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Forum » MALAGIUSTIZIA IN ITALIA » CASI FAMOSI E NON FAMOSI DI MALAGIUSTIZIA IN ITALIA » Maresciallo Vincenzo Lo Zito contro irregolarita della CRI ((Croce Rossa Italiana))
Maresciallo Vincenzo Lo Zito contro irregolarita della CRI
dibattitopubblDate: Giovedì, 17/03/2011, 04:30 | Message # 1
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Croce Rossa.......sembra tutto normale?

Nella Croce Rossa Abruzzese avvengono delle irregolarità amministrativo-contabili. A denunciarle è il maresciallo Vincenzo Lo Zito, dipendente CRI, a compierle è la Presidente Maria Teresa Letta la quale ha anche provveduto al 2° Trasferimento per incompatibilità ambientale dello stesso. I fatti contestati dal maresciallo, toccano diverse sfere, dell’agire nella pubblica amministrazione ma attengono sempre alla stessa persona che vuole tutto sotto il suo controllo e la sua direzione.

http://vincenzoozito.blogspot.com/ (http://vincenzoozito.blogspot.com/)

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 17/03/2011, 04:33 | Message # 2
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Croce Rossa in Abruzzo, la vicenda di Lo Zito su Report

http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=2483 (http://www.primadanoi.it/modules/articolo/article.php?storyid=2483)

Il maresciallo Lo Zito ha denunciato, documenti alla mano, che la presidente del comitato regionale, Maria Teresa Letta, firmava, scavalcando il direttore regionale, mandati di pagamento, determine, gare di appalto e assegni. Maria Teresa Letta è la sorella di Gianni Letta, braccio destro del premier Silvio Berlusconi.

Con una serie di esposti e denunce, il maresciallo Lo Zito ha provato a dimostrare lo «strapotere» della Letta e il conflitto d’interessi in quanto la sorella del sottosegretario è stata chiamata a ricoprire il ruolo di controllore (in qualità di presidente del comitato regionale) e controllata (come responsabile amministrativo della sezione di Avezzano).

Le denunce di questi presunti abusi sono costate caro al maresciallo.«Una vera e propria guerra è stata attuata ai miei danni», ha dichiarato il maresciallo Lo Zito, «per aver più volte denunciato i fatti e aver tentato di garantire una corretta amministrazione dei soldi pubblici».

Ora dovrà destreggiarsi tra tre procedimenti disciplinari e un’accusa davanti alla corte marziale: diserzione aggravata per non essersi presentato ad Assisi, dove era stato trasferito dalla Letta per «incompatibilità ambientale».

Lo Zito sostiene però di non potersi spostare perché cardiopatico, come certificato dalla commissione medica.

Il maresciallo è chiamato a rispondere del reato di diffamazione in una causa intentagli dai revisori dei conti della Croce Rossa i quali fecero, a richiesta dello stesso maresciallo, un’ispezione in Abruzzo. Dei risultati di quella ispezione- che terminò con un pranzo dei tre ispettori con la Letta- poco si sa, ma di sicuro c’è la conseguente denuncia al maresciallo.

Il Commissario straordinario della Cri, l'avvocato Francesco Rocca ha querelato anche lui Vincenzo Lo Zito per diffamazione. Da luglio scorso è stato sospeso lo stipendio del Maresciallo perché visti i suoi problemi di salute, non si è recato presso il Comando di Assisi.

Senza stipendio e con tante cause sulle spalle, ma non si arrende.

«La Croce Rossa», scrive sul suo blog, «mi definisce “dipendente infedele”: è un onore per me essere definito tale, per aver denunciato le illegalità e le ritorsioni dell'Ente..‌ ».

Le storie raccolte lungo tutto lo stivale e contenute nell’inchiesta di Report hanno svelato una situazione preoccupante sullo stato di salute della Croce Rossa più volte messa in evidenza da alcuni politici e da molti articoli giornalistici. Debiti, conflitti d’interesse, sprechi (decine di palazzi di proprietà abbandonati), presunte irregolarità.

LA POLITICA E LA CROCE ROSSA

In questo fuoco incrociato di denunce, nessuno ha ancora dato risposte alle tante interrogazioni parlamentari presentate da alcuni esponenti dell’opposizione.

«Le mancate risposte dei Ministri competenti in seguito alle denunce fatte dal maresciallo capo Cri Vincenzo Lo Zito alla Croce Rossa italiana rappresentano una grave disattenzione del vertice politico», hanno denunciato, lo scorso ottobre, i deputati Pd guidati dall’On. Maurizio Turco (Pd) dopo la mancata risposta ad un’interrogazione alla Camera presentata ai Ministri della Salute, dell’Economia e della Difesa per chiedere che venga disposta un’indagine interministeriale per accertare i fatti oggetto delle denunce e in seguito assumere i provvedimenti necessari a restituire rispettabilità al Corpo Militare e alla Croce Rossa.

Lo Zito ha ricordato anche ieri che delle sue denunce firmate anni fa a diverse procure non ha saputo più nulla.

Niente da fare. Anche la dottoressa Letta ha sempre preferito il silenzio, anche quando PrimaDaNoi.it la contattò a marzo 2009 per avere la sua versione dei fatti.

«Non voglio scendere nella polemica», aveva spiegato. Mentre ieri a Report ha mandato una mail, dribblando le domande dei giornalisti, dichiarando di «aver spezzato la catena del malaffare in Abruzzo» con la propria presidenza e di essere vittima delle maldicenze. Quale malaffare però non lo ha detto.

Al racconto di Lo Zito, per l’Abruzzo si è aggiunta anche un’altra vicenda. Quella della GioStyle che, dopo il terremoto, spedisce due volte gratuitamente del materiale di propria produzione (posate di plastica, frigoriferi portatili, secchi, ed altri materiale in plastica) ai terremotati. Non tutto però giunge a destinazione. Qualcosa, come per esempio le posate colorate, finiscono ad ingrandire il pacco dono di Natale destinato ai volontari. Ad accompagnarlo una lettera di auguri e di ringraziamenti della presidente Maria Teresa Letta, eletta per ben due volte dalla maggioranza dei votanti.

Manuela Rosa 06/12/2010 11.55

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 17/03/2011, 04:40 | Message # 3
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Il "prezzo" della verità per il maresciallo Lo Zito

http://www.articolo21.org/1300/notizia/il-prezzo-della-verita-per-il-maresciallo-lo.html (http://www.articolo21.org/1300....lo.html)

Con la prossima udienza preliminare del 23 Giugno, al tribunale di Roma (udienza che si sarebbe dovuta svolgere il 19 maggio, ma per ragioni non riconducibili alla volontà dell’imputato è saltata) fanno 18 mila euro. Questo è il prezzo della verità che sta pagando il maresciallo della Croce Rossa Italiana Vincenzo Lo Zito, per aver denunciato delle irregolarità all’interno dell’Ente. I Grilli Romani hanno pensato di aiutarlo aprendo, sul suo blog www.vincenzoozito.blogspot.com un conto per sostenere le sue spese legali. Finora sono stati raccolti poco più di 400 euro, cifra irrisoria nei confronti dei 18 mila già spesi.
E non si tratta solo di processi civili. Lo Zito dovrà presentarsi anche davanti alla corte militare. Il 26 maggio scorso il maresciallo è stato convocato alla caserma Pasquali dell’Aquila per prendere visione degli atti utilizzati per un’inchiesta aperta nei suoi confronti. Secondo il comando Generale dell’Esercito Lo Zito avrebbe compiuto, sul suo blog, esternazioni offensive e lesive di tutti gli organi direttivi della Croce Rossa Italiana. E inoltre avrebbe disertato (che dal punto di vista militare è il peggiore dei reati), non presentandosi ad Assisi dopo essere stato trasferito.
Tutti pretesti per farlo desistere, sostiene il Maresciallo. «La diserzione, ad esempio –spiega Lo Zito- è relativa alla mia mancata presentazione in servizio presso la sede di Assisi in seguito al mio secondo trasferimento. Ma io, dopo essere stato informato del trasferimento sono stato male. Ho subìto un intervento al cuore e al termine della degenza mi è stato consegnato un referto medico della CRI che raccomanda espressamente di evitare spostamenti per raggiungere sedi di lavoro lontane dalla mia residenza che è Avezzano».
Lo Zito da quando ha cominciato la sua crociata contro Maria Teresa Letta, il presidente della CRI Abruzzo, e i suoi conti che non tornavano, si è visto trasferito per due volte. Il primo febbraio 2007, dal Comitato locale di Carsoli (AQ) è stato spostato al Comitato Regionale Abruzzo a L'Aquila e l’indennizzo per il trasloco forzato è costato 14 mila euro di pubblica pecunia.
La secondo volta, poco più di un anno dopo, l’11 agosto 2008, per incompatibilità ambientale, è stato spostato all’ufficio arruolamento e addestramento di Perugia con sede ad Assisi che costerà, sempre alle tasche dei contribuenti, più dei 14mila euro precedenti visto che Lo Zito deve cambiare regione. Ogni procedimento aperto nei confronti del maresciallo però non riguarda nessuna delle denunce che il militare ha compiuto nei confronti delle irregolari nella gestione dei fondi della Croce Rossa Abruzzo. Perché?

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 05/05/2011, 06:06 | Message # 4
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http://vincenzoozito.blogspot.com/2011/05/croce-rossa-lavoratori-occupano-sede.html

Croce Rossa, lavoratori occupano sede a Roma: “A rischio i precari”

L'occupazione degli uffici del Comitato centrale è durata qualche ora ed è stata supportata dalla sigla Usb. La protesta per chiedere che il piano di riordino dell'ente, che potrebbe mettere in pericolo posti di lavoro, sia affrontato con la partecipazione delle delegazioni sindacali.

Un gruppo di lavoratori della Croce rossa italiana, sostenuto dall’Unione sindacale di base, ha occupato per tre ore la sede del Comitato centrale della Cri in via Toscana a Roma, mentre era in corso una riunione. I dipendenti chiedono “un tavolo interministeriale” (la Croce rossa è controllata da quattro ministeri: Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Economia, Difesa) per affrontare i problemi dell’ente, soprattutto quello dei precari. In particolare, chiedono che il piano di riordino, che potrebbe mettere a rischio posti di lavoro, sia affrontato con la partecipazione delle delegazioni dei lavoratori. Al piano dovrebbe provvedere il commissario straordinario Francesco Rocca, la cui scadenza di mandato è già stata rinviata due volte. Il sindacato denuncia la “deriva di privatizzazione dell’ente, una mobilità selvaggia in violazione di accordi sindacali precedenti, e la mancata osservazione di norme e regole sindacali”.

Rocca ha lasciato la sala, sostenendo che il protocollo non prevede riunioni con delegazioni numerose e dicendo che avrebbe calendarizzato un ulteriore incontro. La delegazione dell’Usb, in un primo momento, ha deciso di non lasciare la sala. Dopo una trattativa con la Digos, i lavoratori sono usciti dal palazzo e hanno lasciato solo una delegazione che tenterà di portare a termine la trattativa con il commissario.

E’ una vera e propria bufera, quella che si sta abbattendo sulla Croce Rossa Italiana in questo periodo. Prima la notizia del 5×1000 assegnatole per anni nonostante le ombre sulla legittimità della sua presenza negli elenchi degli aventi diritto. Poi, le sospensioni di lavoratori e volontari che hanno parlato a Report per denunciare gli sprechi (da Anna Montanile a Diego Tosoni, senza dimenticare la storia di
Vincenzo Lo Zito) .

Infine, problemi in tutta Italia sulla questione precari, che sono 1.600. C’è il caso dei lavoratori pugliesi, in mobilità forzata, come Anna Sciannimanico, licenziata dopo aver rifiutato il trasferimento da Bari a Bolzano.

Al nord la situazione non è migliore. In Lombardia il contratto con l’Agenzia regionale per l’emergenza urgenza per 500 lavoratori doveva scadere a giugno. E’ stato prorogato per altri sei mesi, ma si attende ancora il piano di riassetto del servizio. Nel frattempo, a Bergamo si sono dimessi il commissario del Comitato provinciale Fernando Spada e il suo vice Gianmaria Domenghini, lamentando, come scrive L’Eco di Bergamo, di “non riuscire più a sostenere la mole di lavoro che comporta gestire una struttura così articolata e con così poche risorse”. Le loro dimissioni sono state seguite, il giorno successivo, da quelle del commissario del Comitato locale Andrea Francesco Raciti.

E i problemi non si limitano solo alla questione precari. In Veneto, ad esempio, qualche giorno fa si è scatenata un’aspra polemica attorno a un bando per l’assegnazione di una consulenza da 4mila euro al mese. Secondo le accuse, il commissario regionale Annamaria Stefanelli ha nascosto il bando agli altri partecipanti, tant’è che alla scadenza, l’unico nome pervenuto era il suo. Secondo quanto ha dichiarato Ruggero Scomparin, il commissario di Selvazzano in provincia di Padova, il bando non è stato pubblicato sul sito del comitato regionale per il tempo stabilito dalla normativa. Quando, dopo le segnalazioni di altri commissari, il bando è stato riaperto, ha presentato richiesta una decina di persone. In tutto questo, il direttore regionale Pierpaolo Cinque, dovrebbe essere sostituito a breve.

In Sicilia, il tribunale di Palermo ha notificato alla Croce rossa un decreto ingiuntivo in favore di Si.S.E. SpA. Il Commissario straordinario della Cri ha impugnato il decreto mediante ordinanza per evitare all’ente, per il momento, un esborso di quasi 50mila euro.

Insomma, un periodo decisamente buio per la storia della Croce rossa che, viste le premesse, potrebbe durare a lungo.

di Debora Aru e Alberto Puliafito

 
dibattitopubblDate: Giovedì, 05/05/2011, 06:08 | Message # 5
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Aiutiamo Maresciallo Lo Zito!

il Maresciallo Vincenzo Lo Zito in servizio presso la Croce Rossa Abruzzo, nel corso della sua attività ha rilevato diversi illeciti amministrativi compiuti dalla Presidente della CRI Abruzzo, prof.ssa Maria Teresa Letta, sorella del più noto Gianni Letta, che peraltro svolgeva contemporaneamente due ruoli all’interno della CRI, incompatibili tra loro, infatti risultava essere sia Presidente del Comitato Regionale CRI Abruzzo e sia responsabile amministrativa del Comitato Locale CRI di Avezzano, in sostanza “controllore” e “controllato” erano la stessa persona.

Il maresciallo ha provveduto a denunciare il tutto guadagnandosi diverse querele per (secondo loro) aver diffamato l'Ente.

Oggi Vincenzo è stato trasferito PER LA TERZA VOLTA sempre d'Autorità, sospeso dal servizio e sta affrontando le spese legali per difendersi anche da tre provvedimenti disciplinari di Stato messi in atto dalla Croce Rossa.

Inoltre proprio perché Vincenzo non è stato nella condizione psicofisica di raggiungere la sede di lavoro tra l'altro come certificato dalla Commissione Medica Militare, la Croce Rossa ha pensato bene di addebitargli € 22.000,00 per retribuzioni indebitamente percepite con decurtazione del 50% dello stipendio. Tutto ciò nonostante Vincenzo abbia più volte richiesto formalmente di poter prendere servizio presso una sede della CRI più facilmente raggiungibile anche perchè beneficiario della Legge 104.

Si pensa che tutto quanto sta accadendo a Vincenzo sia la conseguenza delle sue denunce contro Maria Teresa Letta, e per questo si vuole aiutare il M.llo Lo Zito istituendo una raccolta fondi per contribuire alle ingenti spese legali che sta sostenendo per difendersi.

PUOI AIUTARLO ANCHE TU DIFFONDENDO LA SUA STORIA E PARTECIPANDO ALLA RACCOLTA FONDI, CON UN PICCOLO VERSAMENTO SUL C/C/ BANCARIO :

IT 95 V 02008 40443 000400873434
Intestato a LO ZITO VINCENZO

o ricarica POST PAY su carta numero:
4023 6005 5633 9028
intestata a Lo Zito Vincenzo

oppure tramite paypal , andando nella colonna di destra del sito :
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