Caso della bambina "STELLA" (caso Camaparini) - show in TV - Forum
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Caso della bambina "STELLA" (caso Camaparini) - show in TV
AmministratoreDate: Domenica, 08/05/2011, 03:52 | Message # 1
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ANNA GIULIA rapita dai genitori dall'istituto allo scopo di fare la pubblictà al loro avvocato e di apparire negli show in TV

E' caso di giusto allontanamento della bambina, non è un rapimento né un sequestro né sottrazione


E' il caso più pubblicizzato di allontanamento del minore dalla famiglia a causa dei problemi intrafamiliari.
La famiglia e il loro avvocato fanno tanta pubblictà al caso, partecipano in continuazione in diversi show televisivi, nei servizi di reportage fotografici e di cronaca dei mass-media, senza però rendere pubblica tutta la documentazione del loro caso. Perciò è impossibile avere le idee chiare sugli eventi accaduti e sulla responsabilità dei membri della famiglia e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte.

I genitori raccontano pubblicamente di avere avuto una casa nello stato "trasurato" come causa di allontanamento della loro figlia però non fanno vedere il verbale di perquisizione nel quale si descrive lo stato della casa. Accusano i magistrati minorili e i servizi sociali, loro non rendono pubbliche le eventuali querele penali a carico di magistrati ed assistenti sociali, querele dovute in seguito ai reati ipoteticamente compiuti in danno alla famiglia.

L'avvocato della famiglia, collaboratore della setta Scientology e del suo organo CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti dell'Uomo che serve da "esca" per attrarre i potenziali nuovi adepti), avvocato modenese di origine calabrese di nome Francesco Miraglia, come pare, non ha mai presentato le dovute querele contro i magistrati minorili da lui stesso accusati e denigrati dalle pagine web, dai giornali e nei show Tv, limitandosi solo di lanciare le accuse denigranti non confermate da prove ed atti.

Da quanto si capsice dagli show Tv e nei mass-media, l'avocato ha voluto "una foto della bambina che sorride quando è coi genitori" per provare nelle sedi giudiziarie che la bambina non sarebbe mai stata maltrattata o abusata in famiglia, per il che i genitori hanno attuato il rapimento della loro figlia dall'istituto di detenzione per ben due volte e non avendo neanche un posto dove portarla. La foto voluta dall'avvocato non ha valore probatorio perchè, come ben sa quest'avvocato, nei sospetti di maltrattamento e di abuso le foto devono essere fatte nelle condizioni protette, durante incontri "protetti" nell'arco della perizia prevista dalla legge, perchè i bambini sono facilmente manipolabili.

Sul base di due rapimenti della bimba dall'istituto sono stati creati show televisivi, nei quali l'avvocato è diventato il vero showman (showavvocato) e la bambina e la sua famiglia sono sfruttati per pubblicizzare l'avvocato allo scopo di aumentare il giro di clientela.

I genitori non sono in grado di entrare in empatia con la figlia e di capire che a lei potrebbe non piacere il lavaggio di panni sporchi familiari indignitosi e vergognosi, pure con la pretesa di avere ragione, davanti a tutta l'Italia.

In questa situazione di nascondimento di atti giudiziari e di prove da parte della famiglia e del loro avvocato - collaboratore della setta Scientolgy /CCDU, è impossibile capire per bene la situazione e di prendere una posizione. Nelle condizioni quando l'avvocato collabora con la setta e i genitori stessi sembrano essere circonvenzionati  sott'influenza della setta (in quanto non sono in grado di valutare le attività, anche quelle a loro danno, del loro avvocato), i magistrati e i servizi sociali non possono neanche essere accusati o contestati più di tanto. Il loro obiettivo primario è di difendere la bambina dall'ambiente settario.

Perciò ci limitiamo solo di riportare elementi di show televisivi e di attività mass-mediatiche della famiglia e del loro avvocato.

L'articolo allegato in PDF spiega la situazione, però il giusto allontanamento della bambina (comunque attuato con crudeltà e in modo disumano) si spaccia da rapimento:
Attachments: CASO_DEI_DROGAT.pdf(166Kb)
 
AmministratoreDate: Domenica, 08/05/2011, 03:57 | Message # 2
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http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggioemilia/2010/07/18/news/rapita-due-volte-dai-genitori-il-tutore-della-piccola-anna-giulia-preoccupati-per-la-sorte-della-bimba-2177529
RAPITA DUE VOLTE DAI GENITORI
Il tutore della piccola Anna Giulia "Preoccupati per la sorte della bimba"


Per la prima volta parla l’avvocato nominato dal tribunale dei minori : "Quando ha visto i genitori, voleva rimanere con le suore. Se i genitori avessero seguito il cammino proposto non si sarebbe arrivati a questo". Il legale della coppia: "Nessun problema la bambina sta bene"

"REGGIO EMILIA. «Siamo preoccupati per la sorte di Anna Giulia». Sono le parole dell’avvocato Sabrina Tagliati, il tutore della bambina nominato dal tribunale per i minorenni di Bologna. Il legale ha assunto la responsabilità della piccola, lo scorso marzo, quando il tribunale di Bologna, considerato quanto accaduto durante le fasi del primo rapimento, revocò al Comune di Reggio la tutela della bambina".

* * *

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/18/news/giovanardi_restituiscano_la_bimba_poi_la_questione_verr_approfondita-5659137/

Giovanardi: "Restituiscano la bimba poi la questione verrà approfondita"

"Una volta restituita la piccola - ha detto ancora Giovanardi - farò di tutto perchè il caso venga approfondito e sviscerato, sentendo le ragioni di tutte le parti. Ci sarà un approfondimento serio. Fermo restando, ovviamente, le competenze della magistratura".

"Anna Giulia è con il papà e la mamma, sta bene e non ci sono problemi", ha ribadito il legale dei genitori reggiani, Francesco Miraglia. L'avvocato ha chiesto agli esponenti del governo "di capire cosa è successo", perchè "questo è un caso di malagiustizia. Se due genitori cercano giustizia da soli, vuol dire che qualcosa non funziona". Secondo Miraglia sovrebbe essere disposta un'ispezione sia al Tribunale per i minorenni di Bologna sia al Cenacolo Francescano di Reggio Emilia.

"Tale sorte è toccata - continua - anche a molti figli di genitori appartenenti a ceti sociali medio alti, segno questo che la giustizia minorile non adotta provvedimenti così gravi soltanto nei confronti di famiglie con tossicodipendenti o che versano in situazioni di degrado socio-economico". Si calcola che ogni anno, circa cinquemila bambini vengano affidati alle case famiglia e tolti temporaneamente ai genitori.











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AmministratoreDate: Domenica, 08/05/2011, 07:10 | Message # 3
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Bimba 'rapita': i genitori accusati di sequestro di persona

http://blog.libero.it/NONNAFRA/newcom.php?mlid=240707&mpadid=34080214&msgid=9108433

Il padre è nel carcere di Massa, la madre nella casa circondariale di Livorno. Replica dell'avvocato Mazza (Cab) alle accuse fatte dai genitori sui maltrattamenti alla bimba: "Gravi affermazioni, li perseguirò in tribunale"

Reggio Emilia, 28 luglio 2010 - Trovati dopo dodici giorni. Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, i genitori che avevano prelevato 12 giorni fa la figlia Anna Giulia, cinque anni, dalla casa estiva a Marina di Massa dell’associazione a cui la piccola era stata affidata, sono stati bloccati in Svizzera assieme alla bambina. La magistratura di Massa Carrara ora li accusa di sequestro di persona. Il padre è stato condotto nel carcere di Massa, la madre nella sezione femminile della casa circondariale di Livorno.

IL RITROVAMENTO

Massimiliano Camparini e Gilda Fontana sono stati fermati ieri pomeriggio alle 15 a Novaggio, un piccolo comune del distretto di Lugano nel Canton Ticino.

Lo rende noto con un comunicato la polizia cantonale. A fermare la coppia con la bambina sono stati gli agenti delle Guardie di confine.

Una pattuglia ‘’ha bloccato un'auto con targa italiana con a bordo tre persone: un 40enne, una 45enne e la loro figlia di 5 anni".

L’avvocato dei genitori, Francesco Miraglia, ha detto di aver avuto la notizia al telefono dai suoi assistiti. "Domani andrò anch’io in Toscana - ha detto Miraglia - per l’eventuale interrogatorio di garanzia".

Sempre secondo quanto riferisce l'avvocato Anna Giulia è stata riaffidata alla tutrice. Miraglia ha raccontato che, da quanto gli è stato riferito, la bambina "ha avuto una reazione bruttissima" al momento del distacco dai genitori. "La madre si è sentita male", ha detto.

Subito dopo il ‘rapimento’, genitori e bimba si erano diretti subito in Svizzera e li’ - racconta il loro legale - hanno alloggiato fino a ieri, quando sono stati fermati per un controllo dalla polizia elvetica".

“A quel punto il padre ha spiegato subito la situazione, non avevano certo l’intenzione di far vivere ad Anna Giulia una vita clandestina’’.

In Svizzera, ha riferito l’avvocato, nei giorni scorsi il padre ha lavorato saltuariamente come falegname, mentre la madre si è occupata della piccola.

Ma subito dopo il loro arrivo, ad esempio, entrambi avevano accompagnato la bimba in gita sul lago "e lei era molto contenta di stare con i genitori’’.

Una versione opposta a quella della tutrice, l’avv.Sabrina Tagliati: “La bimba era tranquilla ed è stata contentissima di vedere le suore, che sono venute con noi a riprenderla”.

“No, e’ innaturale che una bimba che sta nuovamente con la mamma voglia andare con le suore’’, ha controreplicato Miraglia: “Noi abbiamo 300 foto che dimostrano come la bimba SIA stata benissimo con i genitori in questi giorni”.


L'APPELLO DEL LEGALE DEI GENITORI: 'SI CERCHI STRUTTURA PER LA FAMIGLIA'

«Spero che il tribunale, con un atto di forza e di umiltà, valuti ora solo il bene della bambina: l’unica soluzione, a parer mio e del mio consulente, Camillo Valgimigli, è quello di trovare una struttura che possa ospitare in questo momento sia la bambina che la sua famiglia, almeno la mamma: altrimenti la piccola porterà le conseguenze di questa vicenda per tutta la vita».

È l’appello lanciato successivamente da Francesco Miraglia. «Si valuterà una sorveglianza 24 ore su 24 e le eventuali responsabilità dei genitori, ma prima il tribunale deve valutare qual’è il bene della bimba».

Il legale, in viaggio verso la Toscana, per incontrare i suoi assistiti, dichiara di non essere a conoscenza del luogo dove sia stata portata la bambina nè delle precise imputazioni a carico dei propri assistiti. Della fuga, riferisce solo che la famiglia si era stabilita in un paese vicino Lugano dove il papà aveva già cominciato a lavorare come falegname. Al momento in cui è stata riconsegnata alle forze dell’ordine, «Anna Giulia - racconta ancora il legale - ha avuto una crisi di pianto esagerata».


Dopo 12 giorni con i genitori, conclude Miraglia, «Anna Giulia non può tornare nella struttura di Reggio Emilia che la ospitava e non può assolutamente essere data a una famiglia: sarebbe come violentarla da parte delle istituzioni».

GASSANI (PRESIDENTE AVVOCATI MATRIMONIALISTI): 'LA BIMBA SIA AFFIDATA AI PARENTI'

Dopo l'appello dell'avvocato Francesco Miraglia, arriva anche la dichiarazione di Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami, l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani: 'La piccola Anna Giulia sia affidata ai parenti e non a una nuova casa famiglia'.

Per l’avvocato, «la vicenda della piccola Anna Giulia rappresenta il simbolo della grave crisi dei rapporti tra molte famiglie italiane e la giustizia minorile.

Da più parti si invoca l’abrogazione dei Tribunali per i minorenni, per altro creato dal regime fascista col recondito fine di esercitare il controllo dei cittadini ricattandoli attraverso l’uso strumentale della tutela dei figli.

«L’attuale giustizia minorile - sottolinea ancora Gassani - troppe volte appare succube dello strapotere dei servizi sociali che in alcune realtà giudiziarie incidono in modo determinante sulle decisioni dei giudici in ordine al destino di molti minori, come nel caso di Anna Giulia. L’Ami inoltre ritiene che il diritto di difesa dei genitori nel processo minorile sia del tutto marginale rispetto a ciò che accade dinanzi alla giurisdizione ordinaria: emerge uno strapotere dei giudici minorili che diventa ancora più insopportabile ed anticostituzionale nel momento in cui i tempi dei procedimenti sono particolarmente lunghi finendo con il vanificare anche i provvedimenti giusti e più necessari adottati nell’interesse del minore».

Con riferimento poi al caso di Anna Giulia, Gassani aggiunge: «Il rapimento dei genitori non può essere considerato più grave del ‘rapimento di Stato se si considera che l’allontanamento di un minore dev’essere sempre finalizzato al recupero del rapporto genitori-figli. Nel caso di specie l’Ami si augura che sia la coppia che gli organi competenti possano impegnarsi per risolvere una vicenda simbolo di tante altre e che soprattutto la bimba possa essere immediatamente affidata ai parenti e non ad una nuova casa famiglia; l’affidamento dei minori presso le case famiglia dev’essere considerata soltanto come ‘l’ultima spiaggi in considerazione peraltro del sospetto, adombrato da molti, che dietro questi affidamenti si nascondano squallidi interessi economici (un bambino affidato a tali strutture costa allo Stato tra i 150 ed i 300 euro al giorno). Ovviamente si tratta di sospetti eccessivi considerando l’impegno di tante case famiglia, specie nelle zone più complesse del Paese. Resta il principio: occorre prevedere l’utilizzo delle stesse soltanto in casi eccezionali».



L'AVVOCATO MAZZA (CAB) REPLICA ALLE ACCUSE FATTE DAI GENITORI SUI MALTRATTAMENTI ALLA BIMBA

“Non posso e non voglio minimamente entrare nella valutazione dei rapporti, esistiti ed esistenti, fra il Tribunale per i Minorenni ed il Servizio sociale del comune di Reggio Emilia; rigetto in ogni caso con forza e con sdegno le affermazioni lesive della reputazione e dell’onore del Centro Aiuto al bambino (Cab) e del Cenacolo Francescano di Reggio Emilia”.

Replica secca dell'avvocato Franco Mazza, ‘a nome e per conto’ delle due strutture in cui era stata ospitata la piccola Anna Giulia, nei confronti dei genitori accusatori delle case-vacanza, riferendo che “la bambina ci ha confermato tutti quei maltrattamenti che subiva all’interno del Cab, che noi come genitori avevamo già denunciato al consulente del Tribunale, ma che la stessa ad oggi non si e’ sentita in dovere di prendere in considerazione”.

“Non potendo assistere inerte a fronte della comunicazione di gravi e gratuite dichiarazioni – dice Mazza – mi riservo di perseguire, nelle sedi più opportune, quanti abbiano rilasciato proditoriamente dette gravi affermazioni e/o ne abbiano favorito scientemente la comunicazione’’.

“Comunque - aggiunge - affido con fiducia ogni e qualsiasi possibile valutazione della predetta ‘nota’ a chi e a quanti, anche da tempo, ben conoscono l’etica, la sensibilità e l’assoluta correttezza del Cenacolo Francescano e del Centro Aiuto al bambino".

* * *

http://www.abusologi.com/genitori-condannati-per-aver-sottratto-la-propria-bambina-da-una-comunita/

Genitori condannati per aver sottratto la propria bambina da una comunità
Pubblicato il 5 maggio 2011

Questa triste vicenda comincia nel 2007 quando il Pubblico Ministero di Reggio Emilia chiede la perquisizione della casa dei coniugi Camparini. Si cercano prove su un traffico di sostanze stupefacenti.

Il controllo in sé dà esito negativo, ma la presenza della piccola Anna Giulia, che allora ha due anni, induce i Carabinieri a inviare una informativa al Tribunale dei Minori. Le forze dell’ordine segnalano un “presunto stato fatiscente dell’abitazione”.

I Servizi Sociali confermano lo stato inadeguato dell’abitazione, ma sicuramente senza verificare, giacchè la situazione reale è ben diversa.

La famiglia Camparini, infatti vive in una villetta con un bel giardino, pieno di giochi per la piccola Anna Giulia.

In modo del tutto immotivato, nostro malgrado, la procedura va avanti d’ufficio. Non ci sono ulteriori controlli dell’abitazione. Non seguono colloqui con le persone interessate e coinvolte nella vicenda.

Insomma il 23 giugno 2008, ironia della sorte, il Tribunale prende la sua decisione: Anna Giulia deve essere affidata ad un Istituto.

Ci è sfuggito qualcosa ?

Nel racconto vi è qualcosa che abbiamo omesso ?

Forse i coniugi Camparini sono persone pericolose ?

Forse sono tossicomani ?

La risposta è NO.

Gli operatori dei Servizio Sociale referente del Comune di Reggio Emilia, che hanno valutato, attraverso i colloqui, test e altro le capacità genitoriali di Massimiliano e di Gilda, sono arrivati alle conclusioni che le capacità di mamma e papà Camparini erano e sono adeguate.

Ma cos’è che manca ?

Nel corso del 2008, la coppia incontra regolarmente la figlia; ovviamente gli incontri avvengono sotto l’osservazione dei Servizi Sociali di Reggio Emilia. Il referente dei suddetti Servizi affermava senza esitazione che la bambina deve tornare con i genitori subito.

Ma il Giudice Minorile di Bologna non la pensa così. Si oppone fermamente. Ma perché ?

Il perché non lo sappiamo.

I Camparini hanno con Anna Giulia un bellissimo rapporto, oltre ad avere un lavoro, e una casa. I Camparini non sono delle persone violente. Non sono tossicomani.

Dopo la decisione del Giudice però sono sicuramente increduli, inascoltati e disperati.

Farebbero di tutto per riavere la loro bambina a casa. Ed allora compiono un gesto estremo.

Aspetteranno il marzo 2010 per portare via Anna Giulia dall’Istituto di suore nel quale si trova, nel momento in cui la bambina sta per essere addirittura affidata ad un’altra famiglia.

Daranno notizia del loro gesto ai mass media. In special modo la trasmissione di Rai Tre Chi l’ha visto? dedicherà a questa triste storia molto spazio.

Il coinvolgimento di radio e televisioni è voluto da Massimiliano e Gilda per evidenziare la vicenda e per sottolineare la finalità, per così dire, “dimostrativa” di quello che, paradossalmente, viene definito un “rapimento”. Infatti, dopo soli cinque giorni, riconsegnano essi stessi la loro figlia nelle mani delle autorità.

Vengono ovviamente indagati per sottrazione di minore, ma restano fuori dal carcere. Le loro sofferenze, però, non sono ancora finite e le cattive notizie da parte del Tribunale non faticano ad arrivare.

Il Giudice ha deciso di non utilizzare la relazione dei Servizi Sociali favorevole al rientro della piccola in famiglia; quindi dispone un ulteriore accertamento tecnico attraverso la dottoressa Sgarbi, disposta dal Tribunale per i Minorenni di Bologna.

I genitori si sentono ancora una volta braccati. Temono relazioni ostili. Temono di non vedere più Anna Giulia. Ed il 16 luglio 2010 con un’azione rocambolesca si allontanano nuovamente dall’Istituto con la bambina.

Dieci giorni di fuga. Una fuga dalla realtà, che finisce al confine con la Svizzera.

Massimiliano Camparini e Gilda Fontana vengono arrestati e tradotti in carcere.

L’accusa, questa volta, è sequestro di minore con l’aggravante della parentela.

La piccola Anna Giulia veniva riportata nello stesso orfanotrofio che ormai doo tre anni è incredibilmente diventato la sua casa.

A questo punto tutti ci dobbiamo chiedere da chi è stata sequestrata la piccola Anna Giulia ?

Chi l’ha tenuta sottosequestro per svariati anni ?

La sua mamma e il suo papà ?

Il papà al processo dichiara: “sono stato pronto a fare sei mesi di carcere che mi hanno pesato tanto perché comunque non fa parte della mia quotidianità il carcere, però se è per arrivare ad una soluzione ben venga il carcere se non altro quando mia figlia sarà grande leggerà…. Metti che muoio domani, mia figlia saprà che ho fatto anche questo”.

Il tribunale di Massa (Massa Carrara) ha condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione Massimiliano Camparini e Gilda Fontana.

In questi due anni, tra l’altro, più volte la nonna materna, aveva chiesto di poter avere la custodia di Anna Giulia ma i servizi sociali reggiani hanno dato una risposta negativa.

Fonti

http://www.libero-news.it/news/460988/Fermati_in_Svizzera_i_coniugi_Camparini_e_la_figlia_Anna_Giulia.html

http://www.adiantum.it/public/2194-processo-ai-coniugi-camparini,-ecco-l´arringa-difensiva-dell´avvocato-miraglia.asp

http://www.adiantum.it/public/2200-massa–prelevarono-figlia-dalla-comunità,-i-camparini-condannati-a-2-anni-e-4-mesi.asp

(Per correttezza segnaliamo che questo articolo potrebbe essere sbilanciato in quanto riporta fonti che potrebbero essere vicine alla famiglia; non disponiamo della versione delle autorità).
 
Eugenio_TravaglioDate: Giovedì, 12/05/2011, 01:58 | Message # 4
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Tornano liberi i genitori di Anna Giulia

http://www.crescoacasa.com/tornano-liberi-i-genitori-di-anna-giulia

Massa, 25 mar. – (Adnkronos) – Tornano in liberta’ Massimiliano Camparini e Gilda Fontana che il 16 luglio 2010 prelevarono la figlia Anna Giulia di 5 anni mentre si trovava nella casa vacanza a Marina di Massa. La fuga fini’ il 28 luglio, quando genitori e bambina vennero fermati al confine con la Svizzera. Anna Giulia venne affidata a una tutrice, papa’ e mamma furono arrestati. “Sostenendo che i genitori di Anna Giulia hanno agito sull’onda di un particolare senso di ingiustizia subita e per il solo fine di poter stare un po’ con la loro bambina, senza alcuna effettiva intenzione di sottrarre per sempre la bambina al controllo pubblico ma – afferma l’avvocato difensore Francesco Miraglia – per un gesto, invece, ai fini dimostrativi per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla loro situazione, il Tribunale di Massa, accogliendo l’istanza e la tesi di questa difesa ha rimesso in liberta’ i genitori di Anna Giulia”. “Proprio nel momento in cui i Giudici di Massa restituiscono ad una vita normale Gilda e Massimiliano – spiega il legale – il Tribunale dei Minori di Bologna nella figura del Presidente Millo e G.Salvatore, con una procedura cosi’ grave da non avere precedenti in Italia ha anticipato con un decreto provvisorio la contestatissima superficiale e gia’ ricusata consulenza tecnica d’ufficio della dott.ssa Sgarbi, che in 10 mesi si e’ praticamente rifiutata, condizionata da un tutore-matrigna, di fare incontrare Anna Giulia con i suoi genitori, inviando una parziale relazione ai giudici”.

“Ad ogni modo i genitori di Anna Giulia domani stesso – annuncia l’avvocato – si recheranno in Questura per denunciare prima di tutto l’avv.Tazzari in quanto solo due anni fa rappresentava Camparini in un altro procedimento, oggi ‘protagonista contro’ e l’Avv. Tagliati per i gravi comportamenti a danno sia di Anna Giulia che della sua famiglia”.

“Per quanto riguarda, invece, il Presidente Millo e il G. Salvatore, il sottoscritto e il Prof. Valgimigli – spiega Miraglia – intraprenderanno un percorso urgente presso il Ministero di Grazia e Giustizia, Csm, Consiglio giudiziario e Procura Generale che hanno il compito specifico di controllare e valutare l’operato dei magistrati. Per quanto riguarda la Ctu per le gravi mancanze, pregiudizio, superficialita’ e pressapochismo con relativo danno ad Anna Giulia si provvedera’ ad informare il consiglio dell’Ordine degli Psicologi Regionali e Nazionali”.

“Tuttavia, i genitori di Anna Giulia, il sottoscritto e il prof. Valgimigli, nei primi giorni della prossima settimana aggiorneranno l’opinione pubblica attraverso una conferenza stampa in merito”, conclude il legale.

 
dibattitopubblDate: Martedì, 17/05/2011, 22:27 | Message # 5
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http://media.causes.com/ribbon/880696

Anna Giulia, ascoltati i genitori: "Con noi la bimba era serena"

I genitori della bimba 'rapita' hanno presentato al gip di Massa alcune foto della bambina, scattate nei giorni del 'sequestro': felice in auto con mamma e papà. L'avvocato Miraglia ha chiesto l'intervento del ministro Alfano

Reggio Emilia, 30 luglio 2010 - Tre ore di interrogatorio davanti al gip di Massa Carrara Giuseppe Laghezza per Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, imputati di sequestro di persona aggravato per aver prelevato la bimba il 16 luglio dalla casa del Cenacolo Francescano che la ospitava per l'estate in Versilia.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia l'avvocato Francesco Miraglia, legale di famiglia, ha prodotto alcune foto di Anna Giulia felice con mamma e papà, scattate subito dopo il 'rapimento' compiuto dai genitori. Il gip ha ascoltato prima la madre e poi il padre, alla presenza del loro legale.

"Sono stati interrogatori strazianti - è il commento dell'avvocato Miraglia - durante i quali i genitori hanno raccontato le tappe della vicenda, il loro dramma". Il legale ha chiesto di derubricare il reato a sottrazione di minore e la la libertà per entrambi e, in subordine, gli arresti domiciliari; richieste alle quali si è opposto il pm Alberto Dello Iacono.

"Quelle foto - ha aggiunto Miraglia - contraddicono quanto sostenuto dalla tutrice della bambina secondo la quale Anna Giulia, quando i genitori si erano presentati per portarla con loro, si era aggrappata alle suore e non voleva andarsene. "Invece era sorridente, più che contenta di tornare con mamma e papà".

Nei prossimi giorni saranno messe a disposizione anche del Tribunale per i minorenni di Bologna altre 300 foto, scattate durante il soggiorno in Svizzera. In tutte genitori e bambina sono sereni. Secondo l'avvocato Francesco Miraglia manca uno dei presupposti del sequestro di persona: la privazione della libertà presonale. Il legale ha chiesto al Gip anche di disporre di una valutazione psicologica della bambina, perché anche lei possa essere ascoltata sul rapimento, pur con tutte le cautele del caso. Non solo: l'avvocato ha già presentato due istanze al presidente del Tribunale per i minori, Maurizio Millo, e al giudice che segue il caso, chiedendo una valutazione sullo stato di salute di Anna Giulia e l'affidamento della bimba ai parenti, in attesa che possa essere accolta in una casa-famiglia con la mamma. L'avvocato Miraglia infine ha chiesto l'intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano sulla vicenda.

* * *
http://media.causes.com/ribbon/880696


"Subito un esame psichiatrico - La bimba torni con la mamma"

Lo psichiatra Roberto Valgimigli, in accordo con l’avvocato della coppia Francesco Miraglia, propone una nuova perizia psicologica sui genitori e sulla piccola di cinque anni

Reggio Emilia, 30 luglio 2010 - "Un buon genitore può avere dei problemi?". Se lo chiede lo psichiatra Roberto Valgimigli, consulente di parte insieme al padre Camillo nella perizia disposta dal Tribunale per i Minorenni di Bologna. «Se anche i genitori avessero avuto problemi di tossicodipendenza, cosa che escludo visto che da due anni si sottopongono a regolari controlli — spiega — Non capisco perché sia stato deciso di allontanare la bimba dai genitori: nella comunità di recupero di San Patrignano ci sono molte coppie con bambini».

Lo psichiatra, in accordo anche con l’avvocato della coppia Francesco Miraglia, chiede una nuova perizia psicologica sui genitori e sulla piccola di 5 anni — che dopo il ritrovamento è giusto torni all’anonimato che è dovuto ai minori. «In alternativa — continua lo psichiatra — chiedo che venga assegnato un supervisore che controlli l’andamento della perizia per capire se Massimiliano Camparini e Gilda Fontana abbiano capacità genitoriale».

Intanto al tribunale di Massa i coniugi Camparini si rivedranno dopo il loro arresto al confine con la Svizzera. Il gip dovrà interrogarli per decidere se confermare la misura cautelare in carcere o prendere provvedimenti alternativi. «In base alla decisione vedremo come muoverci con il tribunale dei minorenni di Bologna — spiega la tutrice Sabrina Tagliati — Se verranno confermate le misure cauteleri avremmo più tempo per decidere dove starà la bimba. Se verranno liberati, invece, dovremmo tutelare la piccola per evitare che possano portarla via di nuovo».

L’avvocato Miraglia ha già fatto richiesta al tribunale dei minorenni per avere una valutazione psicologica della bambina nel più breve tempo possibile. «Inoltre — dice — abbiamo presentato un’istanza perché il tribunale valuti la collocazione della bimba in un contesto parentale, in attesa del giudizio dei genitori. Successivamente la piccola potrà stare con la madre in una struttura protetta». Secondo l’avvocato, i carabinieri che hanno seguito l’indagine, sarebbero in possesso di foto che dimostrano che la bambina stava bene insieme ai genitori.
«Non voleva staccarsi da loro, è stato il padre a convincerla ad andare con gli agenti della polizia elvetica — continua Miraglia — Come può dire la Tagliati che la bimba era felice di vedere le suore, come può un bimbo star bene in un istituto?».

Poi Miraglia replica alle parole dell’avvocato della nonna materna, Marco Scarpati, che si chiedeva se i genitori «fossero stati adeguatamente avvertiti delle responsabilità a cui andavano incontro». «Vorrei sapere in che veste mette in dubbio il mio operato — replica Miraglia ironicamente — Come professore universitario, come presidente dell’associazione che si occupa di minori, come ospite televisivo o ex candidato sindaco. E come fa a sapere quello che mi sono detto con i miei clienti, devo forse denunciarlo per spionaggio?». Anche lo psichiatra Camillo Valgimigli risponde a Scarpati ma con toni più pacati. «Stimo Scarpati, è un ottimo professionista ed è un esperto in adozioni — dice lo psichiatra — Se crede giusto presentare un esposto lo faccia pure, non ho niente da nascondere».

di SABRINA PIGNEDOLI

 
AmministratoreDate: Sabato, 28/05/2011, 15:11 | Message # 6
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http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2010/07/18/AMTmejsD-rapiscono_ricerche_figlia.shtml

http://www.ilsecoloxix.it/p....endenti 18 luglio 2010

“Rapiscono” la figlia, ricerche in tutta Italia

Prelevano la figlia di 5 anni da una casa vacanze gestita da suore e fuggono. Alla ricerca di una patria potestà che hanno perso. È successo
venerdì a Marina di Massa sulla riviera toscana. E non è la prima volta
che i due genitori, entrambi reggiani e con problemi di
tossicodipendenza, ci provano. Già nel marzo scorso fecero un blitz in
una casa protetta di Reggio Emilia riuscendo a portare via Anna Giulia.
La fuga durò quattro giorni.
«Siamo già abbastanza turbate, non posso dire nulla di più» ha commentato suor Maura, madre superiora dell´Istituto Opera piccole
figlie di Maria; la casa vacanze in Versilia è l’ appoggio estivo
dell’Istituto reggiano a cui la bimba era affidata. Pare che le suore
siano state minacciate con una pistola.
A rassicurare sulle condizioni della bambina ci pensa l’avvocato modenese Francesco Miraglia , il tramite fra il “mondo” e i suoi
assistiti, Gilda Fontana (45 anni) e Massimiliano Camparini (40),
sospesi dalla patria potestà. «Genitori e bambina sono tranquilli e
sereni, ma soprattutto ora sono insieme. Non c’è la minima possibilità
che la bimba possa essere in pericolo. Papà e mamma chiedono solo che
alla piccola venga riconosciuto il diritto di avere un rapporto normale
con loro».

Venerdì hanno deciso nuovamente di farsi “giustizia da soli” e hanno prelevato Anna Giulia, dalla casa vacanze. La piccola era nel
grande edificio, immerso nel verde e a 50 metri dal mare, dove ogni anno
trascorrono l’ estate non solo bimbi, ma anche comunità religiose e
pellegrini. Gli inquirenti non confermano né smentiscono che i genitori
possano essere stati armati («in quel caso, certamente una pistola
giocattolo», rileva l’avvocato). Sono stati allertati anche i posti di
polizia di frontiera, perché dopo il primo rapimento fuggirono verso la
Slovenia e si convinsero ad incontrare la polizia reggiana nella notte
fra l’8 e il 9 marzo a Rabuiese (Trieste), grazie all’intercessione
della nonna.
Ad aprile, poi, la coppia si era incatenata davanti al Colosseo e si era fatta intervistare da Chi l’ha visto? su Raitre. L’avvocato
taccia di superficialità il Tribunale per i minorenni e i servizi
sociali, critica l’atteggiamento tenuto negli ultimi mesi dall’autorità
giudiziaria sulla gestione del caso («Vogliamo risposte, ma soprattutto
certezze») e spiega che è in corso una perizia per valutare la loro
capacità genitoriale.
L’appello a Giovanardi e Alfano
Chiede l’intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del sottosegretario Carlo Giovanardi, titolare delle Politiche
familiari, l’avvocato Francesco Miraglia, legale dei genitori reggiani
con problemi di tossicodipendenza alle spalle che due giorni fa hanno
prelevato la figlia di cinque anni da una casa vacanze gestita dalle
suore a Marina di Massa, in Toscana, e dei quali da allora si sono perse
le tracce. Le loro ricerche sono state disposte in tutta Italia e anche
nelle zone di frontiera. «Anna Giulia è con il papà e la mamma, sta
bene e non ci sono problemi», ha ribadito anche oggi il legale, che
chiede agli esponenti del Governo «di capire cosa è successo», perché
«questo è un caso di malagiustizia. Se due genitori cercano giustizia da
soli, vuol dire che qualcosa non funziona».
In particolare, Miraglia chiede che venga disposta un’ispezione sia al Tribunale per i minorenni di Bologna sia al Cenacolo Francescano
di Reggio Emilia, la struttura alla quale è stata affidata la bambina,
«per capire come è stato possibile il suo allontanamento» sia nel marzo
scorso dalla casa-famiglia di Reggio (dove i genitori, Massimiliano
Camparini e Gilda Fontana, la prelevarono la prima volta) sia due giorni
fa nella casa vacanze. Il legale rileva tra l’altro che, nonostante il
Tribunale dei minori abbia sospeso la patria potestà ai genitori
nell’agosto di due anni fa affidando la bambina ai servizi sociali, solo
a partire dal prossimo settembre è previsto un intervento di sostegno
psicologico alla piccola. «E fino ad oggi?», si domanda. Miraglia - che
mantiene i contatti con i genitori - replica anche alle preoccupazioni
manifestate dall’avvocato Sabrina Tagliati, tutore della bambina
nominata in aprile (dopo il primo `rapimento´), secondo la quale «la
bimba in questo momento è in pericolo, e quando i genitori sono entrati
nella casa vacanze ha reagito male, cercando l’aiuto delle religiose».
Per Miraglia, invece, il tutore «si è fatta un’ idea dei genitori solo sulla base di quello che ha letto negli atti», e poi, «che cosa le
avrebbero potuto raccontare di diverso le suore?». Preoccupata per la
sorte della bimba si è detta anche la nonna materna, Liana Cartinazzi,
che aveva già chiesto al tribunale di potersi occupare di Anna Giulia e
che ai cronisti ha detto di essere stata in passato «minacciata di morte
da Massimiliano. Lui ha sempre detto che, se mi incontra, mi taglia la
gola. Ma a me interessa solo la bambina, spero di averla prima o poi».
Alle sue parole Miraglia replica affermando che, sulla base di una
relazione dei servizi sociali al Tribunale, nel settembre 2008 «la nonna
era stata dichiarata incapace di occuparsi della bimba».
Il legale aggiunge poi che gli stessi genitori «sono stati dichiarati incapaci dal Tribunale anche perché hanno scelto di
rivolgersi all’ opinione pubblica. Ma un cittadino, quando vede che le
istituzioni non funzionano, che cosa può fare altrimenti?». E sui
possibili sviluppi della vicenda: «Non siamo noi ora a dover dare delle
risposte, ma le aspettiamo».

* * *


Gruppo "Anna Giulia rapita dalla giustizia! Deve tornare dai suoi genitori
Strappata a 2 anni per un “pasticcio” legale alla sua famiglia, che la ama e che lei ama"


https://www.facebook.com/home.php?sk=group_213487892015987

Mamma e papà in carcere e condannati a 2 anni e 4 mesi per aver cercato di riprenderla.

Anche alla nonna e agli zii viene impedito di vederla e di averla in affido.

Da 3 anni vive in un istituto di suore e sottostà alle decisioni di una tutrice che non la conosce neanche.

Sta per essere data in adozione ad estranei.

Vogliono cambiarle il nome e l'identità!

Vogliono cancellarle dal cuore e dalla mente perfino il ricordo della sua famiglia!

Da 3 anni la piccola Anna Giulia Camparini di Reggio Emilia, che oggi ha 5 anni, è stata sottratta alla sua famiglia per decisione del Tribunale dei Minori dell'Emilia-Romagna senza alcun motivo, in quanto:

- i genitori non hanno commesso reati né contro di lei né contro altri;

- non l'hanno mai maltrattata;

- tutte le perizie, le prove e le testimonianze concordano sul fatto che sono ottimi genitori, che la amano moltissimo, che lei li ama moltissimo e vuole stare con loro;

- tutto è nato da un “pasticcio” legale che si è inasprito nel tempo per dissidi interni tra Servizi Sociali e Tribunale dei Minori, e a farne le spese è stata la bimba e la sua famiglia.

Com'è possibile una simile vergogna nel 2011 in un Paese di diritto come l'Italia?

Per tutte le informazioni rivolgersi allo studio legale Miraglia:

059 822698

3881053958

info@avvocatofrancescomiraglia.it

www.avvocatofrancescomiraglia.it


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http://blog.libero.it/NONNAFRA/9069420.html

bimba rapita...si sono mossi i politici...finalmente

Post n°1499 pubblicato il 18 Luglio 2010 da nonna.fra

se i figli non sono nostri...

perche tutte le spese si?

La bimba rapita dai genitori
Scende in campo Giovanardi
La nonna: "Io, minacciata"

Il ministro: "Restituiscano immediatamente la bambina e io garantisco che domani incontro il perito e le parti in causa". Ogni anno 5mila minori vengono tolti ai genitori

Roma, 18 luglio 2010 - "I genitori restituiscano immediatamente la bambina e io garantisco che domani incontro il perito Valgimigli e le parti in causa, e, nell’ambito delle mie competenze, delle competenze del governo, farò tutto il possibile per arrivare alla comprensione di questo caso": è l'appello che lancia attraverso le agenzie il ministro Carlo Giovanardi, chiamato in causa dal perito di parte della famiglia Camparini che ha rapito la figlia di 5 anni Anna Giulia.

"Una volta restituita la bambina -continua il ministro- farò di tutto perchè il caso venga approfondito e sviscerato, sentendo le ragioni di tutte le parti. Ci sarà un approfondimento serio fermo restando, ovviamente, le competenze della magistratura".

L'APPELLO DEI LEGALI

L’avvocato Francesco Miraglia, legale dei genitori reggiani, ha chiesto l’intervento del ministro della Giustizia Angelino Alfano e del sottosegretario Carlo Giovanardi, titolare delle Politiche familiari. Le ricerche dei tre fuggitivi sono state disposte in tutta Italia e anche nelle zone di frontiera.
"Anna Giulia è con papà e mamma, sta bene e non ci sono problemi", ha ribadito l'avvocato, spiegando che "questo e’ un caso di malagiustizia".

Il legale chiede che venga disposta un’ispezione sia al Tribunale per i minorenni di Bologna sia al Cenacolo Francescano di Reggio Emilia, al quale è stata affidata la piccola, "per capire come e’ stato possibile il suo allontanamento" sia nel marzo scorso dalla casa-famiglia di Reggio (dove i genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, la prelevarono la prima volta) sia due giorni fa nella casa vacanze.

Oltretutto, insiste l'avvocato, anche se il Tribunale ha sospeso la patria potestà ai genitori nell’agosto di due anni fa , solo a partire dal prossimo settembre è previsto un intervento di sostegno psicologico alla piccola.

Da parte sua l’avvocato Sabrina Tagliati, tutore della bambina nominata in aprile (dopo il primo ‘rapimento’), sostiene che "la bimba in questo momento è in pericolo, e quando i genitori sono entrati nella casa vacanze ha reagito male, cercando l’aiuto delle religiose". Ma per Miraglia il tutore "si è fatta un’ idea dei genitori solo sulla base di quello che ha letto negli atti".

LA NONNA MATERNA

Liana Cartinazzi, nonna della bambina, aveva già chiesto al tribunale di potersi occupare di Anna Giulia. Ai cronisti ha detto di essere stata in passato "minacciata di morte da Massimiliano. Lui ha sempre detto che, se mi incontra, mi taglia la gola. Ma a me interessa solo la bambina, spero di averla prima o poi".

OGNI ANNO 5MILA BIMBI AFFIDATI A CASE-FAMIGLIA

Sono 5mila i bimbi che, ogni anno, vengono tolti ai genitori e affidati alle case famiglia: l’ultimo caso è quello della piccola Anna Giulia, la bimba di cinque anni di Reggio Emilia ‘rapita’ dai genitori da una casa vacanza. I giudici del tribunale dei minori ritenevano che i genitori non fossero in grado di esercitare correttamente la potestà genitoriale.

“Non c`è nessuna norma o legge che sanciscano la `proprietà esclusiva dei figli da parte dei loro genitori biologici - spiega Gian Ettore Gassani, presidente nazionale associazione avvocati matrimonialisti italiani - I minori sono, innanzitutto e soprattutto, sotto la tutela dello Stato e dell`intera comunità. La potestà genitoriale è un solenne dovere/potere dei genitori in favore dei loro figli: essa può essere revocata in qualsiasi momento dal giudice ogni qualvolta si realizzano fatti negativi per la crescita psico fisica dei bambini. Dunque la potestà genitoriale altro non è che una sorta di assunzione di responsabilità che lo Stato concede in prestito ai genitori”.

“Nel nostro Paese - continua Gassani - purtroppo si ritiene che i figli siano di proprietà dei genitori e che nessuno possa interferire in tale rapporto. E` evidente che c`è una grande confusione tra gli italiani ed anche tra alcuni famosi giuristi.
In Italia i figli vengono affidati a terzi, case famiglia o parenti fino al quarto grado, molto frequentemente. Anche un`aspra conflittualità tra i genitori può giustificare l`adozione di provvedimenti ablativi o sospensivi della potestà genitoriale ed il conseguente allontanamento del minore dalla casa familiare. Tale sorte è toccata anche a molti figli di genitori appartenenti a ceti sociali medio alti, segno questo che la giustizia minorile non adotta provvedimenti così gravi soltanto nei confronti di famiglie con tossicodipendenti o che versano in situazioni di degrado socio-economico”.

Si calcola che ogni anno, circa cinquemila bambini vengano affidati alle case famiglia e tolti temporaneamente ai genitori. L`elemento di criticità, tuttavia, può essere individuato in una carenza di strutture adeguate e di preparazione e sensibilità di alcuni operatori che dovrebbero lavorare nella direzione di un concreto recupero dei rapporti tra i genitori ed i loro figli affidati a terzi. Inoltre i tempi lunghi delle procedure minorili finiscono con l`aggravare situazioni e rapporti molto difficili.

“Il caso di Anna Giulia non è isolato - conclude Gassani - Spesso vi sono state azioni di forza da parte dei genitori spodestati. Pur nel rispetto del dolore dei genitori di Anna Giulia, la soluzione all`intera vicenda debba essere caratterizzata dalla volontà di questi ultimi di offrire garanzie concrete per poter esercitare il diritto-dovere di genitore”.

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http://sospirisociali.bloog.it/il-caso-anna-giulia-e-video-francesco-miraglia.html

LA TRISTE STORIA DI ANNA GIULIA….

All’inizio le cose stavano così…

Anna Giulia rapita dai genitori «Ci siamo fatti giustizia da soli» (tratto da :corriere della sera del 18.07.2010)

Senza patria potestà, l’ hanno presa alle suore. La tutrice: temo per la sua incolumità La pistola La tutrice: una delle suore ha cercato di bloccarli, ma a quel punto l’ uomo ha estratto una pistola, minacciando la religiosa

REGGIO EMILIA – Chissà cosa pensa la piccola Anna Giulia del mondo degli adulti. Negli ultimi quattro mesi ha incrociato solo due volte papà Massimiliano e mamma Gilda. Ed è puntualmente finita in baraonda: inseguimenti, polizia, carabinieri, facce preoccupate, e poi psicologi, psicoterapeuti, consulenti, periti, carte da bollo. Appunto: roba da grandi. Anna Giulia ovviamente non può sapere che a quei due genitori il tribunale dei minori di Bologna ha tolto la patria potestà, ritenendoli inaffidabili, inidonei, condizionati da un vizio che si chiama droga. Cosa volete che ne sappia, lei, di patria potestà? Lei sa solo che dei suoi primi 5 anni di vita, gli ultimi due li ha passati in un istituto di Reggio Emilia, tra suore e persone sicuramente gentili, ma che non erano papà e mamma e nemmeno la nonna Liana, con la quale per un po’ , da piccolissima, ha vissuto. Ora Anna Giulia non si sa dove sia. Verso quale frontiera la stiano portando. I suoi genitori l’ hanno rapita per la seconda volta in 4 mesi. «Stanno bene, sono sereni, li ho sentiti per telefono: hanno detto che si sono fatti giustizia da soli, che non possono vivere lontani dalla piccola e chiedono solo di essere lasciati in pace» assicura, con sfoggio d’ ottimismo, il legale della coppia, Francesco Miraglia. «No, le cose non stanno affatto così – replica la tutrice della piccola, l’ avvocato Sabrina Tagliati -: noi siamo molto preoccupati per l’ incolumità della bambina, è una situazione inquietante, la bimba va trovata al più presto». Li stanno cercando in tanti e ovunque. foto di Anna Giulia sono state distribuite negli autogrill, nelle stazioni, ai posti di frontiera. La Procura di Massa Carrara indaga per sottrazione di minori. Era già successo nel marzo scorso, quando Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, 40 e 45 anni, lui artigiano, lei solo qualche lavoretto saltuario, entrambi con problemi di eroina, prelevarono con un sotterfugio la piccola durante uno dei periodici incontri con gli operatori sociali: polizia e carabinieri li intercettarono alle porte della Slovenia e Anna Giulia tornò dalle suore. Stavolta la faccenda è più seria, un rapimento in piena regola. I due genitori, scoperto che la figlia era ospite di una casa vacanza a Marina di Massa, gestita dall’ istituto «Opera Piccole Figlie di Maria», ha organizzato un blitz a tavolino. Racconta la tutrice Sabrina Tagliati, che per prima ha raccolto le testimonianze delle suore: «Venerdì, verso le 12, la coppia si è introdotta nell’ istituto dopo essersi aperta un varco nella rete di recinzione. Hanno fatto irruzione nella sala pranzo e hanno letteralmente strappato Anna Giulia dalle braccia di una suora. La piccola era terrorizzata, piangeva e urlava. Anche gli altri bambini si sono spaventati. Una delle suore ha cercato di bloccare i due, ma a quel punto l’ uomo ha estratto una pistola, minacciando la religiosa». Così la tutrice. Dagli inquirenti non ci sono conferme sulla presenza dell’ arma. E il legale dei genitori minimizza: «Se anche fosse, era sicuramente un giocattolo: da parte dei miei clienti non c’ è mai stata alcuna volontà di far del male a qualcuno». Anche perché l’ unica che finora si è fatta veramente male è stata proprio Anna Giulia. Sballottata come un pacco postale. Da mesi «senza un adeguato sostegno psicologico», come scrive in una relazione la responsabile del Centro di Reggio Emilia che la ospita. Per due volte presa con la forza dai genitori. È dall’ agosto 2008, quando fu tolta alla famiglia e affidata a una struttura assistenziale reggiana, che la piccola aspetta una soluzione. Ma il mondo degli adulti, più che litigare e perdere tempo, ben poco è riuscito a fare. Il legale dei genitori, Miraglia, accusa di «superficialità» il Tribunale dei minori e di «gravi interferenze» la tutrice. Quest’ ultima, a sua volta, non lesina critiche al comportamento dei genitori, «che hanno fatto di tutto per non collaborare», e non esclude l’ ipotesi che alla fine la bimba venga affidata ad un’ altra famiglia. Un episodio, meglio di altri, sintetizza il dramma di Anna Giulia. Lo racconta Marco Scarpati, avvocato di uno zio della bambina: «Il mio cliente, che lavora in Brasile, di recente è venuto in Italia per incontrare la piccola. Appena si sono trovati di fronte, Anna Giulia lo ha abbracciato e gli ha detto: “Zio, ora sono diventata buona, così questi signori mi faranno ritornare a casa”. Come se fosse colpa sua, vi rendete conto?». Lo zio, tornato in lacrime nello studio dell’ avvocato, si è detto pronto a tutto pur di prendersi cura della piccola. «Ma nulla si è mosso – dice Scarpati -: questa è una storia di ritardi, errori e inadeguatezze che imprigiona Anna Giulia in una sorta di ibernazione affettiva». Francesco Alberti RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il caso Il rapimento Venerdì verso le 12 Gilda Fontana, 45 anni, e Massimiliano Camparini, 40, entrambi con problemi di tossicodipendenza e sospesi dalla patria potestà, hanno prelevato la loro figlioletta di cinque anni, Anna Giulia, da una casa vacanze gestita dalle suore a Marina di Massa, sulla riviera toscana Il blitz I genitori hanno organizzato un blitz a tavolino. Secondo la tutrice della bimba, Sabrina Tagliati, «la coppia si è introdotta nell’ istituto dopo essersi aperta un varco nella rete di recinzione. Nella sala pranzo i coniugi hanno letteralmente strappato Anna Giulia dalle braccia di una suora»

ECCO ORA COME STANNO LE COSE …

REGGIO EMILIA
Sono in stato di fermo per sequestro di persona Massimiliano Camparini, 40 anni, e Gilda Fontana, 45, i genitori reggiani bloccati con la figlia Anna Giulia di cinque anni in Svizzera, undici giorni dopo il blitz compiuto nella casa-vacanze dove la bimba soggiornava per l’ estate a Marina di Massa, in Versilia, e la fuga che li aveva portati direttamente a Novaggio, nel Canton Ticino. Il padre è stato condotto nel carcere di Massa, la mamma nella sezione femminile di quello di Livorno; l’interrogatorio di garanzia è stato fissato ad entrambi per domani mattina. Anna Giulia è stata riaffidata alla tutrice e al Cenacolo Francescano, la struttura di assistenza all’infanzia che già la ospitava.
La seconda fuga è durata più del doppio rispetto alla prima, avvenuta il 5 marzo, in Slovenia. Subito dopo il «rapimento», genitori e bimba si erano diretti in Svizzera – ha riferito il loro legale, Francesco Miraglia – e lì hanno alloggiato fino quando sono stati fermati per un controllo dalla polizia elvetica. Controllo dietro al quale c’è stato il lavoro degli investigatori italiani, i carabinieri di Massa e la squadra Mobile reggiana, che hanno localizzato la famiglia grazie anche ai tabulati telefonici. Anna Giulia ora deve essere sistemata con la mamma 24 ore su 24 in una struttura protetta, non vanno divise. Secondo l’avvocato dei genitori, al momento della separazione da mamma e papà la bimba ha reagito malissimo, con pianti e urla».

L’avvocato della coppia L’APPELLO DEL LEGALE DEI GENITORI: ‘SI CERCHI STRUTTURA PER LA FAMIGLIA’

«Spero che il tribunale, con un atto di forza e di umiltà, valuti ora solo il bene della bambina: l’unica soluzione, a parer mio e del mio consulente, Camillo Valgimigli, è quello di trovare una struttura che possa ospitare in questo momento sia la bambina che la sua famiglia, almeno la mamma: altrimenti la piccola porterà le conseguenze di questa vicenda per tutta la vita».

È l’appello lanciato successivamente da Francesco Miraglia. «Si valuterà una sorveglianza 24 ore su 24 e le eventuali responsabilità dei genitori, ma prima il tribunale deve valutare qual’è il bene della bimba».

Il legale, in viaggio verso la Toscana, per incontrare i suoi assistiti, dichiara di non essere a conoscenza del luogo dove sia stata portata la bambina nè delle precise imputazioni a carico dei propri assistiti. Della fuga, riferisce solo che la famiglia si era stabilita in un paese vicino Lugano dove il papà aveva già cominciato a lavorare come falegname. Al momento in cui è stata riconsegnata alle forze dell’ordine, «Anna Giulia – racconta ancora il legale – ha avuto una crisi di pianto esagerata».

Dopo 12 giorni con i genitori, conclude Miraglia, «Anna Giulia non può tornare nella struttura di Reggio Emilia che la ospitava e non può assolutamente essere data a una famiglia: sarebbe come violentarla da parte delle istituzioni».

SUCCESSIVAMENTE…

Rapimento di Anna Giulia, il Comune: ”Il servizio sociale ha agito secondo mandato”
Martedì 20 luglio 2010

Ore 16.00 – Dal Comune di Reggio arriva, nel frattempo, una nota che ricostruisce il ruolo dei Servizi sociali e dei differenti compiti istituzionali nella vicenda di Anna Giulia.

“Il Servizio sociale del Comune di Reggio opera rispettando le decisioni dei giudici del Tribunale per i Minorenni. Il ruolo professionale svolto dall’assistente sociale è quello di sostenere e aiutare le famiglie a uscire da situazioni difficili e problematiche, attraverso una stretta collaborazione con i Servizi sanitari dell’Ausl; talvolta, quando nell’interesse del minore, l’autorità giudiziaria ritiene che i genitori non siano in grado di garantire le necessarie condizioni di sicurezza e tutela, dispone che i bambini vengano temporaneamente allontanati dalla famiglia. L’intento non è certo quello di sottrarre i bambini ai loro genitori, né di ‘punire’ questi ultimi per le difficoltà che vivono, bensì di tutelare i soggetti più deboli e indifesi della società e al contempo garantire alle famiglie la possibilità di effettuare un percorso di recupero delle competenze genitoriali – si legge nella nota – Si sottolinea che il Servizio sociale sostiene e favorisce la relazione tra genitori e figli, garantendo gli incontri in forma protetta, disposti dal Tribunale per i Minorenni, e che è peculiarità della professione e mandato istituzionale esprimere un parere tecnico sulla qualità delle relazioni e sulle risorse dei genitori”.

“Il Servizio sociale, in collaborazione con l’Ausl, anche nella situazione di Anna Giulia, ha effettuato valutazioni tecniche sui familiari di riferimento su richiesta del Tribunale stesso, che ha potere decisionale. Le relazioni di Servizio sociale sono state trasmesse all’autorità giudiziaria, il cui accesso è possibile attraverso la cancelleria del Tribunale competente – continua il comunicato – Si precisa che tutte le informazioni e le preoccupazioni dei nonni relative al periodo precedente all’inserimento in comunità sono state riportate all’interno delle segnalazioni al Tribunale e sono oggetto di analisi e confronto tra i professionisti coinvolti. Il Tribunale per i Minorenni ha ripetutamente disposto la collocazione presso la Comunità educativa e il Servizio sociale territoriale ha agito all’interno di tale mandato, riferendo puntualmente sull’evoluzione della situazione. Nel marzo scorso, il Giudice tutelare ha nominato all’ufficio di Tutore l’avvocato Sabrina Tagliati disponendo la revoca al Comune. Inoltre il Tribunale per i Minorenni di Bologna, dall’aprile scorso, ha nominato un Consulente tecnico d’ufficio (Ctu) al fine di procedere ad una nuova valutazione della situazione. Il Servizio sociale pertanto, come disposto dal Tribunale, è in attesa di tali valutazioni”.

Ore 11.00 – A seguito alla vicenda della piccola Anna Giulia, rapita dai genitori venerdì scorso, il consigliere comunale della Lega Nord, Andrea Parenti, presenterà alla magistratura un esposto contro i servizi sociali, colpevoli a suo parere di un comportamento non consono alla tutela della piccola. Parenti, motivando la sua decisione, si è pronunciato sui servizi sociali dichiarando “Li ritengo colpevoli di gravissime omissioni, superficialità e di valutazioni profondamente errate”.

L’esponente leghista ha poi continuato “Ribadisco con forza la necessità di dimissioni dell’assessore competente Matteo Sassi e di provvedimenti disciplinari per gli altri addetti coinvolti”. La piccola Anna Giulia, di 5 anni, era stata rapita infatti per la prima volta dai genitori Massimiliano Camparini e Gilda Fontana nel marzo 2010. La prima sottrazione aveva già portato alla rimozione della dott.ssa Anna Maria Fabbri dalla carica di responsabile dei servizi sociali. Il rapimento della piccola Anna Giulia dall’istituto religioso il 16 luglio riporta all’attenzione pubblica il ruolo dei servizi sociali.

Lunedì 19 luglio 2010

”Che venga a casa, anche suo figlio l’aspetta, l’aspettiamo tutti. Non è fuggendo che le cose si risolvono”. E’ questo l’appello lanciato da Liana Cartinazzi, 67 anni, madre di Gilda Fontana, la reggiana 45enne che, con il marito Massimiliano Camparini di 40 anni, venerdì ha “rapito” la figlia Anna Giulia dalla casa-vacanze di Marina di Massa. Le ricerche della coppia con la bambina continuano, anche se c’è chi teme che i tre siano già all’estero.

Domenica 18 luglio 2010

“I genitori restituiscano immediatamente la bambina e io garantisco che domani incontrerò il perito Valgimigli e le parti in causa. Nell’ambito delle competenze mie e del governo farò tutto il possibile per arrivare alla comprensione di questo caso”. Così replica il sottosegretario Carlo Giovanardi, titolare delle Politiche familiari, alla richiesta di Francesco Miraglia di un intervento sul caso del ministro della Giustizia Angelino Alfano e dello stesso Giovanardi.

L’avvocato ha chiesto agli esponenti del governo “di capire cosa è successo”, perchè “questo è un caso di malagiustizia. Se due genitori cercano giustizia da soli, vuol dire che qualcosa non funziona”. Secondo Miraglia sovrebbe essere disposta un’ispezione sia al Tribunale per i minorenni di Bologna sia al Cenacolo Francescano di Reggio Emilia, la struttura alla quale è stata affidata la bambina, “per capire come è stato possibile il suo allontanamento” sia nel marzo scorso dalla casa-famiglia di Reggio (dove i genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, la prelevarono la prima volta) sia due giorni fa nella casa vacanze.

Il consulente tecnico di parte della famiglia, Camillo Valgimigli, psichiatra e psicoterapeuta, ha garantito che “se il ministro Giovanardi fa un gesto di solidarietà, se si mette in contatto con noi, con tutte le parti, attraverso magari un messaggio televisivo, io credo che ci siano buone possibilità che Anna Giulia possa essere restituita dai genitori”. Questi genitori – continua lo psichiatra – non vanno criminalizzati. Possono essere da aiutare, o anche da sostituire, ma certo da due anni il Tribunale di Bologna li tratta senza rispetto e senza ascolto”. Per Valgimigli “bisogna cercare di fare di tutto per la bambina. Bisogna passare – conclude – dal gossip alla valutazione attenta di tutte le parti in causa. E se ci sono stati errori, non dico che qualcuno dovrà pagare, ma almeno rimediare, questo sì”.

E mentre si cerca un accordo tra le parti, a prendere parola sul caso della bambina c’è anche il Tribunale dei minori che aveva dichiarato i genitori non in grado di esercitare correttamente la potestà genitoriale. “Non c’è nessuna norma o legge che sanciscano la ‘proprietà esclusiva dei figli da parte dei loro genitori biologici – spiega Gian Ettore Gassani, presidente nazionale associazione avvocati matrimonialisti italiani – I minori sono, innanzitutto e soprattutto, sotto la tutela dello Stato e dell’intera comunità. La potestà genitoriale è un solenne dovere/potere dei genitori in favore dei loro figli: essa può essere revocata in qualsiasi momento dal giudice ogni qualvolta si realizzano fatti negativi per la crescita psico fisica dei bambini. Dunque la potestà genitoriale altro non è che una sorta di assunzione di responsabilità che lo Stato concede in prestito ai genitori”.

“Nel nostro Paese – continua Gassani – purtroppo si ritiene che i figli siano di proprietà dei genitori e che nessuno possa interferire in tale rapporto. E’ evidente che c’è una grande confusione tra gli italiani ed anche tra alcuni famosi giuristi. In Italia i figli vengono affidati a terzi, case famiglia o parenti fino al quarto grado, molto frequentemente.

Anche un’aspra conflittualità tra i genitori può giustificare l’adozione di provvedimenti ablativi o sospensivi della potestà genitoriale ed il conseguente allontanamento del minore dalla casa familiare. Tale sorte è toccata anche a molti figli di genitori appartenenti a ceti sociali medio alti, segno questo che la giustizia minorile non adotta provvedimenti così gravi soltanto nei confronti di famiglie con tossicodipendenti o che versano in situazioni di degrado socio-economico”. Si calcola che ogni anno, circa cinquemila bambini vengano affidati alle case famiglia e tolti temporaneamente ai genitori. L’elemento di criticità, tuttavia, può essere individuato in una carenza di strutture adeguate e di preparazione e sensibilità di alcuni operatori che dovrebbero lavorare nella direzione di un concreto recupero dei rapporti tra i genitori ed i loro figli affidati a terzi. Inoltre i tempi lunghi delle procedure minorili finiscono con l’aggravare situazioni e rapporti molto difficili. “Il caso di Anna Giulia non è isolato – conclude Gassani – Spesso vi sono state azioni di forza da parte dei genitori spodestati. Pur nel rispetto del dolore dei genitori di Anna Giulia, la soluzione all’intera vicenda debba essere caratterizzata dalla volontà di questi ultimi di offrire garanzie concrete per poter esercitare il diritto-dovere di genitore”.

Sabato 17 luglio 2010

Ore 18 – Estese in tutta Italia le ricerche di Anna Giulia. Sembra, anche se manca la conferma ufficiale degli inquirenti, che i genitori fossero armati di pistola quando sono entrati da una finestra dell’Opera piccole figlie di Maria a Marina di Massa, la casa vacanze immersa nel verde a 50 metri dal mare che fa capo all’istituto reggiano incaricato di prendersi cura della piccola.

“Ovviamente non posso esserne certo perché non ero presente, ma mi sembra poco verosimile la circostanza della pistola – sostiene l’avvocato dei genitori – Penso che siano entrati e che la bimba sia andata spontaneamente con loro. Ho parlato con loro, questo è l’atto di due genitori esasperati ma non di due delinquenti, che hanno agito in questo modo perché ancora una volta hanno percepito un atteggiamento pregiudizievole nei loro confronti da parte del tribunale dei minori”.

L’episodio che avrebbe fatto precipitare la situazione spingendo la coppia a un gesto così grave è stato il rinvio della perizia con cui si sarebbero dovute valutare capacità genitoriale e stato dei rapporti con la figlia, un incontro che doveva svolgersi a maggio e che è saltato “per iniziativa del tutore, che ha obiettato che l’incontro fra genitori e bambina avrebbe danneggiato quest’ultima”.

Ore 11 – ”Genitori e bambina sono tranquilli, sereni e felici. Stanno bene e non c’è la minima possibilità che la bimba possa essere in pericolo”.
Con queste parole l’avvocato Francesco Miraglia, legale di Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, minimizza il “rapimento” della piccola Anna Giulia da parte dei genitori da una casa vacanze a Marina di Massa.
La coppia è entrata da una finestra e ha minacciato le suore che gestiscono la struttura, costringendole a consegnare loro la bambina di 5 anni.
“I genitori della piccola Anna Giulia – spiega Miraglia – hanno telefonato a Camillo Valgimigli (consulente insieme a Roberto Valgimigli nella perizia disposta dal Tribunale per i Minorenni di Bologna) per informarli di aver provveduto a farsi giustizia da soli, di avere la figlia con loro di lasciarli in pace”.

Reggio Emilia, 2 agosto 2010 – Restano in carcere i genitori di Anna Giulia, la bimba di cinque anni prelevata il 16 luglio dalla casa-vacanze che la ospitava a Marina di Massa. Genitori e bambina furono poi trovati in Svizzera pochi giorni dopo. Devono rispondere di sequestro di persona i reggiani Massimiliano Camparini, 40 anni, e Gilda Fontana, 45: lui è nel carcere di Massa, lei a Livorno.
Il giudice per le istanze preliminari di Massa Ermanno De Mattia ha respinto le richieste del difensore della coppia, Francesco Miraglia, che nell’interrogatorio di garanzia aveva chiesto di derubricare il reato a sottrazione di minore e la libertà per entrambi, e in subordine gli arresti domiciliari; richieste alle quali si era opposto il pm Alberto Dello Iacono. L’avvocato Miraglia aveva presentato alcune foto della bimba, sorridente in auto con i genitori, perché potesse essere ascoltata sul ’sequestro’.

Tuttavia secondo il Gip, sulla base delle testimonianze delle suore del Cenacolo franscescano, risulterebbe invece che Anna Giulia non è andata via con i genitori di propria volontà, ma tra pianti e urla, sollevata di peso dal padre. Le esigenze cautelari sono mantenute anche alla luce del precedente episodio del 5 marzo, quando i genitori sottrassero la bambina dalla casa-accoglienza di Reggio Emilia e la portarono con loro per quattro giorni, fino a quando furono convinti a terminare la fuga al confine con la Slovenia.
Contro la decisione del Gip l’avvocato Francesco Miraglia presenterà ricorso al tribunale della libertà e ha definito la decisione del giudice “una vergogna autentica. E’ stata presa in considerazione solo la versione delle suore, decidendo di non ascoltare la bambina e non sono state valutate le foto che abbiamo prodotto, che mostrano Anna Giulia felice subito dopo essere tornata con i genitori”.

Attualmente i genitori sono rinchiusi nel carcere di MASSA CARRARA – Restano in carcere, lui a Massa, lei a Livorno, con l’accusa di sequestro di persona i reggiani Massimiliano Camparini, 40 anni, e Gilda Fontana, 45, genitori di Anna Giulia, la bimba di cinque anni prelevata il 16 luglio dalla casa-vacanze che la ospitava a Marina di Massa. Genitori e piccola erano stati fermati la scorsa settimana a Novaggio, in Canton Ticino, dove avevano cercato rifugio.

Il gip di Massa ha respinto le richieste del difensore della coppia, Francesco Miraglia, che all’interrogatorio di garanzia aveva chiesto di derubricare il reato a sottrazione di minore e la libertà per entrambi, e in subordine gli arresti domiciliari. Richieste alle quali si era opposto anche il pm Alberto Dello Iacono. Secondo il gip, sulla base delle testimonianze delle suore del Cenacolo francescano risulterebbe evidente che Anna Giulia non è andata via con i genitori di propria volontà, ma tra pianti e urla e sollevata di peso dal padre, mentre lei avrebbe voluto rimanere nella comunità di accoglienza. L’avvocato dei genitori, che presenterà ricorso, ha definito la decisione del gip “una vergogna autentica” perché – ha detto – “è stata presa in considerazione solo la versione delle suore, si è deciso di non ascoltare la bambina e non sono state valutate le foto che abbiamo prodotto e che mostrano Anna Giulia felice subito dopo essere tornata con i genitori”.

LA SOFFIATA

Intanto infuriano le polemiche circa l’autore della presunta “soffiata” che ha indirizzato gli inquirenti verso il rifugio ticinese della famigliola. Secondo taluni, potrebbero essere state addirittura le autorità locali, avvertite da vicini, a denunciare la situazione agli investigatori, rimanendo però nell’ombra. A Novaggio, a pochi chilometri dal confine con il varesotto, la gente parla apertamente di delazione e si schiera dalla parte della coppia, “rea” solo di avere voluto ricongiungere la famiglia, a dispetto dei giudici e delle istituzioni che avevano stabilito diversamente…..

Io ora posso fare altro che commentare questa situazione cosi come altre situazioni di famiglie che si sono trovate nalle medesime situazioni se non peggio ; io dico che è una assoluta vergogna che causa dei stessi servizi sociali e persone si ritrovino immischiate in situazioni come queste !

Non si dovrebbero permettere di dettare regole ai genitori ed alle persone deboli… prest o inserirò atri pareri ed esperienze ..
 
AmministratoreDate: Sabato, 28/05/2011, 15:17 | Message # 7
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http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/05/27/news/scontro-in-tv-per-anna-giulia-1.240079

Scontro in tv per Anna Giulia

Lite fra la conduttrice di Chi l'ha visto? e la tutrice della bambina


In tribunale il processo per la sottrazione di Anna Giulia da parte dei genitori, cui il tribunale per i minorenni ha tolto la patria potestá, inizierá martedì ma la tensione è giá altissima. Mercoledì sera, nel corso della trasmisione di Rai 3 «Chi l'ha visto?» in cui si è trattato il caso della bambina rapita dalla madre e dal padre, si è verificato un violento scontro verbale fra la conduttrice Federica Sciarelli e la tutrice della piccola, Sabrina Tagliati. La giornalista e l'avvocato (la tutrice legale della bambina di sei anni era in collegamento telefonico) hanno battibeccato a lungo mentre in studio si disperavano Gilda Fontana e Massimiliano Camparini, i genitori di Anna Giulia (ribattezzata in trasmissione «Stella»). Duri i toni. Federica Sciarelli ha perfino chiesto all'avvocato reggiano: «Prende soldi per quello che fa?». Secca la replica della tutrice: «Io non guadagno nulla...». Sabrina Tagliati ha insistito su un punto. E cioé sull'inidoneitá della coppia a crescere la figlia. «Non sono idonei a rivestire il ruolo di genitori» ha sottolineato prima che la Sciarelli replicasse. «Sembra un accanimento - ha detto la conduttrice - non vengono tolti i figli neppure ai tossicodipendenti. Cosa hanno fatto questi genitori? Perché non si puó affidare la bambina ai nonni?». Il legale ha quindi risposto: «I genitori sono persone pericolose e pericoloso è anche il suo inserimento nel nucleo familiare. La bimba non vuole stare con i genitori». Il duro scontro è proseguito ancora per qualche minuto, prima che intervenisse la nonna paterna di Anna Giulia. «La bimba ha genitori che l'adorano e chiunque pensi di prenderla con sè sappia che la sta rubando a una mamma e un papá». Il riferimento della nonna è alla decisione del tribunale per i minorenni che, a breve, dovrá stabilire se autorizzare l'adozione della piccola, attualmente affidata a una struttura lontana da Reggio. «Nel collegamento - ha spiegato ieri pomeriggio l'avvocato Tagliati - ho fatto presente che ci sono atti che avrebbero dovuto leggere prima di parlare di questo caso. Atti che non si possono ignorare per avere il quadro preciso della vicenda». Gilda Fontana e Massimiliano Camparini (assistiti dall'avvocato Francesco Miraglia) sono stati condannati il 23 febbraio scorso a due anni e 4 mesi di reclusione dal tribunale di Massa per il rapimento della figlia, avvenuto lo scorso mese di luglio, dalla colonia in Versilia. Martedì, a Reggio, saranno processati per sottrazione di minore: un episodio che risale al marzo 2010 quando la coppia prelevó la piccola da una struttura in cittá e la portó in Slovenia per qualche giorno.

* * *


25 maggio 2011 - Anna Giulia rapita dalla giustizia - Parte 1



Anna Giulia rapita dalla giustizia - Parte 2

 
MariaRosaDeHellagenDate: Domenica, 29/05/2011, 23:27 | Message # 8
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Un gruppo dedicato al caso sul Facebook

https://www.facebook.com/home.php?sk=group_157962154271689

Per Stella Insieme

La piccola Anna Giulia Camparini è stata allontanata dai suoi genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, con un provvedimento del Tribunale dei Minori. Le motivazioni sono poco chiare, il Tribunale ha dimostrato una severità sproporzionata e la tutrice Sabrina Tagliati è un'intransigente lady di ferro, un'avvocato ancorato ai cavilli e alle disposizioni che però facilmente dimentica il lato umano della vicenda, preferendo essere una ligia esecutrice piuttosto che una saggia mediatrice Questa raccolta firme ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica, perchè quello che è successo ai coniugi Camparini può accadere a chiunque.
Vogliamo dare rilevanza a questa assurda situazione, e vogliamo anche sensibilizzare la tutrice della bambina, l'avvocato Sabrina Tagliati.
Facciamoci Sentire!!!!Uniti ce la faremo a far riportare questa bambina a casa dai propri Genitori!!!
 
MariaRosaDeHellagenDate: Domenica, 29/05/2011, 23:32 | Message # 9
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PETIZIONE

RIDATE ANNAGIULIA ALLA FAMIGLIA!


http://www.petizionionline.it/petizione/ridate-annagiulia-alla-famiglia/4174
(http://www.petizionionline.it/petizio....174)

La piccola Anna Giulia Camparini è stata allontanata dai suoi genitori, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, con un provvedimento del Tribunale dei Minori. Le motivazioni sono poco chiare, il Tribunale ha dimostrato una severità sproporzionata e la tutrice Sabrina Tagliati è un'intransigente lady di ferro, un'avvocato ancorato ai cavilli e alle disposizioni che però facilmente dimentica il lato umano della vicenda, preferendo essere una ligia esecutrice piuttosto che una saggia mediatrice Questa raccolta firme ha l'obiettivo di sensibilizzare l'opinione pubblica, perchè quello che è successo ai coniugi Camparini può accadere a chiunque.
Vogliamo dare rilevanza a questa assurda situazione, e vogliamo anche sensibilizzare la tutrice della bambina, l'avvocato Sabrina Tagliati
 
dibattitopubblDate: Domenica, 29/05/2011, 23:32 | Message # 10
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GENITORI ESASPERATI RAPISCONO LA FIGLIA DI 5 ANNI

All’indomani dell’avvio al processo di Basiglio, un’ennesima vicenda in un sistema da riformare

«Genitori e bambina sono tranquilli, sereni e felici. Stanno bene e non c’è la minima possibilità che la bimba possa essere in pericolo.» Lo ha detto l’avvocato Francesco Miraglia del foro di Modena, legale della famiglia, dopo che ieri i genitori reggiani hanno prelevato la loro figlioletta di cinque anni da una casa vacanze, a Marina di Massa, sotto la guida di una comunità per minori.

Il caso della bimba di 5 anni tolta ai genitori che aveva visto il tribunale dei minori scontrarsi con i servizi sociali si infiamma dunque nuovamente. Dopo il primo “rapimento” del marzo scorso da parte dei genitori che era stato seguito anche da “Chi l’ha visto?”, il tribunale aveva deciso di riesaminare la vicenda per valutare le ragioni del papà e della mamma, tant’è che la Procura della Repubblica stessa aveva deciso di archiviare la denuncia di sottrazione di minori.

Già in marzo, questa vicenda aveva evidenziato tutti i limiti del nostro sistema di giustizia minorile, con lotte interne tra Servizi Sociali, che davano parere favorevole al rientro della bimba in famiglia parlando chiaramente di buona capacità genitoriale e di forte legame di coppia, e giudice del Tribunale dei Minorenni, che riteneva la coppia inadeguata. E mentre le istituzioni si facevano la guerra, chi ne subiva le conseguenze era la bambina.

Il legale della famiglia, Francesco Miraglia del foro di Modena, ha spiegato che dopo la vicenda di marzo era stato disposto un riesame completo del caso da parte dall’autorità giudiziaria per valutare la capacità genitoriale: «Era previsto un incontro tra loro e la bimba, ma la tutrice lo ha bloccato sostenendo che era meglio evitare forti emozioni alla piccola se avesse rivisto il papà e la mamma dopo quello che era successo. Ma i miei assistiti non sono mostri, non sono sprovveduti, sono solo genitori esasperati e vogliono che la loro vicenda trovi una soluzione». Ieri, di fronte a quest’ennesima ingiustizia, che non teneva assolutamente conto delle necessità della bambina di vedere i propri genitori, hanno deciso di farsi giustizia da soli.

Ma questa purtroppo è solo una delle vicende che si ripercuotono ingiustamente sui nostri bambini. Solo martedì scorso c’è stata una manifestazione davanti al Tribunale di Milano per il processo sul caso di Basiglio (che vede imputate cinque persone che hanno permesso che due bambini -fratello e sorella- fossero strappati alla famiglia sulla base di un disegno osé imputato falsamente alla bambina). Ci sono molti casi di genitori che non giungono alle cronache e soffrono in silenzio per le ingiustizie causate da un sistema di relazioni e segnalazioni ai tribunali che non consentono difese, soprattutto nel caso di persone poco abbienti, perché non hanno la possibilità di far valere i propri diritti.

Troppi bambini sono stati tolti con la forza alle famiglie non sempre con buone ragioni, troppo spesso con errori dovuti a superficialità, incompetenza, relazioni e perizie basate su opinioni e non su fatti di psicologi e psichiatri, diventano fondamentali perché il bambino prenda la strada della comunità. È evidente che questo sistema necessita di una radicale riforma perché si possa parlare di “vera” giustizia minorile.

Per maggiori informazioni e per sostenere la causa di questa bambina e dei suoi genitori: http://www.causes.com/causes/357003

* * *

http://www.crescoacasa.com/anna-giulia-affidata-parenti-avv-gassani-rapimento-genitori-non-piu-grave-rapimento-stato

Ora Anna Giulia venga affidata ai parenti. Avv. Gassani: Il rapimento dei genitori non sia considerato più grave del ‘rapimento di Stato’

La vicenda della piccola Anna Giulia rappresenta il simbolo della grave crisi dei rapporti tra molte famiglie italiane e la giustizia minorile. Da più parti si invoca l’abrogazione dei Tribunali per i minorenni, per altro creati dal regime fascista con il recondito fine di esercitare il controllo dei cittadini ricattandoli attraverso l’uso strumentale della tutela dei figli.

Ovviamente nel corso della storia i giudici minorili italiani hanno invece dato prova di grande capacità e modernità: ciò nonostante la complessità delle esigenze familiari attuali imporrebbe una riqualificazione della giustizia familiare e minorile attraverso il varo del Tribunale della Famiglia per il quale l’Ami già nel 2009 ha avviato contatti con il Ministero della Giustizia.

L’avv. Gian Ettore Gassani, presidente nazionale Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani: “L’attuale giustizia minorile troppe volte appare succube dello strapotere dei servizi sociali che in alcune realtà giudiziarie incidono in modo determinante sulle decisioni dei giudici in ordine al destino di molti minori, come nel caso di Anna Giulia. L’Ami inoltre ritiene che il diritto di difesa dei genitori nel processo minorile sia del tutto marginale rispetto a ciò che accade dinanzi alla giurisdizione ordinaria: emerge uno strapotere dei giudici minorili che diventa ancora più insopportabile ed anticostituzionale nel momento in cui i tempi dei procedimenti sono particolarmente lunghi finendo con il vanificare anche i provvedimenti giusti e più necessari adottati nell’interesse del minore”.

“Il rapimento dei genitori – continua – non può essere considerato più grave del ‘rapimento di Stato’ se si considera che l’allontanamento di un minore dev’essere sempre finalizzato al recupero del rapporto genitori-figli. Nel caso di specie l’Ami si augura che sia la coppia che gli organi competenti possano impegnarsi per risolvere una vicenda simbolo di tante altre e che soprattutto la bimba possa essere immediatamente affidata ai parenti e non ad una nuova casa famiglia; l’affidamento dei minori presso le case famiglia dev’essere considerata soltanto come ‘l’ultima spiaggia’ in considerazione peraltro del sospetto, adombrato da molti, che dietro questi affidamenti si nascondano squallidi interessi economici (un bambino affidato a tali strutture costa allo Stato tra i 150 ed i 300 euro al giorno). Ovviamente si tratta di sospetti eccessivi considerando l’impegno di tante case famiglia, specie nelle zone più complesse del Paese. Resta il principio: occorre prevedere l’utilizzo delle stesse soltanto in casi eccezionali”.

Tratto da: www.ami-avvocati.it

 
dibattitopubblDate: Mercoledì, 01/06/2011, 04:09 | Message # 11
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In prigione per la figlia
Andato in onda il: 17/11/2010
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Un amore irrinunciabile quello di Massimiliano e Gilda per la loro bimba di 5 anni, da oltre 2 in orfanotrofio. Per paura di perderla l’ hanno rapita e ora sono in carcere in attesa di giudizio con l’ accusa di sequestro di persona.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4de4e1a8-d86b-43ba-b657-1677056751c9.html

http://www.rai.tv/dl....c9.html

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«Io ho sbagliato, ma Anna Giulia la rapirei ancora»

http://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2011/02/10/news/io-ho-sbagliato-ma-anna-giulia-la-rapirei-ancora-3408171 (http://iltirreno.gelocal.it/massa....3408171)

10 febbraio 2011

Massimiliano e Gilda hanno raccontato come hanno portato via la figlia Anna Giulia dalla casa del Cenacolo francescano di Marina di Massa. Massimiliano Camparini, il padre, lo ha fatto piangendo e pronunciando frasi che hanno spezzato il cuore a chi ascoltava. Gilda Fontana, la madre, ammettendo di aver fatto uso di cocaina in passato e di aver portato una dose di polvere bianca a una persona (e per questo è stata condannata). Il papà si è commosso e ha commosso: «Non so perché ho fatto quello che fatto, ma so che sei mesi di carcere hanno pesato molto sulla mia esistenza. Ma se grazie a questi mesi passati in cella si arriva a una soluzione ben venga anche il carcere. Io per Anna Giulia sono disposto a fare tutto, anche se lei non tornerà più da me e dalla madre da grande leggerà quello che è successo e capirà quanto le vogliamo bene». Mentre Massimiliano Camparini tirava su con il naso, una delle guardie carcerarie che era alle sue spalle gli ha dato un fazzoletto: anche l'agente aveva gli occhi lucidi per quel racconto che testimoniava un amore paterno. E che faceva leggere negli occhi di tutti una domanda: io cosa vrei fatto al suo posto? Ed è su questo quesito che l'avvocato della difesa, Francesco Miraglia, ha giocato per portare il processo oltre al sequestro di metà luglio. Ha fatto dire ai giudici, da un assistente sociale e dsa una psicologa, che forse quei genitori erano idonei nonostante quello che sostiene il tribunale dei minori. Camparini ha anche detto come ha portato via Anna Giulia, sconfessando la deposizione delle suore del Cenacolo: «La pistola era di plastica arancione e io l'ho tinta di nero con una bomboletta. Non ho fatto del male a nessuno, anzi una sorella mi ha tirato una forchettata». Anche la moglie ha confermato le sue parole, poi ha ammesso di aver fatto uso di cocaina. Ha negato le intercettazioni relative a un precedente processo (concluso con la condanna della donna) che il presidente del collegio, Maria Cristina Failla, le ha letto. Telefonate che fanno capire che lei a prendere la cociana andava anche con Anna Giulia, quando aveva due anni appena. «Non ne so nulla», ha detto senza mai alterarsi. Poi per la prima volta ha chiamato rapimento quello che prima di ieri aveva detto essere stato un atto d'amore: «Volete chiamarlo rapimento? E sia, ma noi lo abbiamo fatto per sollevare il caso e per spostarlo all'attenzione nazionale. A Reggio Emilia ormai giravamo a vuoto. Probabilmente oggi non lo rifarei». Oltre ai genitori è stata sentita anche la dottoressa Sgarbi consulente tecnico d'ufficio che preparerà l'incontro con i genitori: «Anna Giulia ha incon trato già i nonni paterni e presto vedrà i genitori (probabilmente il 17 febbrario), è stata davvero affettuosa con loro ed era serena. Ha detto che l'ultima volta che li ha visti era quest'estate insieme a mamma e papà». Ammissione questa che potrebbe mettere nei guai i nonni, visto che la procura - grazie ad alcune intercettazioni - sospetta che abbiano partecipato al rapimento. Ma per ora gli anziani non sono stati iscritti nel registro degli indagati. Infine è toccato all'assistente sociale Dorella Pane. L'assistente ha confermato la felicità della bimba quando vedeva mamma e papà e i pianti quando terminavano gli incontri. Infine le relazioni positive su Massimiliano e Gilda ignorati dal tribunale dei minori.
 
dibattitopubblDate: Mercoledì, 01/06/2011, 04:12 | Message # 12
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Puntata di Chi l'ha visto 25/05/2011


http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-d973110a-b4fd-4053-8717-afcd807a1b9e.html


http://www.rai.tv/dl....>

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https://www.facebook.com/home.php?sk=group_157962154271689&view=doc&id=158763597524878

La vicenda di Anna Giulia e le assurdità della tutrice - di Marina
Io penso che..
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26/05/2011 - 11.44

Ho finito poco fa, 25 maggio, di vedere la trasmissione Chi l´ha visto che si è occupata di questa triste vicenda. Sono un´insegnante di scuola media, oltre ad essere una mamma di due bimbi, pressapoco dell´età di Anna Giulia.

Non amo sbilanciarmi in giudizi prima di aver un quadro completo di una situazione ma credo che chiunque abbia visto la trasmissione di questa sera abbia potuto capire che qualche cosa proprio non avdava in questa storia.

Subito dopo aver sentito parlare l´avv. Tagliati, tutrice della piccola Anna Giulia, mi sono resa conto che questa sensazione così prurigginosa diventava una convinzione sempre più forte di sopruso. Ci tengo a dire che non parlo da mamma, posizione che indubbiamente influirebbe emotivamente sulla mia capacità di giudizio, ma piuttosto da insegnante e da educatrice. Una tutrice che non ha mai incontrato i genitori (Parole sue, "Non mi hanno mai contattata ed io non sapevo dove trovarli"...).

Ma stiamo scherzando? Sei la tutrice di una bambina sottratta da un giorno all´altro ai propri genitori e non riesci a trovarne il recapito?

Questa donna laureata, che dispone di strumenti culturali di un certo tipo rispetto a questi due genitori, non è stata in grado di utlizzare tali strumenti per mettersi in contatto con queste due persone, anche solo per avere un quadro più completo. Se si ricopre un ruolo così delicato bisogna domandarsi se si è all´altezza della situazione per poterlo ricoprire.

Questa Dott.ssa, che in diretta si è rivolta a due genitori (che stanno facendo una serie di errori di un´ingenuità madornale ma comprensibili se ci si mette nei panni di una madre o di un padre che non hanno capito perchè devono lasciare la propria figlia di tre anni in orfanotrofio) ha detto con un piglio e con una mancanza di affettività spiazzante e quasi compiaciuta "La bambina sta benissimo lontana da voi, non vi ha mai disegnati una volta!!".

Ciò dimostra che la tutrice NON E' ASSOLUTAMENTE ALL´ALTEZZA DI RICOPRIRE UN RUOLO COSI´ DELICATO.

Come cittadina sono indignata e dico di più mi auguro che la giornalista Sciarelli legga davvero le 350 pagine del fascicolo che dimostra l´inadeguatezza di queste due persone a fare i genitori e qualora emerga qualcosa di veramente significativo se ne dia informazione all´opinione pubblica, qualora invece non emergesse nulla di significativo questa è una battaglia che non deve essere abbandonata per il bene di Anna Giulia.

Fonte: Redazione
 
dibattitopubblDate: Domenica, 19/06/2011, 04:35 | Message # 13
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http://www.reggionline.com/it/2011/05/31/caso-anna-giulia-migliaia-di-firme-in-sostegno-alla-famiglia-4287

Caso Anna Giulia, migliaia di firme in sostegno alla famiglia

martedì 31 maggio 2011

Domani "Chi l'ha visto?" torna sul caso della bambina separata dai genitori. L'intervista all'avvocato Miraglia

REGGIO - Una settimana fa, gli spettatori di "Chi l'ha visto" avevano assistito al durissimo scambio di accuse fra la giornalista Federica Sciarelli, conduttrice del programma, e la tutrice di Anna Giulia (Stella la chiamano in trasmissione), l'avvocato Sabrina Tagliati.
La vicenda, lo ricordiamo, riguarda la delicata separazione forzata della bimba, che oramai ha quasi sei anni, dai genitori Massimiliano Camparini e Gilda Fontana. La scorsa settimana, la Sciarelli aveva preso le difese della coppia, accusando l'avvocato Tagliati di accanirsi sui genitori.
Oggi, il caso sarà di nuovo ospitato nella trasmissione della Sciarelli, e saranno ospitati il presidente del Tribunale per i minorenni di Bologna Maurizio Millo, l'avvocato Francesco Miraglia di Modena e il consulente di parte, Camillo Valgimigli, già impegnato come consulente della difesa nel processo all'insegnante di teatro Pino La Monica. In studio saranno presenti anche i genitori di Anna Giulia, Massimiliano Camparini e Gilda Fontana.
La reazione dei genitori durante la telefonata in diretta a "Chi l'ha visto?" della tutrice della figlia

La reazione dei genitori durante la telefonata in diretta a "Chi l'ha visto?" della tutrice della figlia

Intanto è iniziato ieri, con la citazione diretta a giudizio, il processo a Massimiliano Camparini e Gilda Fontana per la sottrazione di minore, vittima la figlia di 5 anni, avvenuta nel marzo del 2010 quando i genitori, durante un incontro con la bimba, la portarono in Slovenia sottraendola alla struttura protetta dove si trovava. Ieri mattina alle 9 sono comparsi nuovamente in aula, per la prima udienza del procedimento relativo alla fuga in Slovenia. Con loro il difensore, l’avvocato Francesco Miraglia, e lo psicologo Camillo Valgimigli, perito di parte. L'avvocato Miraglia ha chiesto l’esame della bambina. Il giudice Cristina Beretti si è riservata di decidere in merito. Intanto l’udienza è stata fissata per il prossimo 6 dicembre quando verranno sentiti i testimoni del pubblico ministero: Antonio Turi, dirigente della squadra mobile, l’ispettore Mauro Malvolti e l’educatore Angelo Di Rita. Saranno inoltre sentiti i due imputati Massimiliano Camparini e Gilda Fontana.
Abbiamo raggiunto al telefono l'avvocato Miraglia, che rivela: "Dopo la puntata di 'Chi l'ha visto?' della scorsa settimana, abbiamo raccolto oltre 3000 firme a favore dei Camparini. C'è stata una vera e propria mobilitazione nazionale, tanto che si sta già parlando di una manifestazione organizzata davanti al tribunale dei Minori per il prossimo 14 giugno, il giorno della prima udienza per la comparizione delle parti in vista di una possibile adozione della bambina.
Avvocato, come giudica ciò che è stato detto nella scorsa puntata di "Chi l'ha visto?"
L'intervento della tutrice si commenta da sè. Quello che ha detto la Tagliati non corrisponde al vero. Inoltre, il diritto della difesa è stato completamente violato: abbiamo ricevuto 350 pagine di atti solamente quattro giorni fa.
La perizia è stata fatta solamente basandosi sul rapporto dei servizi sociali di Reggio. Noi abbiamo visto la bambina per 10 volte, ma lei non ha mai detto di non voler mai vedere i genitori. Mi chiedo: come mai Anna Giulia e i genitori non sono mai stati fatti incontrare? Mi permetta un giudizio personale: una tutrice dovrebbe avere buon senso e competenza, mentre ciò che ha detto la Tagliati si commenta da sè.
La conduttrice del programma, Federica Sciarelli

La conduttrice del programma, Federica Sciarelli
A questo punto della vicenda, quali probabilità ci sono che per Anna Giulia venga decisa l'adozione?
Io non lo posso sapere: certo è che un'adozione va fatta quando non c'è una famiglia per il minore, mentre in questo caso una famiglia c'è, ed è anche numerosa. Il tribunale non può non tenerne conto: l'adozione è l'extrema ratio.
Il problema principale è che il volere della bambina non è mai stata presa in considerazione: Anna Giulia non ha mai capito il motivo per cui è stata portata via dai genitori. Questo è vergognoso: solo una volta si era tentato di organizzare un incontro, quando papà e mamma erano in carcere, ma venne cancellato all'ultimo momento. La decisione venne motivata con un semplice 'è troppo pericoloso per la bambina'.

Daniele Paletta
 
dibattitopubblDate: Sabato, 02/07/2011, 21:36 | Message # 14
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Anna Giulia: in Parlamento!

Gruppo Parlamentare “Il Popolo della Libertà” al Senato

UFFICIO LEGISLATIVO

INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

CARDIELLO – Al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro della giustizia

Premesso che:

- Nel 2007 l’abitazione dei coniugi Camparini veniva perquisita dai Carabinieri alla ricerca di sostanze stupefacenti;

- Detta perquisizione, dall’esito negativo, induceva i Carabinieri a inviare un’informativa al Tribunale dei Minori poichè nell’abitazione viveva anche la figlia, Anna Giulia, minore di due anni;

- Nella relazione iniziale predisposta dagli assistenti dei servizi sociali, si sosteneva che l’abitazione “è fatiscente”;

- Tale giudizio avrebbe indotto il Tribunale dei Minori ad allontanare Anna Giulia dai genitori e ad affidarla a un istituto nonostante i coniugi Camparini avessero un lavoro e una casa, non risultassero essere criminali, tossicomani o violenti e, soprattutto, avessero un ottimo rapporto con la figlia;

- Detto affidamento sarebbe stato disposto dal giudice minorile nonostante il parere contrario degli psicologi dei servizi sociali di Reggio Emilia;

premesso, inoltre, che:

- I coniugi Camparini, rimasti del tutto inascoltati, per evitare che la figlia venisse affidata ad un’altra famiglia, decidevano, come segno estremo di protesta, di portarla via dall’istituto dove era ospitata, di darne notizia ai media, (la trasmissione di Rai Tre Chi l’ha visto? ha lungamente trattato la vicenda) e quindi di riportarla nel predetto istituto;

- Tale gesto clamoroso non aveva sortito l’effetto auspicato dai predetti coniugi che, quindi, disperati, lo scorso luglio 2010, dopo aver portato via una seconda volta Anna Giulia dall’istituto presso il quale era ospitata, finivano arrestati al confine con la Svizzera e accusati di sequestro di minore aggravato dalla parentela;

- I coniugi Camparini, ai quali veniva sospesa la potestà genitoriale, rimanevano, quindi, in carcere fino al febbraio 2011, quando veniva, alfine, riconosciuta la loro non tossicodipendenza e gli venivano concessi gli arresti domiciliari;

La piccola Anna Giulia veniva, invece, accolta in una residenza protetta;

considerato che:

- Ad avviso dell’interrogante il periodo di custodia cautelare inflitto ai coniugi Camparini – luglio 2010/marzo 2011 – appare sproporzionato in relazione ai fatti;

- Ad avviso dell’interrogante appaiono incomprensibili le modalità in base alle quali il giudice del Tribunale dei Minori di Bologna e il Presidente del tribunale, anch’egli interpellato, hanno mantenuto l’allontanamento della minore dai genitori in assoluto contrasto con le tesi sostenute dagli psicologi del servizio sociale;

- Il giudice minorile, inoltre, per quanto consta all’interrogante, non avrebbe tenuto in alcun conto il diritto della difesa dei coniugi Camparini limitando, perfino, l’autorizzazione ad estrarre copia degli atti e delle registrazioni audiovisive riferite alle operazioni peritali riguardanti la minore;

preso atto che:

- Detta vicenda scaturisce dalla relazione degli assistenti sociali del Comune di Reggio Emilia;

- La nonna della piccola Anna Giulia, che aveva chiesto, senza successo, di occuparsi della nipote, ritenendosi danneggiata dai comportamenti e dalle scelte operate dagli assistenti sociali ha ottenuto dal Tribunale una condanna in via solidale e concorsuale con il Comune di Reggio Emilia;

- Recentemente il Tribunale dei Minori, probabilmente a seguito di vibrate proteste, ha ritenuto di escludere l’ipotesi di adottabilità della bimba;

- La piccola Anna Giulia è, attualmente, con i genitori affidatari;

- I coniugi Camparini dovranno cominciare un percorso con i servizi sociali di Reggio Emilia chiamati a valutare se sono in grado di badare alla loro unica figlia che ha, ormai, sei anni;

preso atto, infine, che:

- I coniugi Camparini, per amore della figlia, hanno trascorso ben sette mesi in carcere e dal 2007 lottano per riaverla con loro;

rilevato che:

- all’interrogante pare che, sull’intero territorio italiano, siano sempre più frequenti i casi in cui gli assistenti sociali propongono, senza altre alternative, l’allontanamento dei minori dalle famiglie con situazioni problematiche;

- la tutela della maternità e della paternità significa, anche, a giudizio dell’interrogante, operare attivamente per creare le condizioni più idonee all’inserimento dei minori nella famiglia di provenienza ancor prima di individuare nuove collocazioni;

l’interrogante chiede al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza, di sapere se siano a conoscenza delle vicende narrate e, in caso affermativo:

- quali siano le valutazioni al riguardo;

- se risultino i criteri in base ai quali sono stati adottati i provvedimenti di allontanamento della minore Anna Giulia dai genitori;

- se risultino i criteri e le modalità in base alle quali sono state redatte le relazioni dei servizi sociali;

- se ritengano di dover verificare, nei modi e con i mezzi che riterranno più opportuni, l’idoneità dell’attività svolta dagli assistenti sociali in forza al Comune di Reggio Emilia;

- se il Ministro della giustizia ritenga opportuno inviare gli ispettori ministeriali presso il Tribunale dei Minori di Bologna al fine di verificare il corretto funzionamento degli uffici;

- se risultino omissioni o inefficienze nella trattazione del caso della piccola Anna Giulia e, in caso affermativo, a carico di chi e per quali motivi.

L’interrogante chiede, altresì, di sapere se e in quali modi intendano intervenire al fine di far cessare il frequente ripetersi di episodi nei quali il ruolo svolto dagli assistenti sociali risulta essere preponderante nella decisione di affidare un minore; l’interrogante chiede, infine, di sapere se ritengano di dover intervenire al fine di introdurre criteri e meccanismi certi tali da eliminare l’alto tasso di discrezionalità che determina tali scelte.

Sen. Franco Cardiello
 
dibattitopubblDate: Sabato, 02/07/2011, 22:04 | Message # 15
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http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/News/ContentItem-3cf02ab0-a7be-4f5c-a69f-eef7aa2d330d.html

"Stella" non andrà in adozione. Per i genitori un percorso con i servizi sociali

Bologna, 21/06/2011 - Per ora "Stella" resta con la famiglia che l'ha in affidamento da qualche mese ma all'orizzonte non c'è l'adozione. Almeno non a breve. Il Tribunale per i Minorenni di Bologna ha deciso infatti che i genitori della bimba dovranno cominciare un percorso con i servizi sociali di Reggio Emilia per valutare se sono in grado di badare alla piccola che presto compirà 6 anni. Nell’ udienza di ieri I giudici hanno ascoltato i genitori e i nonni paterni e materni. Il giudice si rimetterà alla valutazione dei servizi sociali. Durante l'udienza, davanti al tribunale del Pratello ha manifestato una rappresentanza di altri padri, madri e nonni 'fantasma' provenienti da varie regioni e protagonisti di casi di affidamenti controversi. Gli stessi che avevano organizzato una manifestazione il 14 giugno quando saltò l'audizione dei genitori di "Stella".
 
dibattitopubblDate: Domenica, 27/03/2016, 03:54 | Message # 16
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http://www.giustiziaquotidiana.com/dblog/articolo.asp?articolo=5066

http://www.giustiziaquotidiana.com/dblog/articolo.asp?articolo=5066

Di Loredana Morandi (del 20/10/2011 @ 14:50:44, in Osservatorio Famiglia, linkato 947 volte)



Immoralità dalla Rete:
Una taglia per ritrovare Anna Giulia

La gestione strumentale della vicenda umana dei coniugi Camparini e della
sottrazione giudiziaria della loro figlioletta ha raggiunto e superato
la soglia dell'immoralità.

Ventimila euro per la "pelle" della piccola Anna Giulia, ormai fagocitata dal suo avvocato e dall'entourage associativo di
uomini indagati, condannati o sotto processo per reati ai danni di
minori o nei confronti di donne che hanno avuto la sfortuna di divenire
le loro consorti.

La rassegna dalle persone che contano nel gruppo "Insieme per Stella", la
bimba ribattezzata dalla redazione della trasmissione "Chi l'ha visto?",
è da museo degli orrori.

Così, per non tediarvi troppo, sorvolo i casi dei parlamentari o politici amministrativi coinvolti in scandalosi festini con cocaina e transessuali e/o con denunce per il bunga bunga barese personale. A dirla tutta ci
sarebbero anche i politici con storie personali di cattiva
amministrazione: dal broglio elettorale, alla sanitopoli, affittopoli,
parentopoli ecc.. marcatamente di destra o fuoriusciti di sinistra, ma
non hanno storie particolari che interessino direttamente i costumi
morali o più in generale il diritto di famiglia.
Il gruppo "Insieme per Stella" è soltanto una delle ormai circa 500 pagine false, che infestano facebook italiano. Un oscuro e psicotico pacchetto
promozionale, mirato alla finzione scenografica di un associazionismo
realmente inesistente, ottenuto con il credito millantato e l'abuso
della credulità popolare e che, dopo i fasti di Falsi Abusi, ora è il
paladino dell'import internazionale delle politiche di Nambla (North
American Man Boy Love Association, gli orchi del Boy Love Day) in
Italia. Colui che gestisce l'intero pacchetto è l'amministratore di una
società di web hosting, già attiva nel commercio di pornografia online.
Un uomo, attualmente sotto processo per maltrattamenti familiari, con la
condanna già scritta e un iter giudiziario predeterminato da una
sentenza della Suprema Corte di Cassazione, per mezzo della quale l'alta
corte ha determinato l'esattezza del reato iscritto a suo capo dal
pubblico ministero accertandola su dati di fatto. 
I numeri delle risorse umane? Una ventina di persone di punta, tutti presidenti e
presidentesse di associazioni vuote create con statuti copia - incolla. 
Poi un pugno di associati uso truppe cammellate tra ndagati, condannati
o attualmente sotto processo. Personcine raccomandabili con imputazioni
per stalking, percosse e altre violenze private ai danni delle donne
e/o che sono rei di abusi ai danni di minori (in carcere: Sergio Murolo di Trentola Ducenta, il napoletano Enrico Perillo e i suoi due mandatari responsabili di omicidio, ed altri di famosi scandali a Torino o con condanne in primo grado fino a 9 anni e 9 mesi nella Reggio del nord).
Tra tutti spicca proprio l'avvocato dei Camparini, colui che si rende materialmente
portavoce della offerta di una "taglia" per ritrovare la bambina,
protetta attualmente dalle Istituzioni e da un tutore legale.
Cosa saranno mai 20.000 euro in bocca all'avvocato del pedofilo Enrico Perillo, un uomo finito in
carcere  con una sentenza a 15 anni di reclusione per aver seviziato una
bambina come Anna Giulia, nonché il mandante dei due che hanno assassinato brutalmente la madre della piccola vittima, "Teresa Buonocore", a colpi di pistola, condannati rispettivamente a 21 e 18 anni di reclusione in primo grado di giudizio.
Cosa saranno mai 20.000 euro nella bocca dello stesso avvocato, che tempestava presso il capo della Procura contro la pubblico ministero del processo a La Monica, condannato in primo grado a 9 anni e 9 mesi per aver molestato altre bambine come Anna Giulia Camparini e reo accertato della detenzione di 399 file pedopornografici estremi sul suo computer, probabilmente soltanto perché l'ottima pm è donna.
Certo questi 20.000 euro avranno un ritorno milionario in pubblicità personale e associativa. Quindi, se è vero che la pecunia non olet, dobbiamo pur credere che questo denaro abbia una fonte reale.
Chi sarà mai il magnifico "finanziatore"? E ancora, a quale "specie" apparterrà?

I Camparini hanno
già la difficile situazione di chi ha già tentato due volte contro la
sorte. Ed entrambi hanno già riportato delle condanne per i due rapimenti della figlioletta, sottratta alla custodia stabilita dal Tribunale. Quale allora il
progetto di offrire una taglia di 20.000 euro per rintracciare (ed
ovviamente rapire per la terza volta) la bambina?

Quali e di quale entità sono gli interessi economici nel gettare al rogo questi due genitori esagitati?

Dagli articoli della stampa quotidiana online si evince che vi sia anche una donna ad amministrare il fantomatico
"sostegno ai Camparini" del gruppo facebook, intitolato "Insieme per
Stella". Di questa persona sappiamo soltanto che, pur essendo donna, ha
sposato le politiche dei pedofili eterosessuali dell'Alice Day (il pride
dell'orgoglio di questi orchi ricorre il 25 aprile e recentemente viene
coperto a ricalco dalla giornata della "contro l'alienazione
genitoriale") e la PAS. La stessa attuale generalessa del Diritto
Familiare che pochi anni orsono, senza pensare un attimo ai suoi figli,
avrebbe sposato in Comune una lesbica transessuale, salvo poi chiudere
in pochi mesi ed a pubblicità esaurita la burrascosa relazione.

Questi sono gli interrogativi legati al caso Camparini. Sono fatti reali quelli ai quali io mi attengo.

Al candido lettore le preoccupanti conclusioni...

Loredana Morandi
 
dibattitopubblDate: Mercoledì, 30/03/2016, 20:54 | Message # 17
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https://www.youtube.com/watch?v=yK6I9OqAJzg

https://www.youtube.com/watch?v=yK6I9OqAJzg

Ridateci nostra figlia - Camparini - 6 aprile 2012
 
dibattitopubblDate: Mercoledì, 30/03/2016, 22:36 | Message # 18
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Questo articolo rivela che la mamma della bambina in passato sarebbe stata fermata in possesso di cocaina. La famiglia nelle loro esibizioni pubbliche non lo dice, come non lo dice neanche loro avvocato di fiducia Francesco Miragia.

http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio....6168157
http://gazzettadireggio.gelocal.it/reggio/cronaca/2012/12/08/news/se-allontani-mia-figlia-ti-taglio-la-gola-1.6168157

«Se allontani mia figlia ti taglio la gola»

Rapimento: assistente sociale rivela, in aula, la minaccia di morte che gli fece il padre di Anna Giulia
08 dicembre 2012




«Se mi allontani mia figlia ti taglio la gola». La minaccia di morte è di oltre due anni fa, ma l’assistente sociale Sara Gibertini
appare ancora scossa, in aula, nel rievocare quella frase. E’ il momento più delicato dell’ennesima udienza del processo che vede i coniugi Massimiliano Camparini e Gilda Fontana accusati di
sequestro di persona, relativo al primo rapimento della figlia Anna
Giulia (nel marzo 2010). L’assistente sociale – del polo Reggio ovest –
aveva seguito il caso fin dalla decreto, nel 2007, del tribunale per i
minorenni di Bologna che affidava la piccola ai servizi sociali di
Reggio pur tenendola all’interno della famiglia. In un colloquio con i
genitori di Anna Giulia fioccò la minaccia di morte, ma non era la
prima volta che gli animi si surriscaldavano. Sollecitata dalle domande
del legale Noris Bucchi – che rappresenta l’avvocatessa Sabrina
Tagliati,tutrice della piccola, costituitasi parte civile – l’assistente
sociale è entrata nel merito di quella frase: «Lavoro da 10 anni e mi
sono capitate altre situazioni di conflittualità, ma quella minaccia di
morte è l’unica. Non lo denunciai e nemmeno presentai una richiesta
esplicita di sostituzione, ma feci presente questa conflittualità come
responsabile del caso e l’equipe, valutando complessivamente la vicenda,
mi sostituì». In precedenza l’avvocato Francesco Miraglia – che difende
i due coniugi – ha insistito molto con l’assistente sociale sul suo
operato, ritenendo che la relazione che fece nel 2008 ebbe un peso nella
successiva decisione del tribunale per i minorenni che tolse Anna
Giulia alla famiglia per trasferirla in un istituto. Gibertini ha
ammesso che non fece personalmente sopralluoghi nell’abitazione della
coppia (giudicata fatiscente nella relazione), ha ricordato gli
incontri con i familiari di Gilda Fontana (non teneri con la coppia) e
con Anna Giulia (due volte). Per la parte civile nella relazione
l’assistente sociale esprimeva preoccupazioni, ma in quel periodo il
tribunale minorile acquisì anche le relazioni dei carabinieri da cui
emergevano intercettazioni telefoniche con uno spacciatore e il momento
in cui la Fontana, il 10 gennaio 2007, venne trovata in possesso di 36
grammi di cocainae non fu arrestata perché madre di una piccola di 2 anni.
Viene anche toccato il momento in cui la piccola sarà tolta alla famiglia: la mamma, in prima fila al fianco del difensore, non
regge ed esce, piangendo, dall’aula. Il processo è stato aggiornato a
metà gennaio.




 
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