarmele nostra figlia. Poiché accertato che la sig.ra MANGANO non era intenzionata a confrontarsi con me circa l'iscrizione della bambina decidevo di presentare una denuncia circostanziata alla Sezione famiglia del tribunale di Genova e precisamente al Dr. MAZZA GALANTI che ritenevo fosse il presidente della predetta sezione. Recatomi in data presso il Tribunale di Genova l'addetto alla ricezione delle Istanze mi faceva presente che in base all'art. 316 del C.C. non era tale tribunale competente per la diatriba e mi consigliava di depositare la mia denuncia presso il tribunale per i minorenni di Genova cosa che facevo in data 03 febbraio 2010. A seguito della valutazione di quanto da me denunciato il predetto Tribunale stabiliva la sua non competenza nello specifico e rinviava l'atto alla Sezione Famiglia del Tribunale di Genova - Ufficio Tutele. Tale Ufficio fissava un udienza per il giorno 13 Aprile 2010 alle ore 09.30 per la comparizione delle parti aventi alla Dott. SCIRE'. In data 13 Aprile 2010 alle ore 09.15 mi presentavo al sesto piano della Procura di Genova Presso l'ufficio del suddetto giudice e mi fermavo nel corridoio antistante il predetto ufficio. La mia ex moglie ed il suo Avv. Annamaria CALCAGNO arrivavano ed entravano in un ufficio affianco dove rimanevano per circa cinque minuti chiusi all'interno. Ad un certo punto usciva l'Avvocato che mi invitava ad entrare. Entrato nell'ufficio notavo che non si trattava della Dott. SCIRE' ma ben si della Dr.ssa SCARZELLA come riportato sulla targa all'ingresso dell'ufficio. Chiedevo spiegazioni in ordine al fatto che la citazione era per un udienza di fronte alla dott. SCIRE' e la stessa Dott.ssa SCARZELLA mi diceva che era lei che avrebbe trattato il caso. Iniziata l'udienza la dottoressa SCARZELLA identificava i presenti ed iniziava ad ascoltare la mia ex moglie che forniva una sua versione delle motivazioni che avevano portato ad iscrivere mia figlia presso la scuola di Pontedecimo senza precisare delle motivazioni che l'avevano portata a non informarmi delle sue decisioni. La Dott.ssa SCARZELLA a quel punto mi chiedeva come mai io volessi iscriverla presso un'altra scuola e facevo quindi presente che la scuola da me proposta era sicuramente migliore rispetto a quella proposta dalla mia ex moglie, risulta più vicino alla mia abitazione e la bambina poteva da casa mia arrivare anche a piedi alla scuola da sola vista la sua età. Facendo ben presente che io mi sono sempre occupato del portare la bambina a scuola sia quando non avevo l'affidamento condiviso e per tanto due giorni la settimana e poi da quando la bambina rimane con me quindici giorni al mese l'ho sempre accompagnata a scuola a Bolzaneto zona Fegino con grandi sacrifici legati alla distanza sia dalla mia abitazione che dalla mia sede di lavoro. Facevo presente alla Dr.ssa SCARZELLA e più volte che la mia ex moglie non solo non mi aveva interpellato ma che non svolge nessuna attività lavorativa per cui possa essere limitata ad accompagnare la bambina nella scuola da me proposta. Nella motivazione proposta da mia ex moglie vi erano anche i fatti che l'avrebbe iscritta in Piscina vicina alla scuola da lei proposta e che presso tale scuola vi erano dei suoi attuali compagni di scuola. Rispondevo a tali dichiarazioni dicendo che se era un problema nell'area vicino alla Scuola Giovanni Pascoli da me proposta vi è la piscina di Carignano poco lontana e che presso la scuola proposta dalla mia ex moglie solo un attuale compagno di classe della nostra figlia vi si è iscritto. Precisavo inoltre che la mia ex moglie non si è mai occupata dell'attività fisica di nostra figlia infatti solo io l'ho iscritta da due anni presso una palestra nella zona Foce dove la bambina frequenta il lunedì ed il venerdì a mie spese corsi di Kung Fu. La Dott.ssa SCARZELLA redigeva personalmente l'atto dell'udienza ed al momento in cui rileggevo le dichiarazioni da me rese oltre ad altre lacune facevo ben presente che non era stato riportata la mia dichiarazione dove dicevo che la scuola Giovanni Pascoli secondo me era un Istituto migliore di quella di Pontedecimo ed a quel punto la Dott.ssa a penna aggiungeva la presente dicitura "Ritengo inoltre che il D'Oria sia una scuola migliore di quella di ponte decimo". Sono in possesso di una registrazione da me effettuata la mattina dell'udienza da cui si più estrapolare le mie complete dichiarazioni non trascritte dalla Dott.ssa SCARZELLA la quale in data 16 Aprile 2010 sciogliendo la riserva e dichiarando la propria competenza ex art. 337 c.c. respingeva il ricorso.

Premesso quanto sopra chiedo si proceda a norma di legge nei confronti della Dott.ssa SCARZELLA e di quanti altri concorrenti eventualmente vengano identificati per tutti i possibili reati che si ravvisino. Inoltre chiedo che la presente denuncia sia inviata al Ministro di Grazia e Giustizia ed al Consiglio Superiore della Magistratura a cui fornirò copia della registrazione dell'udienza tenuta in data 13.04.2010 oggetto della denuncia in quanto già in precedenti occasioni non da me denunciate i magistrati del Tribunale Civile di Genova hanno omesso e commesso degli errori grossolani ad esclusivo vantaggio della mia ex moglie ed anche di queste situazioni sono in possesso di prove che eventualmente se necessarie per attestare la veridicità di quanto da me denunciato potrò fornire . Allego in copia la denuncia da me depositata presso il tribunale per i Minorenni e copia del verbale con relativa sentenza di cui sopra. Chiedo altresì di essere informato dell'eventuale archiviazione della presente denuncia ai sensi dell'art. 408 comma 2 c.c.p.

In data 20 ottobre scorso Fabrizio, dopo aver ponderato a lungo l'operato "dell'azzeccagarbugli" CALCAGNO rileggendo attentamente quanto da lei trascritto nella memoria costitutiva consegnata "all'intoccabile" SCARZELLA, decise di presentare una denuncia nei suoi confronti per il reato di FALSITA' IDEOLOGICA COMMESSA DAL PRIVATO IN ATTO PUBBLICO.

Nello specifico:

"Il sottoscritto ADORNATO Fabrizio nato a Genova in data 23/10/1965 ivi residente alla via C.F.Aprile 6/8 denuncia quanto segue: a seguito dell'iscrizione di mia figlia G..... ADORNATO alle scuole medie effettuata dalla mia ex moglie MANGANO Santina nata a Genova in data 21/11/1966 senza avere il mio consenso, (necessario in quanto separati con regime di affidamento condiviso per quanto riguarda la minore) presentavo un esposto alla Procura della Repubblica di Genova. In data 13 aprile 2010 al momento dell'udienza tenutasi innanzi alla Dr.ssa SCARZELLA del Tribunale Civile Sezione Famiglia il legale della mia ex moglie avvocato Anna Maria CALCAGNO presentava una memoria costitutiva in cui sosteneva a difesa dell'operato della sua cliente anche delle affermazioni false. Precisamente all'interno della memoria costituiva l'avvocato Anna Maria CALCAGNO dichiarava che:

non senza considerare che è stata la stessa ragazza a manifestare il desiderio di volere continuare il percorso formativo già intrapreso con le scuole elementari di Genova Pontedecimo……………

da Via San Dona' Piave in Genova Pontedecimo, ove la ragazza risiede stabilmente con la madre,…………

Le intenzioni sottese all'iscrizione della minore presso l'istituto Scolastico di Genova Pontedecimo sono, molto più correttamente, legate al desiderio della ragazza di continuare a mantenere vivi i rapporti ormai consolidati con i compagni di classe delle scuole elementari, peraltro frequentate nel medesimo plesso, ..................

l'Ill.mo Giudicante avrà sicuramente modo di appurare come la scelta consistente nell'iscrizione della ragazza presso l'istituto scolastico di Genova Pontedecimo sia stata dettata, esclusivamente, al fine di poter garantire alla stessa una continuità nel percorso educativo sino ad ora svolto, consentendole inoltre di mantenere vivi i contatti con i compagni e le amicizie che la ragazza si è creata sin dai tempi delle scuole elementari………………

Poiché appare evidente dalla lettura di quanto sopra che:

mia figlia G..... avrebbe frequentato negli anni passati le scuole elementari nello stesso plesso in cui la mia ex moglie MANGANO Santina ha iscritto quest'anno la bambina alle scuole medie;

via San Donà di Piave risulta trovarsi nel quartiere di Genova Pontedecimo;

l'iscrizione presso la scuola media di Genova Pontedecimo è stata fatta per permettere alla bambina di continuare a coltivare le amicizie che si era creata sin dai tempi delle scuole elementari.

In considerazione del fatto che queste affermazioni sono false, in quanto:

G..... ha frequentato le scuole elementari presso la scuola Villa Sanguineti sita in Via dei Mulinussi a Genova Rivarolo - Fegino mentre l'istituto scolastico in cui è stata iscritta alle medie si trova in P.zzale Attilio GHIGLIONE nr°2-A a Genova Pontedecimo. Le scuole oltre che separate fisicamente da circa 8 chilometri di distanza sono facenti parte di due distretti scolastici distinti e separati;

via San Donà di Piave si trova nel quartiere di Genova Rivarolo, più precisamente a Trasta (il quartiere di Rivarolo non confina con il quartiere di Pontedecimo essendoci in mezzo il quartiere di Bolzaneto);

solo una compagna di classe delle elementari è iscritta alle scuole medie di Genova Pontedecimo con mia figlia. Il gruppo più nutrito di ex compagni di classe di G..... alle elementari e costituito da sei bambini è iscritto alla scuola media di Genova Rivarolo.

Alla luce delle precisazioni di cui sopra e poiché le affermazioni mendaci sono state, come detto in precedenza, presentate all'interno di una memoria costitutiva che venne consegnata alla Dr.ssa SCARSELLA in occasione dell'udienza tenutasi in data 13 aprile 2010 avanti a lei per fatti che mi vedevano parte lesa, sporgo denuncia nei confronti dell'avvocato Anna Maria CALCAGNO per il reato di:

"FALSITA' IDEOLOGICA COMMESSA DAL PRIVATO IN ATTO PUBBLICO" art 483 C.P. .

Chiedo che copia della presente denuncia sia inviata al Ministro di Grazia e Giustizia ed all'Ordine degli Avvocati di Genova.

Chissà come finirà? Mah! Le uniche certezze sono che G.... attualmente sta frequentando la scuola media di Pontedecimo, che agli "intoccabili" i padri separati non sono sicuramente simpatici e che "l'azzeccagarbugli" CALCAGNO ha già provveduto ad inviare la parcella a Fabrizio.
 
dibattitopubblDate: Sabato, 18/06/2011, 05:23 | Message # 39
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Capitolo XXXIX - This is the end -

Ebbene miei cari lettori siamo giunti al termine di questa vicenda. Chiaramente avrete capito che io sono Fabrizio. Se così non fosse sveglia, anche perché non lo voglia il Signore ma i prossimi a cadere nelle fauci degli "intoccabili" potreste essere voi.
Nessuno può dichiararsi immune dalle loro nefandezze. Ricordatelo nessuno!
Per quanto mi riguarda, come avete letto, dopo aver provato in tutti i modi ad ottenere Giustizia ho compreso, poiché voglio Giustizia, che solo con un forte gesto di disobbedienza civile, quale sarà lo sciopero della fame portato sino all'estrema conseguenza abbinato alla mia diserzione dall'Arma dei Carabinieri, potrò forse scuotere le coscienze di chi ha i mezzi per poter ancora fermare gli "intoccabili".

Vi riporto per intero la lettera che ho scritto al Presidente della Repubblica e per conoscenza al Presidente del Consiglio, al Ministro della Difesa, al Ministro di Grazia e Giustizia ed al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri:

Illustre Signor Presidente,

Mi chiamo Fabrizio ADORNATO, nato a Genova in data 23/10/1965 ivi residente, padre separato di G..... una splendida bambina di anni 11 di cui ho l’affidamento condiviso e con cui convivo per circa 15 giorni al mese.
Sono un Maresciallo Capo dell’Arma dei Carabinieri in servizio dal 1993, vice Comandante del Comando Stazione Carabinieri di Ronco Scrivia (GE), attualmente in aspettativa per ragioni sanitarie dovute alla rottura del legamento crociato esterno della gamba destra procuratomi in servizio durante una collutazione con un pregiudicato (rimasto illeso) poi arrestato.
Le scrivo queste poche righe per metterla a conoscenza di una situazione che protratta nell’arco di nove (9) anni ha determinato gli accadimenti attuali.
La forma di protesta che a breve intraprenderò mi porterà a compiere un gesto che mai mi sarei aspettato di dover attuare.
L’unica speranza è che tale gesto possa scuotere le coscienze di tutti e come conseguenza porre fine alle ingiustizie che fino ad oggi mi hanno tormentato.

Lei che è il Nostro Presidente, il Mio Comandante ed il “Comandante” anche di chi ha commesso le nefandezze alla base della mia protesta spero e credo, data la sua sensibilità di uomo che nella vita ha dovuto affrontare ogni genere di situazione, non possa non fare a meno di rimanere perplesso oltre che indignato.

Sicuramente in tutti questi anni abbiamo assistito ad errori omissioni o dimenticanze ben più gravi di quelle che mi vedono attore passivo. Purtroppo però l’amore paterno e l’amore per l’uniforme da me indossata e con cui molti giovani hanno sacrificato la loro vita, non mi permettono di protrarre oltre il mio silenzio.
So che il mio gesto potrà forse essere frainteso, da alcuni strumentalizzato, cavalcato o non approvato da altri. Voglio però che lei sappia che lo ritengo necessario per cercare di ottenere giustizia non solo per me ma anche per molti altri, tutti vittime impotenti del sistema giudiziario.

Il mio essere costretto ad “umiliarmi” ponendomi di fronte a lei ed all’opinione pubblica in una veste ed in un atteggiamento non certamente consoni al mio status di uomo dello Stato e soprattutto onesto cittadino è l’ultimo tentativo civile da parte mia per provare a mettere la parola fine a quello che, senza paura di essere smentito, definirei un calvario.
I magistrati, nell’arco temporale sopra enunciato hanno, attraverso le loro decisioni sbagliate, creato una situazione che non mi permette più di continuare a condurre una vita normale con la mia bambina. I sacrifici sostenuti sino ad ora a nulla sono valsi per arrivare ad ottenere quanto comunque sarebbe dovuto ad ogni essere umano:

Giustizia.

Negli anni i magistrati, attraverso il loro operato (denunce sporte dalla mia ex moglie ed ex suocera nei miei confronti), le loro sentenze (riguardanti la mia separazione, l’affido di G.... e la restituzione di denaro mai avvenuta, prelevato indebitamente da parte della mia ex moglie), hanno dato prova di accanimento giudiziario e di perseguire, in alcuni casi, interessi personali commettendo omissioni e violando anche palesemente quella che è la comune percezione del buon senso. Negli ultimi tre mesi, vi sono stati episodi che mi hanno fatto capire inequivocabilmente quanto sia forte il disprezzo che una parte della Magistratura ha nei confronti dei padri separati e, forse, dei Carabinieri.
Questo disprezzo, spesso espresso alla luce del sole, mi ha portato a sporgere denuncia nei confronti di tre P.M. e di tre V.P.O. della Procura di Genova per omissione di atti d’ufficio ed interesse privato in atti d’ufficio.
La ristrettezza economica in cui queste persone mi hanno ridotto, mi costringerà a non poter più continuare a tenere in locazione l’immobile nel quale risiedo e dove risiede per 15 giorni al mese, mia figlia G......
Non mi permetterà quindi di poter continuare ad assolvere a quella che io ritengo sia la cosa più importante nella vita di un essere umano: crescere i propri figli, accudirli, interagire con loro. Trasmettere a loro quei valori che sono stati trasmessi a noi dai nostri genitori.
Per le decisioni dei magistrati vedevo già dal 2001 il mio stipendio decurtato di una cifra variabile dai 440 euro ai 600. Da febbraio c.a. la cifra è salita ad euro 820 mensili tra assegno di mantenimento e pignoramento. Con i rimanenti euro 750 dovrei pagare l’affitto dell'immobile, la rata della macchina, il vitto mio e della mia bambina, le bollette di luce, gas ed acqua. Tutto questo per permettere alla mia ex moglie, a cui oltretutto è stato dato in uso il nostro appartamento, libero da ogni ipoteca o mutuo, di vivere senza il bisogno di cercarsi una benché minima attività lavorativa ufficiale nonostante sia in perfetta salute fisica e quindi in grado di poter lavorare.

Il benessere di uno al prezzo della miseria dell’altro con l’avvallo compiaciuto dei magistrati.
Tutto ciò va avanti da ben nove anni.
Anni in cui sono riuscito con grossi sforzi personali, con l’aiuto di amici, familiari e di nostro Signore a risalire la china del baratro in cui la separazione mi aveva fatto sprofondare.
Io non voglio, avendo le prove tangibili di tutto ciò che è accaduto e che ho raccontato completamente e dettagliatamente nel mio blog (eremita65.blogspot.com), perdere mia figlia non avendo oltretutto commesso nessun reato ed avendo diritto di vivere la mia vita di padre con lei.
Sì, Signor Presidente,
il prossimo passo sarà la perdita della bambina in quanto non potrò più permettermi un posto dove vivere e di conseguenza dove poter accogliere G.... durante il 15 giorni mensili che passiamo insieme periodo di affidamento.
E tutto questo ingiustamente.

I miei superiori, che sin dall’inizio sono sempre stati da me regolarmente informati sull’evolversi della situazione, stentavano, poiché inverosimile, a credere a quanto da me riferito. Gli ultimi episodi hanno però fatto sì che questa titubanza venisse meno; anche loro, pur non condividendo la mia forma di protesta, si sono dovuti arrendere all’evidenza dei fatti.
Illustre Signor Presidente,
Sono intenzionato ad effettuare uno sciopero della fame sino all’estrema conseguenza ed a diventare, mio malgrado, il primo disertore dell’Arma dei Carabinieri se questa atroce situazione che sto vivendo non terminerà al più presto.

Io non voglio nuocere a nessuno e meno che mai alla mia persona ma al punto in cui siamo arrivati purtroppo non ho altra scelta.
Le chiedo, Signor Presidente,
di far verificare l'operato dei Magistrati e la sensatezza delle loro sentenze emesse dai giudici di Genova affinché non sia più solo io a dovermi occupare del mantenimento di mia figlia, ma che sia anche la madre finalmente a prendersi carico delle necessità della bambina.

Le chiedo soprattutto, Signor Presidente
di fare in modo di far cessare l’uso strumentale di mia figlia G..... da parte della mia ex moglie per i suoi interessi.

Le chiedo in poche parole di rendere giustizia. Se non per me, lo faccia per la mia bambina. Per il suo benessere, per la sua stabilità.
Signor Presidente,
la ringrazio per la Sua cortese attenzione e resto in attesa di una sua spero celere risposta.
Rispettosamente le porgo Distinti Saluti

Questa mia lettera ha comunque un altro destinatario non menzionato ma altresì importante:

l'altro 50% di persone che in realtà sono i Magistrati veri.

Uscite allo scoperto, denunciate le nefandezze compiute dagli "intoccabili".
Non ne siate complici per puro e semplice cameratismo o per senso d'impotenza. Io so che anche voi provate disgusto per l’atteggiamento di quelle persone. So per certo che non approvate minimamente il loro modo di agire che getta fango anche su di voi. Abbiate il coraggio di indicarli, di operare in maniera tangibile affinché si possa fare piazza pulita di queste persone che sono un peso per la collettività. Mandiamoli a casa. Rendiamo un servizio alla nostra Nazione, prima che qualcuno cavalcando le nefandezze degli "intoccabili" non vi permetta più di riuscirci. Fate in maniera tale che chi indossi una toga sia veramente capace di giudicare e non che non sia in grado nemmeno di capire se le scarpe che porta ai piedi hanno i lacci o sono mocassini.
Riporto con interesse a tal proposito e sperando che non mi chieda i diritti, alcune righe dell'articolo apparso sul quotidiano "Il GIORNALE" in data 15 settembre c.a. in cui il giornalista Oscar GRAZIOLI a spiegazione di un fatto di incongruenza giudiziaria scriveva:

"Non riuscirò mai a comprendere la schizofrenia che regna sovrana nelle sentenze della magistratura. D'accordo che chi interpreta la legge e batte il martelletto, alla fine è un uomo (o una donna) e non è detto che tutte le persone ragionino in egual misura, ci mancherebbe altro. Eppure vi sono fatti che paiono talmente elementari da non poter essere interpretati diversamente. Sarà diversa la sanzione, sarà più o meno dura la pena ma, mi risulta difficile pensare che per un giudice un drappo sia bianco mentre per l'altro sia nero......."

Io senza elevarmi al rango di saputello mi sento in grado di poter affermare senza timore di essere smentito che la risposta, alla non comprensione espressa dal giornalista, potrebbe arrivare dall'accettazione dell'esistenza del 50%.
Solo attraverso questa consapevolezza tutto risulterà più chiaro. I dubbi, le incertezze sicuramente scomparirebbero come neve al sole lasciando spazio alla verità.
Da parte mia spero che vengano accolte le mie richieste che si possono riassumere in sei parole:
"OGNUNO PER SE E DIO PER TUTTI"
(Questo proverbio vuole evidenziare che la protezione di Dio è rivolta a tutti gli uomini, ma che al tempo stesso ciascuno di noi ha la responsabilità di provvedere al proprio bene per quanto gli è possibile).

Praticamente significa in via preliminare che:
esigo essere esentato immediatamente e completamente dal dover versare alcuna somma di denaro sia per Sabrina sia per G..... Nei quindici giorni che G.... sta con me io provvedo al suo mantenimento, nei quindici giorni che sta con Sabrina deve essere lei a provvedere autonomamente (sembrerebbe che Sabrina, grazie al mio denaro, si sia aperta a maggio c.a un'attività commerciale a Genova Sturla);

esigo che Sabrina la smetta di usare G.....;

esigo che qualsiasi comunicazione da parte di Sabrina deve avvenire direttamente con me e non passando attraverso G.....;

esigo che Sabrina la smetta di prendere le decisioni, da prendere in comune ed inerenti G....., in assoluta ed insindacabile autonomia;
esigo che la nonna materna avendo a disposizione un immobile ne usufruisca abbandonando finalmente la casa dove vive G.....
esigo che mi vengano restituiti i beni di mia esclusiva proprietà ed ancora detenuti da Sabrina.

Niente di più e niente di meno.
Ringrazio l'Arma dei Carabinieri che nella sua interezza mi è stata vicino, cercando nel limite del possibile di aiutarmi in questi anni di difficoltà.
Molte persone dal di fuori vedono gli appartenenti all'Arma come una banda di ignoranti militari un po’ fascisti. Beh, io non sono sempre stato un Carabiniere e vi posso assicurare che non è assolutamente vero.
Anche se lo fosse però meglio una banda di ignoranti militari un po’ fascisti che rispetta gli altri piuttosto che un'insieme di persone colte non militari e non un po’ fasciste che non rispettano niente e nessuno.
Ultimo ma sicuramente più importante è l'argomento riguardante il mio rapporto con G..... Voglio che sappiate che nonostante tutto è stupendo. Le persone che ci conoscono, approfonditamente o superficialmente, concordano tutte nel dire che si vede benissimo che insieme siamo felici. G.... adesso ha 11 anni. Sta crescendo, ma nonostante sia femmina, non ha nessuna remora o vergogna a raccontarmi o parlare di argomenti appartenenti più alla sfera intima del suo sesso. Per me è stata una grande gioia sentire con quale spontaneità e tranquillità li ha affrontati, nonostante io sia un uomo e suo padre. Segno di una grande intimità che si ha solo con l'amore e la fiducia. Io amo mia figlia e lei ama me. E' un nostro sacrosanto diritto continuare ad essere una famiglia.
Vivere e non poterla crescere, interagire con lei, giocare, ridere, parlare, discutere, aiutarla nelle sue difficoltà equivale per quanto mi riguarda ad essere morti.
 
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